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La Giunta Monachesi diserta l'evento

Castel Gandolfo: cittadini, amministratori e politici alla 'Festa del Vincolo' FOTO

Felice il trombettista alla Festa del Vincolo

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Un momento della Festa del Vincolo dei Castelli Romani
Un momento della Festa del Vincolo dei Castelli Romani
Andrea Trinca, assessore all'Urbanistica di Marino
Andrea Trinca, assessore all'Urbanistica di Marino
Il brindisi in piazza della Libertà, nel rispetto delle norme anti-Covid
Il brindisi in piazza della Libertà, nel rispetto delle norme anti-Covid
A destra, Paolo Gasperini, poi Felice, il 'trombettista' del gruppo, ed Enrico del Vescovo
A destra, Paolo Gasperini, poi Felice, il 'trombettista' del gruppo, ed Enrico del Vescovo
Marco Alteri
Marco Alteri
Danilo Ballanti
Danilo Ballanti
Nicola Passeretti
Nicola Passeretti
Emilio Cianfanelli
Emilio Cianfanelli
Marco Cacciatore
Marco Cacciatore
La piazza dall'alto
La piazza dall'alto
Paolo Gasperini e Felice il trombettista
Paolo Gasperini e Felice il trombettista

Il Covid ed il rischio maltempo non hanno avuto la meglio: è stata un successo la 'Festa del Vincolo' dei Castelli Romani che si è celebrata in piazza della Libertà, nel cuore del centro storico di Castel Gandolfo, ieri pomeriggio, sabato 10 aprile, per brindare alle tutele paesaggistiche istituite ad aprile 2020 dal Ministero dei Beni Culturali e Turismo (guidato dal Ministro PD Dario Franceschini) su 1400 ettari di campagna ricompresa tra i tre comuni di Marino, Castel Gandolfo e Albano. Un'area grande quanto 2800 campi di calcio di serie A su cui non si potranno realizzare nuove edificazioni civili/industriali ma solo attività inerenti lo sviluppo agricolo, enogastronomico e turistico/ricettivo. Tutele confermate - giova ricordarlo - lo scorso 17 marzo anche dal Tar del Lazio: il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto difatti il ricorso promosso a giugno 2020 contro il Mibact dalla Giunta municipale guidata dalla sindaca Pd, Milvia Monachesi, e dal suo vice, Cristiano Bavaro. L'iniziativa di piazza è stata promossa da varie associazioni territoriali: Salute e Ambiente di Albano, Latium Vetus di Pomezia, Italia Nostra sezione Castelli Romani, Legambiente-Appia sud – Il Riccio e, infine, dal Coordinamento dei Comitati di Quartiere di Albano. Sono stati molti i cittadini e rappresentanti dell'associazionismo locale presenti all'iniziativa pubblica. A fare gli onori di casa e a guidare la lunga discussione pubblica durata oltre 2 ore è stato Paolo Gasperini, politico di lungo corso della città delle pesche ed animatore instancabile del movimento politico e civico l'Aurora.

LA (LUNGA) LISTA DEGLI AMMINISTRATORI

E POLITICI PRESENTI IN PIAZZA DELLA LIBERTA'

Oltre ai cittadini, sono stati molti anche gli amministratori e politici che hanno preso parte all'iniziativa pubblica, provenienti non solo dal comune di Castel Gandolfo ma anche dai municipi circostanti. Sicuramente tra i primi ad arrivare, insieme a Paolo Gasperini, c'erano Paolo Belli, Sara Lumaca e Andrea Marroni, consiglieri comunali di Castel Gandolfo. Poi ancora Andrea Trinca, assessore all'Urbanistica di Marino. In piazza anche Marco Cacciatore, presidente della Commissione Urbanistica del Lazio. A festeggiare, con gli altri, anche Marco Alteri, Luca Nardi e Marco Moresco, consiglieri comunali di Albano. Tra i primi ad arrivare in piazza della Libertà e poi a prender parola anche Emilio Cianfanelli e Cora Fontana, consiglieri comunali di Ariccia. L'argomento, certo, è caldo. L'area verde istituita dal Mibact costituisce difatti uno dei più estesi polmoni verdi dell'area sud di Roma e rappresenta, ad avviso dei presenti, il giusto raccordo con le altre aree verdi di Roma-sud: ossia sia il vincolo di 2mila ettari che abbraccia una grossa fetta di agro romano ricompreso tra i due municipi di Ardea e Pomezia promosso qualche anno fa dall'associazione Latium Vetus; che i parchi dei Castelli Romani e dell'Appia Antica che, tra l'altro, potrebbero presto essere riuniti, come richiesto con una recente proposta di legge regionale promossa dai due consiglieri regionali Marco Cacciatore e Marta Bonafoni. Ma, certo, rischia di inibire il “vecchio modello di sviluppo – così ci raccontano le associazioni promotrici della Festa del Vincolo - basato su più cemento, più rifiuti e più capannoni che oggi deve essere completamente e profondamente ripensato, alla luce dei cambiamenti climatici e della carenza cronica di acqua, anche nei comuni dei Castelli, tra i quali proprio Castel Gandolfo”.

MONACHESI E BAVARO NON SI PRESENTANO IN PIAZZA

Sindaca e vicesindaco di Castel Gandoflo, Milvia Monachesi e Cristiano Bavaro, non si sono presentati in piazza, nonostante siano stati invitati formalmente ed informalmente dai cittadini e, in più, anche contattati da Paolo Gasperini. La domanda, a quasi un mese dalla sentenza del Tar del Lazio, sorge spontanea: il comune di Castel Gandolfo ha intenzione di impugnare con un ennesimo ricorso al Consiglio di Stato, secondo ed ultimo grado della Giustizia Amministrativa, la sentenza del Tar Lazio che conferma non solo la validità, ma anche e soprattutto la solidità e correttezza formale e sostanziale delle tutele istituite dal Mibact? Presto lo sapremo. L'iniziativa si è conclusa con un brindisi in piazza: un brindisi che ha avuto luogo, come il resto della festa, nel rigoroso rispetto delle norme anti-Covid.

PAOLO GASPERINI

"Castel Gandolfo - ci racconta Paolo Gasperini - rappresenta un eccezione rispetto ai comuni limitrofi perché negli ultimi 40 anni ha tutelato meglio degli altri il territorio e questo costituisce un vantaggio per i cittadini, sia da un punto di vista della qualità di vita che da un punto di vista economico, perché la moderata urbanizzazione a fatto sì che il valore degli immobili si è mantenuto e migliorato. Questo vincolo diventa un'opportunità unica se chi ha responsabilità amministrativa acquisisce quello spirito di iniziativa per incrementare e ottimizzare i servizi. È necessario sovvertire la logica che i servizi di possono ottenere solo con lo scambio di cubature richieste dall'iniziativa privata. Serve una gestione pubblica che sia propositiva e che non faccia solo da "sportello" per dare risposte al privato. Non capisco l'assenza dell'amministrazione Castellana a questa festa visto che si è impegnata in un tavolo di lavoro, proposto dai Consiglieri Belli , Lumaca e Marroni, per una "politica urbanistica" attenta all'ambiente e al paesaggio e dove nei vari incontri si e concordato di andare su una rigenerazione urbana rispettosa del territorio".

MARCO CACCIATORE

"Ho partecipato alla Festa del Vincolo cosidetto Bondi bis - ci racconta Marco Cacciatore, presidente della Commissione Urbanistica del Lazio -  che ha ampliato le tutele in zona Castelli. La "festa", senza assembramenti e in presenza di molte persone con cui sono nato insieme politicamente e continuo a muovere passi a favore di Comunità, è stata organizzata in Piazza della Pace a Castel Gandolfo. Non lo ritengo un caso e anzi non c'era posto più appropriato, perché nonostante il pregio del territorio di Castel Gandolfo, che delle ricchezze storiche e naturalistiche fa il perno dell sviluppo da sempre, la giunta che amministra questo importante comune ha fatto ricorso contro l'ampliamento del Vincolo. Questo contro un'iniziativa condivisa da un intero territorio e portata avanti dal Comune di Marino, cui ha dato seguito il fondamentale contributo del Mibact. Questo risultato completa a livello amministrativo quel che l'art. 7 della LR 7/2018, che ha ampliato il Parco Appia Antica salvando il territorio da insediamenti insostenibili e insopportabili, compreso il più ampio insediamento dell'intero territorio regionale. Il nostro prezioso territorio continua ad essere minacciato da insediamenti che tutto fanno fuorché rispondere alle esigenze del territorio: si vedano i progetti residenziali su S. Palomba nel IX Mun., al confine con il Comune di Albano e dei Castelli Romani. È importante che la stretta sinergia tra livelli istituzionali e diverse forze politiche, come accaduto per l'ampliamento del Parco Appia Antica e l'emendamento firmato da me @Marta Bonafoni, accada tra i diversi Enti locali senza defezioni. Ringtazio Tutt* per la presenza e gli organizzatori per l'invito. È molto importante dimostrare vicinanza al territorio e, da Comunità che condivide un destino, restarsi vicini per restare umani, per mantenere a misura di essere umano lo sviluppo e il futuro di Tutt*".

ANDREA TRINCA

"È stato per me un onore ed una vera gioia - ci racconta Andrea Trinca, assessore all'Urbanistica di Marino - partecipare a questa prima festa per un vincolo a tutela del paesaggio del territorio e delle nostre tradizioni sono stato veramente ben felice di rappresentare il comune di Marino in questo incontro dopo il lavoro incessante che la nostra amministrazione ha sostenuto in direzione di questo risultato. Ho tenuto a sottolineare come il vincolo sarà e dovrà essere l'elemento positivo di rilancio economico dei territori, molte delle aree attualmente investite dal vincolo possiedono un certo degrado, su questo insieme al Ministero e alla Regione dovremmo lavorare. Noi come comune di Marino stiamo già provvedendo alla redazione di un innovativo piano urbanistico incentrato sulla sostenibilità e l'economia circolare con il rilancio del prodotto enogastronomico e la valorizzazione dei beni storico-artistici ed archeologico.  Immaginiamo insieme un futuro diverso già da adesso, una economia sostenibile è l'unico mondo possibile".

EMILIO CIANFANELLI

"Il vincolo imposto dal ministero - aggiunge Emilio Cianfanelli, per quattro volte sindaco di Ariccia e ora capo dell'opposizione della città della porchetta - è la dimostrazione che la divisione in comuni di aree omogenee porta al totale stravolgimento del paesaggio. Il paesaggio Italiano è sopravvissuto soltanto per merito dei grandi latifondi dei nobili e per l imposizione con la legge 1 del 1922 dell uso civico demaniale. Vallericcia è rimasta verde soltanto dove poche famiglie avevano comperato i 10 20 ettari direttamente dai Chigi, i terreni distribuiti alle famiglie dall Università Agraria Uno scorso(1300m2) a Vallericcia e 1 Quarta (circa 4500 m2) a Cancelliera ha portato la totale cementificazione-. La risposta dello stato dal 1939 ad oggi per contenere il consumo del territorio è stata l apposizione di vincoli da parte del ministero dei beni culturali e le varie leggi urbanistiche e la Parco-mania. Tutto inutile. Abusivismo e speculazione hanno distrutto tutte le coste Italiane e gran parte dei terrenI agricoli Fiorentino Sullo tentò di fare una legge seria che limitasse la distruzione del territorio, ma fu fermato".

MARCO ALTERI

"Dobbiamo resistere al colpo di coda della lobby del cemento - spiega Marco Alteri, consigliere comunale di Albano -  che non accetta la realtà di una riduzione della popolazione, con conseguente bisogno di meno case. Sono come i maniscalchi che tentavano di resistere all'avvento dell'automobile, solo che in questo caso il rischio di danneggiare irrimediabilmente il territorio riguarda tutti, anche economicamente. In particolare i proprietari di case, che rischiano un'ulteriore svalutazione del valore della propria abitazione. Occorre puntare sulla transizione ecologica, riqualificando le case esistenti e arginare il fenomeno dell'abbandono dei centri storici. Alla politica serve una forte spinta dal basso per allinearsi a questa nuova realtà, pertanto è bene parlarne per diffondere tale consapevolezza".

ENRICO DEL VESCOVO

"E' un momento importante di soddisfazione - spiega Enrico del Vascovo, presidente Italia Nostra, sezione Castelli Romani - dopo che Italia Nostra Castelli Romani, insieme anche ad altre associazioni che ringraziamo, ha provveduto con osservazioni presentate in appoggio, firme raccolte, ed essersi costituita in tribunale "ad adiuvandum" del MiBACT  essere riuscita a fermare il ricorso del comune di Castel Gandolfo. Pero' occorre ricordare anche che sono molti i ricorsi presentati da privati contro il vincolo e dunque la battaglia non e' ancora finita. Certamente andremo fino in fondo".

PAOLO BELLI

" Più che una “festa in piazza” - sostiene Paolo Belli, consigliere comunale di Castel Gandolfo - è stata un’occasione per ribadire la correttezza di un nuovo paradigma riguardo l’urbanistica in generale. Erano presenti rappresentanti politici che sono nelle stesse forze di governo dei comuni dei Castelli romani o che ne hanno fatto parte in passato, come pure i rappresentanti delle opposizioni. Tutto questo dimostra la trasversalità dell’idea alla base di quest’iniziativa: la tutela del territorio. 
Come esponente del M5S, e soprattutto come cittadino, ne ho fatto sempre un punto fondamentale del mio programma perché radicato nei miei convincimenti più profondi. L’assenza di reali Piani Urbanistici ha creato agglomerati urbani che oggi presentano molte, importanti, criticità. L’aumento della popolazione residente, in frazioni importanti come Pavona, nel tempo, ha stratificato e cristallizzato problemi su problemi. Le Amministrazioni, nei decenni passati, non hanno mai messo mano a un piano di sviluppo sostenibile del territorio. Non m’interessa puntare il dito contro qualcosa o qualcuno, ma, di fatto, la qualità della vita è calata drasticamente per la limitatezza, se non proprio mancanza, di servizi di base. I cittadini hanno diritto a poter vivere nei propri luoghi d’origine, ma hanno anche diritto a una vita dignitosa, dove per dignità e qualità della vita, in campo urbanistico, intendo servizi di collegamento efficienti, aree verdi, scuole, palestre, aree di aggregazione sociale, biblioteche, centri per gli anziani che sono la memoria storica ed un capitale inestimabile e imprescindibile di un territorio.  Il tutto però va calato in un progetto armonioso, ingegnerizzato per l’ambiente e nell’ambiente in cui si vive. Troppo spesso il paesaggio è stato violentato da cementificazioni selvagge, nate sotto il vessillo dello sviluppo urbano, ma il cui unico fine è stato lo sviluppo della ricchezza di personaggi con poca attenzione per la qualità della vita. In sintesi la mia idea è per un deciso sì allo sviluppo urbano, ma uno sviluppo che tenga in primaria considerazione l’ambiente e il paesaggio, elementi che riverberano inevitabilmente sulla qualità della vita dei cittadini. Sviluppo sostenibile significa dare attenzione alle risorse naturali, alle falde acquifere, all’impermeabilizzazione del suolo, all’inquinamento indotto da eccessiva cementificazione.  Se un territorio non può accogliere nuove abitazioni, si deve anche esser capaci di dire basta, invertire il paradigma finora utilizzato e incominciare a pensare la riqualificazione del territorio iniziando proprio dagli edifici esistenti. La proposta, che assieme a Paolo Gasperini, i Consiglieri Lumaca e Marrone, ho presentato alla Maggioranza di Castel Gandolfo è esattamente in questo senso. Il Tavolo politico sull’Urbanistica Castellana si prefigge lo scopo di accendere una luce su questa possibilità. Oggi si parla sempre più insistentemente di transizione ecologica; ancora una volta, a Castel Gandolfo, abbiamo anticipato gli intendimenti del Governo centrale che ha formato addirittura un nuovo Ministero per lo scopo. Il nostro “piccolo” Tavolo è la dimostrazione che siamo sulla strada giusta e che se una cosa si può fare, allora si deve fare. Solo le montagne non si spostano, gli uomini di buona volontà hanno l’obbligo morale di percorrere tutte le strade a loro disposizione per la ricerca del “bene comune”. La manifestazione di ieri pomeriggio non è stata la vittoria delle opposizioni, è sbagliato considerarla la festa di una parte politica, come sottolineato dalle note intonate in chiusura dell’evento. Non ho vinto io, non ha vinto Gasperini, ha prevalso il buon senso di una Coscienza Civica trasversale che sta contagiando anche chi da sempre parla di Opere a Scomputo: costruisco costruire case in cambio di un’opera pubblica. Troppo spesso le opere a scomputo sono state l’unica via, a causa delle ristrettezze economiche delle casse comunali. I Comuni, sottolineiamolo con forza, non hanno risorse proprie, tali da poter operare in autonomia e in molti casi sono finiti in ostaggio di costruttori con pochi scrupoli. Purtroppo a Castel Gandolfo c’è chi non ha colto il senso e la portata di questa proposta. Ancora oggi si tenta una strumentalizzazione per meri fini elettorali, fa parte di una vecchia visione politica, ci può stare, fa niente. Quello che mi fa piacere è che chi doveva decidere ha dimostrato buon senso. Il loro ricorso è stato bocciato e la nostra idea è l’unica via percorribile per un sano sviluppo del territorio, diritto alla casa, ai servizi, ma nel rispetto dell’ambiente in cui viviamo; le nuove parole d’ordine sono riqualificazione urbana, del territorio e sviluppo ecosostenibile. “E’ del saggio cambiar parere” recita una massima confuciana; sono soddisfatto dal poter interloquire con persone che hanno dimostrato saggezza. Il brindisi di ieri pomeriggio è alla vittoria del Buon Senso e non di una parte politica".

DANILO BALLANTI

"La vittoria al TAR dei cittadini, dei comitati e delle associazioni - attacca Danilo Ballanti, del Partito Comunista dei Castelli - contro i ricorsi al vincolo del MIBACT sui 1.400 ettari di terreno tra Santa Maria delle Mole e Pavona rappresenta un importante evento storico. La giurisprudenza amministrativa è stata molto chiara: “in ordine al rapporto tra valori paesaggistici e la pianificazione urbanistica e relativi strumenti attuativi è da evidenziarsi il valore “primario e assoluto” della tutela del paesaggio, sancito dall’articolo 9 della Costituzione, e va affermata la prevalenza dell’impronta unitaria della tutela paesaggistica sulle determinazioni urbanistiche”. Regaleremo alla giunta del Comune di Castel Gandolfo una copia della Costituzione, visto che hanno sperperato quasi 30.000 euro in un ricorso al TAR che va contro la Costituzione e difende solo gli interessi di qualche costruttore. Come abbiamo proposto a gennaio 2019 nelle nostre osservazioni, inviate come Partito Comunista insieme ad Italia Nostra – sezione dei Castelli Romani, il vincolo del MIBACT va esteso anche alla zona di Monte Savello nel comune di Albano e alla zona di Palazzo-Cancelliera-Santa Palomba nel comune di Roma per tutelare l’ambiente e il paesaggio e per fermare la speculazione edilizia".

NICOLA PASSERETTI

"Nome esiste un pianeta B dove poter vivere - sottolinea Nicola Passeretti, presidente di Legambiente sezione Appia sud Il Riccio - queste parole della piccola Greta finalmente trovano spazio localmente in questa realtà dei Castelli Romani. È dal  2000 che sono iniziati i ricorsi contro le varianti edilizie  al piano regolatore che a Marino volevano inesidare 15000 abitanti e distruggere un area cerniera di due Parchi Regionali bellissimi. Oggi celebriamo la fine di in incubo. La sinergia di tante associazioni , comitati e  la lungimiranza degli amministratori locali e regionali hanno permesso di tutelare e di aumentare il paesaggio sottoposto a vincolo. Conoscere le bellezze del proprio territorio  ti permette di rispettarlo, di amarlo e difenderlo. L'auspicio è che ciò diventi un impegno di tutti, il mattone non è, e non può essere l'unica forma di economia dei Comuni. Oggi più che mai va difesa la nostra identità, il nostro  essere umani".

MARCO MORESCO

"Noi - aggiunge Marco Moresco, della lista civica Insieme per Pavona - pensiamo che il vincolo imposto con Decreto del Ministero dei Beni Culturali l'11/03/2020 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 02/04/2020 per l'area denominata “La Campagna Romana tra la via Nettunense e l’Agro Romano (Tenuta storica di Palaverta, Quarti di S. Fumia, Casette, S. Maria in Fornarolo e Laghetto) viene a tutelare anche Pavona, nel tratto compreso dal confine con il comune di Roma sulla via del Mare fino a via Verona e da li in senso ortogonale fino a via Casette per tutto il tratto fino alla ferrovia e da li, infine fino al confine con il comune di Castel Gandolfo. Ulteriori costruzioni  avrebbero creato altre criticità  alla nostra frazione, tipo problemi idrici e soprattutto fognari . Solo chi vive nel territorio si rende conto dei tantissimi problemi,  soprattutto nei periodi di pioggia, quando addirittura le acque scure( fognarie) si riversano per le strade perché il collettore fognario non ce la fa a sopportare  l’elevata urbanizzazione in crescita. Questo crea anche disagi igienico/sanitari. Si continua a costruire dimenticandosi dei sotto-servizi".

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