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MARKETING & COMUNICAZIONE

Pubblicità locale, ecco i 10 errori che fanno tutti

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Alberico Cecchini e Frank Merenda - L'editore del Caffè a Lugano con il più noto autore e consulente di marketing e vendite
Alberico Cecchini e Frank Merenda - L'editore del Caffè a Lugano con il più noto autore e consulente di marketing e vendite
Previsioni economiche: 1 attività su 3 rischia di chiudere nei prossimi mesi. La pubblicità può fare la differenza, ma attenzione a non fare nessuno di questi 10 errori!

Alcuni analisti stimano che quasi un'azienda su tre è a rischio di chiusura nei prossimi mesi.

Come puoi intuire, molte altre cresceranno velocemente anche grazie a questi fallimenti. Una di queste potrebbe essere proprio la tua di attività, ma solo se tiri fuori il coraggio che contraddistingue il vero imprenditore.

Crescere o chiudere non dipende solo della crisi, ma soprattutto dalle nostre azioni. E il coraggio non basta, perché agire male è anche peggio di non agire.

La pubblicità è una delle azioni più immediate che puoi fare subito e che produce frutti già nel breve termine. Ma non è una magia e produce risultati importanti solo se fatta bene.

Hai speso soldi in pubblicità e il risultato è stato più una delusione che altro? Non è colpa tua credimi, infatti chi te l'ha venduta non ti ha fornito l'aiuto di cui avevi bisogno. Perché era un semplice venditore e quasi nessuno ha le competenze necessarie oggi per pianificare una campagna pubblicitaria di successo.

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Oggi è cambiato tutto e la pubblicità fatta alla buona ormai non funziona più per niente.

Ecco perché oltre il 90% della pubblicità locale che vedi intorno a te è completamente inutile. Che sia su internet o meno, la percentuale non cambia molto.

Utilizzando questo schema dei 10 errori principali sarà facile per te riconoscere subito se una pubblicità è fatta bene o è sbagliata, nel mezzo o nel messaggio.

Rimarrai sbalordito dal fatto che sono davvero poche quelle che si salvano.

Ma quelle poche portano risultati potenti con piccoli investimenti e fanno tutta la differenza del mondo fra chi si avvia a chiudere e chi a crescere.

Noi del Settimanale il Caffè non vendiamo solo spazi pubblicitari, ma un sistema per far funzionare una campagna.

Creare un messaggio pubblicitario capace di portare di continuo nuovi buoni clienti ai nostri clienti è il nostro punto di forza da 18 anni.

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Se ti lasci aiutare non sprecherai più nemmeno un euro in pubblicità e otterrai finalmente tutta la soddisfazione che meriti.

Come accade da tantissimi anni agli oltre 200 nostri clienti fedeli.

Questi 10 punti sono molto interconnessi e ognuno ha un'importanza tale che la maggior parte delle volte basta un solo errore per compromettere tutto l'investimento.

Stampa questa lista e tienila con te per usarla prima di investire in pubblicità, come fosse la mappa stradale per arrivare dove vuoi tu e non da un'altra parte.  


I 10 ERRORI DELLA PUBBLICITÀ LOCALE

  1. Non fare pubblicità  Non fare pubblicità significa comunicare debolezza e arretratezza. Se pensiamo al commercio, nessuna attività moderna non la fa. Bisogna comunicare in maniera professionale e di continuo. Le persone sono in cerca di informazioni e cercano motivi per sceglierti. Non sanno come scegliere tra un prodotto e l’altro e rimandano gli acquisti, perché non hanno mai sufficienti informazioni. Dagli più informazioni utili di tutti ed entra bene nel loro dialogo mentale per aiutarli a decidere di acquistare da te e subito. Siccome molti concorrenti non fanno pubblicità, chi comunica di più e meglio ha un mare di clienti da conquistare.
  2. Fare pubblicità senza una strategia Prima di fare pubblicità occorre avere una strategia di marketing. Nella pubblicità locale quasi sempre la strategia manca del tutto, rendendo inutile la pubblicità. Ci sarebbe da dire all'infinito su questo punto, qui diamo solo qualche accenno. Se non si ha la forza necessaria per garantire il prezzo migliore, la strategia più efficace è quella di focalizzarsi su un target profittevole, per uscire dalle battaglie sul prezzo. Per fare pubblicità in modo professionale è fondamentale prima di tutto scegliere l'angolo di attacco migliore, cioè il proprio posizionamento. Occorre capire dove siamo più forti e su quale target possiamo arrivare prima e meglio degli altri e poi fare pubblicità sempre mirata su quello. Non posso parlare a tutti allo stesso modo. Più conosco e sono vicino al mio target, più so come ragiona e posso comunicare in modo più efficace, entrando nei suoi processi decisionali.
  3. Non differenziarsi Il problema principale di quasi tutte le attività è quello di fare esattamente quello che fanno tutti i concorrenti. Spesso nel proprio settore è difficile differenziarsi, ma solo apparentemente, infatti le possibilità sono immense e gli esempi di successo innumerevoli. A volte per far esplodere i fatturati basta inserire un dettaglio, un servizio aggiuntivo, un miglioramento di prodotto percepito anche solo da una parte dei potenziali clienti. Questa differenza si chiama vantaggio competitivo e bisogna puntare tutta la comunicazione sempre su quello. La migliore strategia è quella di creare un nuovo settore, una sottocategoria che prima non esisteva, perché così possiamo essere i primi ad occuparlo e diventarne i leader per sempre.
  4. Fare pubblicità solo d'immagine I grandi marchi possono fare la pubblicità d’immagine, istituzionale o creativa, ma a livello locale questo tipo di pubblicità è inutile. Occorre invece fare pubblicità che comunichi in modo efficace, chiaro e continuo il vantaggio competitivo. Non con un semplice slogan, ma argomentando dettagliatamente il motivo o i motivi per cui farsi scegliere, in modo da stimolare il passaparola. Che è la forma più importante di acquisizione clienti, ma va continuamente alimentato, guidato e velocizzato con una pubblicità adeguata.
  5. Copiare quello che fanno i concorrenti Per seguire la nostra strategia in opposizione ai concorrenti, non tutti i mezzi sono sempre adatti. C’è spesso l’inganno di credere che quello che fa la concorrenza sia sempre la cosa migliore. Anzi, forse proprio per differenziarsi di più potrebbe essere utile scegliere mezzi alternativi. Ma i mezzi bisogna saperli utilizzare. I manifesti, per esempio, possono essere utili per i grandi brand, ma a livello locale sono sconsigliati perché non permettono di argomentare. Cinque parole sono già troppe e l'errore più frequente è inserire troppi contenuti, rendendo inutile la campagna. Neanche la radio, nel tempo di uno spot, permette di argomentare bene il proprio vantaggio competitivo, infatti le pubblicità alla radio sembrano tutte uguali e poche riescono ad emergere e meno ancora a portare risultati sostanziali.
  6. Non fare una proposta forte La pubblicità professionale fa vendere perché parte dal cliente, dal suo problema da risolvere o dal suo sogno da realizzare. Partire da ciò aiuta a catturare meglio la sua attenzione. Solo dopo possiamo portarlo sul vantaggio competitivo offerto. Il messaggio deve promettere in modo credibile non solo di risolvere il problema, ma di farlo meglio della concorrenza o prima o ad un prezzo migliore.
  7. Essere poco credibili La gente è smaliziata e sa che le promesse pubblicitarie non hanno valore se non spieghi in modo dettagliato e credibile come e perché puoi offrire ciò che prometti. Non sono gli slogan che fanno vendere, ma le buone idee spiegate bene. Devo raccontare come e perché  riesco a garantire quel vantaggio rispetto ai concorrenti. Questo punto spesso manca, per cui ogni promessa fatta nella pubblicità è come aria al vento per il cliente. Soldi completamente bruciati.
  8. Non spaventare abbastanza Rimandare è il principale nemico delle vendite. I clienti tendono a prendere tempo, per varie ragioni, prima di decidersi ad acquistare. Perciò occorre insistere sui rischi o sui costi di non agire subito. Soprattutto bisogna spaventare il cliente, mettendolo in guardia su tutti i problemi e i danni che può eventualmente avere rivolgendosi alla concorrenza. Decidere di acquistare significa uscire dalla propria zona di comfort. Uno dei principali obiettivi della pubblicità è trasformare la zona di comfort dei clienti in una zona rischiosa o scomoda per spingerlo a spostarsi nella zona preferibile a cui accede acquistando.
  9. Non spingere all’azione subito Per le stesse ragioni del punto 8 occorre anche una chiamata ad agire subito, con una offerta limitata nel tempo o nella quantità, perché se non forziamo il cliente a decidere subito, più passa il tempo e più è probabile che non acquisterà più da noi, perché tenderà a dimenticarsi i motivi che lo avevano convinto. La pubblicità professionale è quella che fa vendere sia oggi sia nel futuro. Solo una piccola parte dei potenziali clienti è pronta a comprare subito. Dal momento che con la nostra pubblicità abbiamo ottenuto l’interesse di un potenziale cliente e gli abbiamo spiegato per bene quali sono i vantaggi del nostro prodotto o servizio, dobbiamo portarlo ad acquistare da noi e subito con una proposta irrinunciabile, perché oggi le persone acquistano facilmente solo se fiutano un grande affare.
  10. Non saper interpretare i risultati Misurare l’efficacia di una campagna pubblicitaria è sempre stato il più grande problema della pubblicità. La battaglia delle vendite si combatte nella mente delle persone. L’acquisto è solo l’ultimo atto di un lungo processo di consapevolezza e comparazione. Il dialogo nella mente del cliente è influenzato dalle sue esperienze precedenti, dal passaparola e dalla pubblicità. Una singola campagna pubblicitaria fornisce input ad una moltitudine di menti, solo alcune delle quali decidono di acquistare immediatamente. E non solo a causa dell’ultima campagna, ma di tutti gli input ricevuti prima. Il valore di un’attività è data soprattutto dal fatturato, che può produrre anche nel futuro. Questo valore si chiama BRAND ed è la somma delle informazioni presenti in tutte le menti. Su internet si possono misurare i risultati delle vendite immediate. Ma il giorno stesso in cui si smette di fare pubblicità online le vendite diventano zero. Infatti, la pubblicità su internet non aiuta a creare il Brand e a produrre vendite nel futuro. Puntare tutto sul digital è un grave errore, che dimostra l’incompetenza di marketing di chi opera sui social e sul web.

I clienti oggi bisogna andare a prenderli nelle loro case

La pubblicità non è una magia. Funziona solo se fatta in modo professionale e di continuo. Oggi è cambiato tutto e basta fare uno solo di questi errori per sprecare tutti i soldi.

Per informazioni: Francesca Ferinaio

[email protected]   www.mediumsrl.it

Numero Verde 800 90 92 04


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Noi sappiamo come realizzare con te un messaggio molto efficace e come farlo arrivare alla maggioranza delle persone. I nostri clienti lo sanno bene quanto è efficace questo tipo di pubblicità. Per questo sono fedeli da moltissimi anni.


 

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