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Quali sono le cifre reali?

L’accordo Comune di Aprilia-Acqualatina e i conti che non tornano sui mutui

Nel 2014 e nel 2016 il Comune di Aprilia minacciava pignoramenti nei confronti di Acqualatina. Poi, nelle ultime settimane, l’amministrazione comunale di Aprilia si è impegnata a chiudere la sua posizione debitoria con Acqualatina pagando € 2.418.898,45. Una cifra comprensiva del canone di concessione, dei rimborsi mutui e dello sgravio perdite, farebbe pensare che le somme accumulate dal Comune di Aprilia sotto forma di credito fossero di gran lunga inferiori ai debiti maturati per gli importi fatturati per il consumo idrico e servizi connessi relativi a tutte le utenze del Comune e mai corrisposti. La determinazione riporta l’ammontare del debito del Comune, ma non quella del credito ipotizzato utilizzando i dati diramati da una indagine della Guardia di Finanza sull’Iva evasa sui ratei pagati nel periodo 2009 – 2013.

Carmen Porcelli per La Città degli Alberi, Rosalba Rizzuto per Aprilia Libera e Andrea Ragusa per Cittadini Pentastellati - Grillini Apriliani hanno fatto un’analisi dettagliata di quanto accaduto in passato, arrivando a una conclusione che i conti non tornano. Ecco un estratto del loro comunicato.

Il Piano ammortamenti mutui

Quello che ci interessava evidenziare è l’ammontare dei ratei dei mutui corrisposti dal Comune di Aprilia e mai rimborsati dalla società Acqualatina. Ed è su questo che intendiamo concentrarci.

Analizzando il Piani Ammortamenti dei mutui contratti dal Comune di Aprilia dal 2015, abbiamo individuato l’esistenza di 38 prestiti tutti ottenuti dalla Cassa Depositi e Prestiti finalizzati alla realizzazione di impianti di depurazione, rete idrica, rete fognaria e serbatoi idrici. Dalla riclassificazione che abbiamo effettuato e dai conteggi risultanti dall’importo totale del mutuo (quota capitale più quota interessi) detratto il capitale residuo al 31 dicembre 2021, abbiamo ottenuto l’importo del capitale versato risulta corrisposta ad oggi la cifra di euro 7.955.051,62; l’importo complessivo ammonta ad euro 14.404.212,48 (di cui euro 8.716.356,19 come quota capitale, mentre euro 5.687.906,89 come quota interessi), mentre il capitale residuo da pagare per estinguere i mutui ancora attivi ammonta ad euro 6.449.160,86.

Sappiamo che sedici di questi 38 mutui sono stati rinegoziati, mentre cinque mutui - con importi esigui rispetto a tutti gli altri - sono stati estinti (3.452,28 euro, 1.604,52 euro, 4.671,24 euro, 5,126, 64 euro e 9.537,42 euro).

Composizione dell’accantonamento del fondo crediti di dubbia esigibilità

Ulteriore riscontro all’ammontare dei mutui giunge con la Determinazione del Fondo crediti di dubbia esigibilità da iscrivere nel bilancio previsionale 2015 – 2017 iscritta al Registro Generale n. 872 del 25/06/2016 ove leggiamo che sono somme accertate sul capitolo denominato Rimborso Mutui Acqualatina previsto in bilancio al titolo 3 delle entrate (codice Peg 305027008780400) per l’esercizio finanziario 2015 la somma accantonata ammontava a euro 308.176,46, per l’esercizio 2016 invece 300.015,76 euro, stessa cifra per il 2017, euro 300.015,76.

Il fondo rischi è diretto ad evitare che le entrate di dubbia esigibilità, previste ed accertate nel corso dell’esercizio, possano finanziare delle spese esigibili nel corso del medesimo esercizio.

I ratei dei mutui versati e richiesti nel 2006 e i pignoramenti annunciati nel 2013

Come mai il Comune di Aprilia non ha mai bussato alla porta di Acqualatina? Andando a ritroso nella lettura dei giornali locali, troviamo traccia di alcuni tentativi. A partire dal 2006 l’amministrazione comunale cominciò a scrivere ad Acqualatina per procedere con il recupero delle somme di denaro. Nel 2013 il Comune annunciava decreti ingiuntivi nei confronti di Acqualatina poiché il privato non pagava i debiti. L’allora assessore alle Finanze Chiusolo sosteneva che il gestore del Servizio Idrico era debitore per 4 milioni di euro, per rate ed interessi relativi ai mutui che riguardavano gli interventi e la manutenzione della rete idrica comunale, e che per ottenere quella cifra l’ente di Piazza Roma avrebbe presentato un decreto ingiuntivo. In caso di mancato versamento delle somme si rischiava di produrre un grosso danno erariale. Acqualatina aveva fatto resistenza a pagare i mutui mettendo sul piatto della bilancia i costi delle utenze del Comune di Aprilia: secondo il gestore l’ente avrebbe dovuto pagare 60 mila euro di acqua l’anno.

Nel giugno 2014, Acqualatina annunciava di voler recuperare da tutti i Comuni dell’Ato 4 i debiti accumulati dal gestore e dovuti alla morosità di circa 30 mila utenti, gran parte concentrati nel comune di Aprilia (38 milioni e mezzo di euro) attraverso una tariffa extra a partire dal 2014 e fino al 2018 e questo solo per permettere alla società di recuperare le somme perse tra 2003 e 2011, con conseguenti salati aumenti nelle bollette da spalmare tra il 2014 e il 2018. Acqualatina voleva farsi riconoscere almeno 34 milioni per gli anni 2003 e 2011, malgrado tutte le inadempienze che le sarebbero state contestate, comprese le somme non corrisposte al Consorzio di Bonifica (5,2 milioni di canone ai consorzi di bonifica dal 2003-2005) e il mancato raggiungimento dei livelli del servizio e gli 8 milioni di canone concessorio ai comuni dell’ambito. Quest’ultimo avrebbe dovuto essere rimborsato ai comuni, privo degli interessi di mora, a rate e questo ai comuni che hanno acceso e pagato mutui sugli impianti trasferiti in gestione.

Nel 2015 a partire dalla campagna di restituzione delle somme versate dai cittadini sotto forma di corrispettivo del consumo idrico da parte dell’ex consigliere comunale Carmen Porcelli, alla precisa domanda rivolta al sindaco di Aprilia sull’effettivo reclamo di restituzione dei ratei dei mutui ad Acqualatina non è seguita alcuna risposta, né da parte dell’ufficio legale del Comune di Aprilia si è appresa l’esistenza di decreti ingiuntivi nei confronti di Acqualatina.

L’11 ottobre del 2016 venivano approvate nel corso della Conferenza dei Sindaci dell'Ato4 le due proposte avanzate dai Comuni di Latina, Aprilia, Bassiano e Nettuno, definite "una svolta ed una inversione di rotta a favore dell'interesse del bene comune dei cittadini e non dell'interesse privato dei pochi". L’ordine del giorno della seduta riguardava lo Schema Regolatorio Tariffario 2016-2019 e l’ Approvazione Schema di convenzione di gestione del S.I.I. ma i sindaci dei Comuni di Latina, di Aprilia, di Bassiano, di Nettuno, avevano chiesto ed ottenuto l’integrazione dell’ordine del giorno di due proposte di deliberazione: 1. Modifiche al Regolamento del Servizio Idrico Integrato, art. 17 (Riduzione o sospensione somministrazione), art. 18 (clausola risolutiva espressa). Determinazioni; 2. Restituzione Mutui sui beni comunali affidati al Gestore. Chiarendo per l’ultimo punto che «la restituzione (non era stata) mai effettuata dal gestore a danno dei comuni che ne hanno avuto danni all’equilibrio dei propri bilanci».

In attesa dell’atto di transazione

Mentre siamo in attesa di conoscere il valore del credito iscritto dal Comune di Aprilia nell’atto transattivo, non possiamo non fare alcune considerazioni. Innanzitutto se la situazione del 2014 fosse vera, anche altri Comuni si troverebbero nella medesima situazione, come mai ad oggi risulta che solo Aprilia abbia accettato di chiudere una transazione con Acqualatina? E soprattutto perché se nel 2014 prima minacciando azioni legali e pignoramenti e poi nuovamente nel 2016 proponendo una mozione sulla mancata restituzione dei mutui (facendo anche presenti i problemi di bilancio provocati per il mancato incasso dei rimborsi) il Comune intendeva riavere indietro quelle somme per poi, sembrerebbe, dimenticarle o ridimensionarle nel 2021?

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