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Sfiduciato il sindaco Luciano Andreotti

Nove consiglieri si dimettono, cade l'amministrazione comunale di Grottaferrata

Con la firma delle dimissioni da parte di 9 consiglieri comunali di Grottaferrata su 16 totali davanti a un notaio, è terminata l’esperienza amministrativa civica del sindaco Luciano Andreotti.

Un atto politico voluto dalla maggioranza delle forze politiche e civiche componenti l’assise comunale che, coalizzandosi, hanno deciso di porre fine a una amministrazione che fin dal suo insediamento nel 2017 aveva dato segni di scricchiolii e malesseri, ma che comunque era riuscita ad arrivare quasi alla scadenza naturale del mandato. Si sarebbe comunque votato nella primavera del 2022. Un mese fa aveva lasciato la maggioranza anche la presidente del consiglio comunale.

A guidare l’amministrazione per i prossimi sei mesi ci sarà un commissario prefettizio.

LA LETTERA APERTA DEL SINDACO SFIDUCIATO

“Un colpo di mano burocratico e radicalmente antidemocratico nega a chi ha avuto l’onore e l’onere di guidare la Città di Grottaferrata per una consigliatura quasi intera, di svoltare l’ultimo tornante e portare serenamente l’ente comunale a nuove elezioni”.

Con queste parole che aprono la lunga lettera aperta alla cittadinanza il sindaco uscente di Grottaferrata, Luciano Andreotti commenta le dimissioni dei nove consiglieri comunali che porteranno, lunedì, in città dopo quattro anni e mezzo di amministrazione nuovamente un commissario prefettizio in città.

Un atto d’accusa, quello del sindaco uscente, diretto in particolar modo all’indirizzo dell’ex presidente del Consiglio comunale, Francesca Maria Passini e dell’ex capogruppo della lista Andreotti, Federico Pompili che lo stesso sindaco definisce “congiurati” e “voltagabbana fino a ieri in maggioranza, coi quali, però, le minoranze non hanno lesinato di fare un piano strategico e un accordo in nulla mirato al bene della nostra città”

“un gesto che va a sporcare la nostra città  - aggiunge Andreotti  riferendosi alle dimissioni firmate di fronte a un notaio - in un periodo ancora duro e complesso come quello purtroppo in corso da quasi due anni.

Un’emergenza socio-sanitaria ed economica che la mia Amministrazione ha fronteggiato con onore, dedicando tempo, energie e entusiasmo al progetto più grande che è il bene maggiore della comunità”.

Il sindaco in tal senso richiama alla memoria episodi simili accaduti “senza troppo onore, nella vicina Frascati e, qualche anno fa, ben più rumorosamente in Campidoglio, a scapito di sindaci eletti da forti e chiare espressioni popolari”. Il riferimento chiaro è alle cadute di Roberto Mastrosanti e Ignazio Marino, avvenute in circostanze del tutto simili.

“Cosa resta, dunque, questa mattina, oltre la normale amarezza per l’occasione di un ultimo confronto negato?” si chiede Andreotti.

“Resta comunque tantissimo. Che nessun colpo di mano potrà spazzare via.  A me, come sindaco uscente, rimarrà sempre l’onore profondo che ho provato, assieme alla gratitudine verso la maggioranza dei concittadini che mi ha concesso di amministrare la nostra Grottaferrata per quattro anni e mezzo.

Restano la genuinità e l’onestà di una squadra di consiglieri e assessori, donne e uomini divenuti anche amici personali grazie all’amore profondo per Grottaferrata che abbiamo condiviso senza pentirci nemmeno un secondo”.

“Restano il doloroso ricordo e la grande lezione di umanità, politica e non da ultimo di Amministrazione di Luciano Vergati che nel bel mezzo del viaggio, sopraffatto proprio dai tragici effetti della pandemia in corso, ci ha lasciati all’improvviso, mettendoci di fronte al dovere della memoria che non smetteremo di onorare.

Resta il pensiero sentito che ci tengo a rivolgere personalmente a tutte quelle persone che ho conosciuto ed incontrato in questa esperienza da sindaco”.

“Quello su cui potrò sempre continuare a garantire con chiunque, è la serena e piena consapevolezza di essere stato alla guida di un gruppo composto nella sua larghissima parte da donne e uomini liberi, scevri da condizionamenti e in nessun passaggio, neppure in questa fase conclusiva, servi di disegni politici altrui. Persone non attaccate alle “poltrone” a tutti i costi. Coscienti di aver agito solo nell’interesse della città e ben consapevoli che ne avremmo pagato il prezzo, rivendicando tuttavia scelte che andavano comunque compiute nel tentativo di cambiare la politica per il bene maggiore della nostra Città che, certamente, non smetteremo di guardare come obiettivo necessario e da raggiungere con un impegno e una passione che, mi auguro di cuore e da parte mia posso garantire, certamente non verranno meno” aggiunge il primo cittadino.

“Come non dovranno restare senza risposta le domande che la cittadinanza si sta ponendo dopo essere rimasta disorientata, non comprendendo i reali motivi di questa azione sconsiderata.

1) Perché interrompere a pochi metri dall’arrivo un percorso amministrativo democratico?

2) Perché bloccare ad arte i tanti discorsi che, parzialmente superata l’empasse pandemica, avevano ripreso la corsa (dal Biodistretto, al piano per l’urbanistica, la riqualificazione e la rigenerazione urbana, i lavori pubblici e non da ultimo la seconda tranche di fondi straordinari per il sociale come molte altre iniziative a favore di famiglie e aziende del territorio).

Per inciso, a proposito di urbanistica. È bene sapere che eravamo pronti, nella commissione urbanistica del 2 dicembre pv, con argomenti seri giuridico/urbanistici portati dalla Maggioranza a votare contro quella variante in zona agricola di via Vascarelle

Ulteriore piano che con questa azione è stato interrotto e vanificato.

3)A qualcuno dei nostri oppositori esterni o interni dava fastidio portare in Consiglio comunale il Bilancio di previsione entro la fine dell’anno in corso?

4)La (loro) opportunità politica vale di più del benessere della Città?” si chiede il sindaco

“Tutte domande alle quali i cittadini aspettano risposte chiare che certo non arriveranno da chi ha preferito giocare nell’ombra. Siano pronti però perché il ‘favore delle tenebre’ non durerà per sempre.

Tornerà anche la luce della primavera. Avanti tutta! Viva Grottaferrata!” conclude la lettera aperta.

PASSINI: "SCELTA SOFFERTA ED AMARA, MA FINE AMMINISTRAZIONE ANDREOTTI ERA INEVITABILE"

“Sancire la fine di un’esperienza amministrativa alla quale con passione e forte convinzione avevo aderito, 4 anni e mezzo fa, mi amareggia. Ho firmato, insieme ai miei colleghi, per la decadenza del Consiglio e del sindaco, con piena coscienza e consapevolezza; al termine di un lungo periodo di impegno, ma anche di riflessione e di valutazione”, dice Francesca Maria Passini, presidente del Consiglio comunale di Grottaferrata ancora per poche ore.

“Di fatto – prosegue – avevo preso le distanze dalla maggioranza un mese fa, consapevole che le promesse elettorali, il “sogno” che avevamo costruito tutti insieme era ormai irrealizzato e irrealizzabile. Era stata quella di allora ed è stata quella ieri una decisione sofferta ed amara. Ma inevitabile. Così come amaro è stato il comprendere che la stessa delusione, non solo politica, che ho provato io in questi mesi è stata condivisa da altri protagonisti di quella avventura del 2017. Segno che così non si poteva davvero andare avanti”.

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