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Intervista a Massimiliano Villani

Pomezia, il capogruppo M5S chiude al Pd: un'alleanza sarebbe «non proponibile»

Un’alleanza tra Pd e Movimento 5 Stelle a Pomezia «credo non sia proponibile». A chiudere all’ipotesi di un asse giallo-rosso per le prossime elezioni comunali, sulla scorta di quanto invece succede al governo nazionale, è il capogruppo dei 5Stelle in Consiglio comunale Massimiliano Villani, il cui nome circola da tempo negli ambienti della politica locale come uno di quelli “spendibili” per il prossimo candidato sindaco del Movimento. Il consigliere ha accettato di parlare delle future elezioni, anche se l’appuntamento con le urne è – solo apparentemente – ancora lontano.

Iniziamo con un bilancio. L’amministrazione Zuccalà ha superato da pochi mesi la prima metà del mandato, ma va anche detto che questa è la seconda consiliatura consecutiva in cui governa il Movimento 5 Stelle. Quasi otto anni ininterrotti. Ritiene che finora il Movimento abbia amministrato bene a Pomezia?

«Quando si governa per due mandati consecutivi significa che si è fatto bene, tra l’altro Pomezia è forse l’unico caso in Italia di doppio mandato consecutivo conferito dai cittadini al Movimento 5 Stelle. Un secondo mandato ottenuto in una sfida elettorale particolare, difficile, che ci vedeva contendere l’amministrazione di questa Città non solo con esponenti dei partiti classici, storici, ma addirittura con due liste civiche dell’ex Fucci, passato in seguito alla Lega tradendo il mandato dei suoi elettori. L’esito poi è stato quello che ci aspettavamo: i cittadini hanno premiato i risultati,  il simbolo, le idee del Movimento 5 Stelle e l’entusiasmo civico che solamente una forza giovane e appassionata come la nostra può offrire. Consideri poi che, se nel primo mandato c’era magari una competenza e una esperienza in costruzione, che comunque è stata in grado di operare efficacemente dopo anni bui, oggi invece questi due elementi sono sicuramente rafforzati e supportati dalla freschezza delle idee di giovani e meno giovani alla prima esperienza politica. C’è sempre lo spazio per migliorare, come in tutti i campi della vita, ma il bilancio totale e parziale di questi ultimi due anni e mezzo è sicuramente più che positivo, anche in considerazione del fatto che non ci siamo fatti trovare impreparati dall’emergenza Covid».

Guardiamo ai prossimi due anni e mezzo. Ci sono obiettivi da portare a compimento che la maggioranza si è prefissata, e che ha posto alla giunta?

«Il giro di boa è stato fatto da poco e gli obiettivi da portare avanti sono ancora tanti e tutti rintracciabili nel programma di governo che il Movimento 5 Stelle ha scritto insieme ai cittadini. Obiettivi che si stanno portando avanti nonostante ormai da quasi un anno viviamo nella più grande emergenza socio-economico-sanitaria dal Dopoguerra, una sorta di grande incubo chiamato coronavirus. Se le devo indicare, in questo drammatico contesto, un obiettivo da raggiungere sul quale questa maggioranza sta lavorando insieme a Sindaco e Assessori, senza dubbio le dico che si tratta di supportare in ogni modo le categorie più esposte alla crisi: il Comune è l’ente di prossimità per eccellenza e in quanto tale ha il dovere di rispondere ai bisogni delle persone, mettendo in campo politiche di assistenza e di sviluppo capaci di intercettare le varie istanze. Con molto orgoglio rivendico il lavoro fatto fino ad oggi, in termini di aiuti erogati (ad esempio abbiamo distribuito oltre 850mila euro in buoni spesa a sostegno dei nuclei familiari più esposti) e di strumenti offerti in favore, ad esempio, di bar e ristoranti con la concessione gratuita di ulteriore spazio pubblico da destinare alle proprie attività, o la riduzione del 100% della quota variabile della tariffa Tari 2020 per le utenze non domestiche rimaste chiuse durante il lockdown. Quanto invece agli altri obiettivi che intendiamo raggiungere da qui a fine consiliatura, senza dubbio c’è la raccolta differenziata puntuale, la tutela della nostra bella costa e delle dune (peraltro già iniziata anche grazie alla recente approvazione del nuovo regolamento del verde), la definizione dell’annosa vicenda dell’eco mostro in piazza Ungheria a Torvaianica, l’acqua potabile in ogni quartiere. Nei prossimi mesi, inoltre, partiranno oltre 10 nuovi cantieri importanti: dalle scuole alle infrastrutture, passando per il verde pubblico. Infine mi lasci dire che, a mio parere, una buona amministrazione deve lavorare anche e soprattutto sulla cultura. Nonostante questa non dia subito effetti tangibili, o facile consenso elettorale nell’immediato, noi lo stiamo facendo dal primo giorno, perché crediamo fermamente che la cultura rappresenti un elemento fondamentale per la vita e lo sviluppo della comunità.
Per fare due rapidi esempi, abbiamo aperto il nuovo Museo Città di Pomezia e ottenuto un finanziamento di oltre 3 milioni di euro per la realizzazione del primo teatro cittadino, laddove oggi da quasi 20 anni la vecchia politica ci ha lasciato in eredità un ecomostro. Aprire musei e teatri non significa dedicarsi a qualcosa di antico e superato, ma vuol dire mettere mano a ciò che di più prezioso ogni contesto umano ha: la sua tradizione, la sua grandezza, la sua magnificenza tangibile e non, materiale e morale».

Ha ragione chi ritiene che il Movimento 5 Stelle abbia perso di appeal politico a Pomezia e che non abbia più la forza degli anni passati? Qual è il riscontro che avete dalla cittadinanza?

«Il Movimento 5 Stelle è stata l’unica novità politica nel panorama nazionale degli ultimi 10/12 anni: dopo anni bui caratterizzati dal degrado e dal successivo declino dei vecchi partiti e dalla distanza sempre più ampia tra persone comuni e politica, con l’avvento del Movimento finalmente tantissimi cittadini hanno riscoperto quanto fosse appagante e bello occuparsi della cosa pubblica. Questo, a mio modesto avviso, è stato uno dei meriti principali del Movimento 5 Stelle che poi, in una fase successiva, ha dovuto fare i conti con la messa a sistema di tutte le forze civiche chiamate in causa. Da qui, non ci possiamo nascondere, sono cominciati alcuni problemi di organizzazione, di struttura, di scelta delle persone, affrontati in vari modi e da ultimo dai cosiddetti Stati Generali.
La politica come la vita soffre di ciclicità, di periodi positivi che si alternano a periodi di crisi, nei quali l’unico modo per risollevarsi è concentrarsi, riflettere, ascoltare, migliorarsi e lavorare onestamente sempre e solo nell’interesse dei cittadini. Penso che se si ragiona in questo modo anche le crisi più dure possano essere un’opportunità di crescita o di rinascita. Faccio spesso mia una delle frasi più famose di Winston Churchill «mai sprecare una crisi»: cercare cioè di sfruttare eventi negativi per crescere ed essere migliori, di uscire dalla propria zona di comfort guardando i problemi da altra prospettiva e magari risolverli.
Tornando alla nostra realtà, non vedo un down di appeal politico, anzi. Osservo, invece, molto nettamente una polarizzazione sempre più accentuata dei giudizi sull’operato di chi amministra in generale. Quasi un tifo da stadio tra chi è pro e chi è contro, alimentato dall’uso indiscriminato dei social network che, invece di indurre una riflessione o un approfondimento sui temi, genera spessissimo giudizi sommari senza senso. E questo vale per tutte le forze politiche, ma soprattutto per chi ha l’onere e l’onore di governare. Il nostro rapporto con la cittadinanza è stato sempre basato sul contatto fisico diretto, quello dei banchetti per capirci e l’ultimo anno purtroppo, da questo punto di vista, è stato particolarmente difficoltoso a causa delle restrizioni dovute alla pandemia. Anche se le confesso che, nel momento in cui abbiamo organizzato delle attività in piazza, nel rispetto delle norme anti Covid – e lo abbiamo fatto recentemente insieme ai nostri attivisti per raccogliere beni da donare alle persone in difficoltà – la risposta è stata pronta, decisa e partecipata».

A livello nazionale si è affermato l’asse M5S-Pd (confermato anche dal recente voto di fiducia al governo Conte) che però non ha avuto la stessa fortuna in alcune elezioni amministrative, come in Liguria. A Roma, al netto di Raggi, il dialogo tra le forze politiche è aperto. Lei riterrebbe accettabile fare lo stesso tentativo a Pomezia?

«Sono stato e sarò sempre una persona aperta al dialogo, al confronto e all’ascolto, perché credo fermamente che la crescita e il miglioramento si sviluppi attorno al coinvolgimento e all’inclusione delle idee. Chi mi conosce sa bene che in questi primi due anni e mezzo non mi sono mai tirato indietro rispetto alla valutazione di un progetto o di un’idea anche non provenienti dalla nostra parte politica. Ma con la stessa sincerità credo che a Pomezia la creazione di un asse M5S-Pd non sia proponibile: nella nostra Città il Movimento è forte, credibile, operativo ed è innegabile la rivoluzione compiuta sul territorio in meno di un decennio. Penso proprio che da qui possa ripartire la rinascita e il rafforzamento dei valori del Movimento, di una nuova partecipazione civica e di un rinnovato impegno dell’attivismo».

Il suo nome circola come possibile candidato sindaco del M5S alle prossime elezioni. Per la verità, oltre al suo, se ne fanno anche altri ma nessuno di questi sembra avere il profilo ideale. A noi piace pensare che il prossimo sindaco di Pomezia possa essere, per la prima volta, una donna: ritiene che la consigliera regionale Valentina Corrado sarebbe adatta?

«Le confesso che l’ipotesi di una donna come Primo Cittadino della nostra Città mi piace tantissimo, sarebbe un bel segnale. Glielo dice un funzionario dell’Amministrazione capitolina con esperienza ventennale che ha da subito apprezzato il carattere, la grinta e la determinazione di una Sindaca guerriera, Virginia Raggi, in un contesto difficilissimo e forse unico come quello di Roma.
Valentina Corrado? Una grande persona, una leonessa e un punto di riferimento per tutti noi che in questi anni non si è mai risparmiata. Ci sono poi diverse figure che potrebbero dare la disponibilità a candidarsi Sindaco... anche lo stesso Zuccalà, persona seria e preparata, che fino ad oggi ha svolto un lavoro encomiabile, soprattutto nella gestione dell’emergenza Covid e che, in virtù delle nuove regole, potrebbe aprire a un nuovo mandato.
Per quanto mi riguarda, ricoprire il ruolo di Primo Cittadino sarebbe al tempo stesso un enorme onore e un grandissimo impegno: per il momento sono concentrato su questa consiliatura e a fare il meglio insieme al mio gruppo per questo territorio che mi ha adottato ormai più di 15 anni fa. Tuttavia, come saprà, l’indicazione del prossimo candidato avverrà, come sempre, alla fine di un percorso condiviso che indicherà la persona più idonea e pronta».

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