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I fatti tra Latina e Cisterna

La guerra, il soldato americano e quello zaino ritrovato per caso 77 anni dopo FOTO

Ci sono concatenazioni di eventi che producono effetti impensabili, quasi miracolosi. La combinazione di alcuni incontri e presenze, riesce a volte a creare delle situazioni stupefacenti, per contenuto e forma. Mi spiego. In un piovoso pomeriggio invernale, infatti, ospite a casa di un mio amico, Gianluca Crestani, un fabbro artigiano di Borgo Montello (Latina), parlandomi della sua principale passione che è la caccia, l’andar per campagne e boschi, mi rivelava della presenza di una borsa che usa per alloggiare un’incerata, molto utile durante le sue escursioni, quando la pioggia si presenta battente e insidiosa.

Ne parla come di un oggetto un po’ misterioso e sconosciuto, che porta al seguito da almeno 15 anni, senza averne mai compreso pienamente il significato che tale oggetto potesse racchiudere. Mi racconta così di questa borsa recante dei nomi e una serie di numeri stampati su un lato, e sull’altro invece le sole lettere US. L’aveva trovata casualmente, durante la visita ad un vicino, intento nella ristrutturazione della casa colonica, appena gettata dall’alto di una soffitta pronta al rifacimento, sarebbe stata prossima ad essere smaltita nel cumulo dei calcinacci.

UNO ZAINO DI 77 ANNI FA

A quel punto, sempre più incuriosito, chiedo al mio amico di farmi vedere l’oggetto in questione, respirando già dentro me un senso di meraviglia e di spiccata curiosità. Così, Gianluca si precipita in cantina per prendere lo zainetto. Alla sua vista, intuisco subito che si tratta di un oggetto in uso all’esercito statunitense, e nello specifico, assegnato al soldato Elmer S. Dorn, identificabile col numero di matricola 33178576.

È uno zainetto “Musette Bag mod. 1936” che equipaggiava tutte le truppe aviotrasportate dell'esercito degli Stati Uniti d'America, US Army, durante la seconda guerra mondiale. Serviva per contenere materiale adatto all’igiene personale, varie razioni alimentari, berretto, cucchiaio e biancheria di ricambio. Presenta due chiusure anteriori per mezzo di cinghie e fibbiette, due spallacci posteriori con moschettoni per l'aggancio superiore e due anelli inferiori per l'aggancio inferiore, una tasca laterale ed una posteriore. Una macchia consistente mi cattura l’attenzione e mi fa fortemente pensare ad una possibile traccia ematica.

Tutto riconduce a un soldato arrivato in terra pontina durante la seconda guerra mondiale. Il mio amico Gianluca stupito da questa ipotesi, subito si appassiona all’argomento, cercando di capire come trarre qualche informazione aggiuntiva. A questo punto, mi viene alla mente la competenza di un mio amico di Cisterna, Stefano Solferini, un ragazzo appassionato, da sempre, di storia del territorio e ancor di più delle vicende belliche occorse riguardanti soprattutto l’Agro Pontino.

IL SOLDATO AMERICANO MORTO IN BATTAGLIA

Lo contatto subito e nel giro di un quarto d’ora, attraverso le sue conoscenze negli Stati Uniti d’America, mi procura il foglio matricolare del soldato a cui apparteneva lo zainetto. Si tratta del soldato scelto Elmer Stewart Dorn, nato nella contea di Lehigh, in Pennsylvania, nel 1911, da papà William e mamma Emma Alberta Huston. Studente modello, laureto in scienze umanistiche, docente di storia e lingua inglese nella scuola del proprio paese, arruolatosi poi nell’esercito americano il 30 marzo 1942, per essere impiegato nella campagna d’Africa nell’agosto 1943 e successivamente nell’ottobre dello stesso anno, trasferito in quella d’Italia, prendendo parte poi allo sbarco di Anzio, avvenuto il 22 gennaio 1944, dove purtroppo incontrò la morte, all’età di soli 33 anni. Attualmente è sepolto nel Nisky Hill Cemetery, a Bethlehem, Northampton County, Pennsylvania USA. Faceva parte del 69th Field Artillery Battalion (69° Battaglione Artiglieria da Campagna), impiegato nelle zone pontine per contribuire alla cacciata delle truppe tedesche presenti nel Paese.

LE BATTAGLIE A ISOLABELLA (CISTERNA)

Secondo i diari di guerra e alcuni libri che riportano l’avvicendarsi dei fatti bellici in quel periodo, probabilmente, il soldato scelto Dorn potrebbe essere caduto tra il 31 gennaio ed il 1 febbraio 1944 durante un’azione di copertura in località Isolabella. Questo luogo, è tristemente noto per essere stato teatro di grosse perdite da parte degli americani, circondati dalle truppe tedesche che ridussero il battaglione dei Rangers a pochi elementi superstiti.

Il corpo del soldato Dorn fu riportato nella sua terra natale e il paese dove viveva, per l’occasione, gli riservò una commemorazione solenne. Non sappiamo se Elmer scelse volontariamente di lasciare l’insegnamento per prestare il suo servizio nell’esercito statunitense o se fosse stato precettato, ma sappiamo di certo che è venuto nella nostra terra per compiere un servizio di liberazione, di restituzione della libertà ad un popolo sottomesso ed occupato. La sua storia ci ha appassionato e commosso, coinvolto ed emozionato, nonostante siano passati ormai 77 anni. Maneggiare il suo zaino, vedere quella macchia di sangue sulla stoffa, ci ha fatto fortemente emozionare e ha conferito a quell’oggetto una carica di sacralità che racchiude in sé una serie di valori e contenuti assoluti, imprescindibili. Pensare ad un insegnante di 33 anni, venuto qui a salvarci, nel fiore della sua vita, ci deve far pensare a quanto sia prezioso questo dono, a quante vite siano state sacrificate per donarci la libertà di cui ora beneficiamo, in casa nostra.

PRESTO LA RESTITUZIONE

Sappiamo benissimo quanto giustamente gli statunitensi tengano ai loro soldati, ai loro caduti: sarà nostro piacere e dovere restituire questo cimelio ai familiari di Elmer, come segno di riconoscenza, come qualcosa che possa ricordare e ricongiungersi, come qualcosa che ha lasciato il segno e ha trovato finalmente la possibilità di tornare all’assegnatario. Attraverso i canali di ricerca, siamo già arrivati ad avere un contatto con il figlio di un nipote che abita a Rochester nello stato di New York, John Bersch, un architetto il quale, entusiasta di questo rinvenimento, saputa la disponibilità di Gianluca Crestani a donare lo zaino, ci ha fatto sapere della sua contentezza ed emozione. La restituzione alla famiglia, sarà sicuramente una festa, un momento toccante e sacro, sarà un piccolo gesto carico di grande significato, di storia, di umanità, di condivisione, di emozione. Ancora una volta, emergono segni del passato, di una storia lontana ma ancora molto vicina. Ancora una volta, la storia ci ricorda il sangue versato da giovani uomini. Ancora una volta, la storia non ci abbandona, ma tiene viva la memoria, il sacrificio.

Ancora una volta, la Storia, sceglie mezzi inaspettati e riesce ad alimentarsi suscitando stupore e al contempo commozione, accende in noi, un senso di gratitudine.

Riccardo Visentin

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