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Le misure anti-Covid non lo permettono

Il quotidiano del Bar non si può più leggere

Passato sottottraccia, si tratta di un evento storico che chiude un’epoca, a livello sociale e culturale, la scomparsa dei giornali di carta dalla vita quotidiana di ciascuno di noi. 

Ormai da anni i giornali non entrano più nelle case della grande maggioranza degli italiani, salvo poche eccezioni tipo Il Caffè o Acqua & Sapone.

Ora non li vedremo più neanche sui banconi dei Bar dove li sfogliavamo in tanti. 

Le normative anti-Covid parlano chiaro: vanno eliminate dalle aree comuni riviste o materiale pubblicitario in uso promiscuo. 
Non vedremo più nei bar nessuna delle 3 testate che mediamente il barista acquistava ad uso dei clienti: il quotidiano locale, quello nazionale e quello sportivo. 

Sfogliare un giornale è stato per decenni un piacere, una pausa nelle corse 

Lì ogni copia veniva sfogliata da molte persone permettendo alla pubblicità contenuta nelle sue pagine di contribuire a sostenere economicamente il giornale.
Solo una esigua minoranza ormai va ad acquistare il quotidiano nelle poche edicole rimaste. Le quali si tengono ancora in piedi solo grazie ai regalini per i bambini.
La scomparsa dei giornali cartacei è un fenomeno mondiale che coincide con la crescita della pervasività di internet. 

Eppure concedersi qualche minuto per sfogliare un giornale è stato per tanti decenni uno dei piccoli piaceri che ci ritagliavamo come pausa nelle corse quotidiane. 
Nei bar dove è distribuito, vedi elenco a fine giornale, è ancora possibile trovare le copie del Caffè, perché a differenza dei quotidiani, ognuno può prendere la sua copia, in tutta sicurezza perché mai sfogliata da nessuno prima, vedi articolo sotto. 
Ma il giornale il Caffè non ha successo solo perché è gratutito. Moltissimi giornali gratutiti sono falliti e i pochissimi rimasti non hanno per niente vita facile. 

Il Caffè piace soprattutto perché è indipendente sul serio e i lettori l’hanno capito. D’altronde, vivendo di pubblicità avremmo un grave danno se ci schierassimo con una parte politica, perché perderemmo gran parte dei lettori.

Ma questo non vuol dire che non diamo le notizie, anzi, in realtà noi possiamo darle con più libertà di tutti. Non facciamo parte di nessuna lobby politico-economica, perciò non dobbiamo rispondere a nessuno, né tantomeno siamo ricattabili.

Ne è un esempio lo scoop del Caffè relativo al fatto incredibile che dai rubinetti di Roma uscirà l’acqua del Tevere, seppur depurata per quanto possibile.
Anche se lo scoop ancora più incredibile è che nessun altro giornale ne parli. Forse perché è stato imposto loro di tacere, con la minaccia di escluderli da cicciotti budget pubblicitari?

La redazione del Caffè vive di pubblicità, ma non è ricattabile, né accetta alcun tipo di minaccia, pur avendone subite tantissime e alcune anche gravi. 

La redazione del Caffè vive di  pubblicità, ma non è ricattabile 

L’indipendenza è nel nostro DNA, da ben 18 anni e la nostra storia, i nostri lettori, le nostre continue vittorie giudiziarie lo confermano.   

Il blocco delle attività commerciali, conseguente all’epidemia, ha comportato un calo della raccolta pubblicitaria che sostiene il Caffè, che comunque non ha mai interotto le sue pubblicazioni. 

In questo periodo per far fronte ai minori introiti la periodicità è ridotta a quattordicinale, nella speranza di ritornare presto a quella settimanale. 

 

Tutto il processo di stampa e distribuzione rispetta le norme anti-Covid. Ognuno può prendere la propria copia in sicurezza

La tua copia del giornale Il Caffè è sicura

Anche l’Associazione che riunisce appartenenti alla Polizia locale 
conferma che è possibile distribuire le copie

 

Il Caffè è un giornale sicuro. Ogni persona può prendere la propria copia e portarsela a casa in massima sicurezza. Tutta la filiera, dal rotolo di carta alla singola copia che il lettore preleva, rispetta le misure anti-Covid19 richieste. Il ciclo di stampa parte dalle enormi bobine di carta, dal peso di diversi quintali, che vengono trasportate da macchine e montate sulla rotativa: questa procede alla stampa e trasferisce le singole copie tramite un nastro trasportatore fino un apposito macchinario che si occupa dell'imballaggio. Il pacco di giornali, avvolto da cellophane protettivo, viene movimentato sempre da macchinari per il trasporto, arrivando fino al punto di distribuzione, dove un addetto, munito di guanti e mascherina, toglie la protezione e lo sistema per il prelievo delle singole copie.
Naturalmente nessuno può leggere il giornale all'interno di un bar o di un esercizio, chi prende una copia de Il Caffè la deve portare con sé.

Ogni fase della stampa del giornale è meccanizzata

Citiamo infatti un estratto dal comunicato di Alessandro Marchetti presidente Anaspol (Associazione che riunisce appartenenti alla Polizia Locale) “Vanno inoltre eliminate dalle aree comuni le riviste e materiale informativo di uso promiscuo, attenzione a non confonderlo con i giornali gratuiti che sono da portare via. Si tratta di due fattispecie diverse: in uno la stessa rivista viene lasciata nelle aree comuni per la lettura dei clienti (E QUESTO NON È PIU POSSIBILE), nell’altro il giornale distribuito gratuitamente viene preso e resta solo nella disponibilità di quell’unico cliente (E QUESTO È POSSIBILE)”.
Alla fine della lettura è importante smaltire la copia nel contenitore della carta da riciclare​

 

I clienti oggi bisogna andare a prenderli nelle loro case

La pubblicità non è una magia. Funziona solo se c’è un messaggio efficace e se questo arriva in modo ripetuto alle persone. Noi siamo in grado di realizzare con te un messaggio molto efficace e di farlo arrivare grazie al settimanale “il Caffè”, alla maggioranza delle persone. I nostri clienti lo sanno bene quanto è efficace questo tipo di pubblicità. 
Per questo sono fedeli da moltissimi anni.

Per informazioni: Francesca Ferinaio  800.90.92.04
[email protected] - www.mediumsrl.it

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