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Pomezia, contestate le nuove regole

Rientro a scuola critico: studenti, prof e genitori del Pascal verso la protesta

(foto di repertorio il Caffè)
(foto di repertorio il Caffè)

C'è fermento al liceo Pascal di Pomezia pochi giorni prima della ripresa delle lezioni in presenza. Le modalità indicate dal Governo nazionale per far ripartire la didattica a scuola non convincono né i ragazzi, né i docenti, né tantomeno i genitori. Stando alle ultime notizie arrivate in redazione, proprio l'11 gennaio - il giorno fissato per il rientro a scuola - alcune decine di studenti, non solo del Pascal ma anche di altre scuole superiori del territorio, insieme ai rappresentanti d'istituto e ad alcuni docenti non entreranno in classe ma manifesteranno in piazza Indipendenza, sotto al Municipio e nel rispetto delle normative anti-contagio, per protestare contro decisioni ritenute prive di senso dal punto di vista organizzativo e problematiche per le famiglie. 

La comunità scolastica - che sottolinea al contempo l'importanza del lavoro svolto in questo difficile periodo dalla dirigenza dell'istituto e da tutto il personale - contesta l'ingresso scaglionato in due fasce orarie (alle 8 e alle 10) e di conseguenza anche l'uscita, che avverrebbe, per gli studenti che entrano due ore dopo, nel tardo pomeriggio. "Il liceo B. Pascal ha un bacino di utenza molto vasto che comprende diversi comuni limitrofi. In particolare, la fascia oraria che vede l’ingresso degli studenti alle 10 e l’uscita alla 15/16 è quella che certamente desta maggiore perplessità", si legge in  una lettera dei rappresentanti di classe dei genitori, inviata il 6 gennaio al prefetto e ai sindaci di Ardea e Pomezia. 

I GENITORI: GLI ORARI SCAGLIONATI RISCHIANO DI FAVORIRE ASSEMBRAMENTI
"Tale fascia oraria infatti - continua la missiva - comporterebbe delle gravi difficoltà organizzative per le nostre famiglie, in particolare per quelle che non risiedono a Pomezia. Molti degli alunni provenienti dai Comuni limitrofi infatti vengono normalmente accompagnati a scuola dai propri genitori prima che questi entrino a lavoro e riportati a casa durante la pausa pranzo lavorativa, circostanza ovviamente che non sarà più possibile con questi orari". 
"Noi genitori temiamo pertanto che i ragazzi finirebbero per assembrarsi alle 8 davanti al liceo in attesa di entrare alle 10 (non avendo modo di raggiungere la scuola più tardi) o peggio ancora in qualche bar o in qualche casa con conseguenze facilmente intuibili per quanto riguarda i contagi. A tutto questo si deve necessariamente aggiungere l’enorme disagio pratico in cui si troverebbero i ragazzi per quanto riguarda lo studio pomeridiano". Perplessità, quest'ultima, condivisa anche dai docenti.

L'APPELLO DEI PROF: ECCO COSA BISOGNEREBBE FARE SUBITO
Ben 80 professori hanno sottoscritto un appello in cui si propongono le seguenti misure che, sottolineano, avrebbero dovuto essere adottate già a partire da settembre: "Potenziamento del sistema dei trasporti, ma adattando essi al funzionamento della scuola, e non viceversa; campagna di tamponi da fare a tutto il mondo della scuola, studenti, docenti e personale ATA, prima del rientro in presenza e periodicamente; presenza di presidi sanitari in ogni scuola; dopo la ripartenza, tracciamento prioritario dedicato al mondo scuola tramite potenziamento dei percorsi dedicati per l’accesso al tampone; priorità al personale della scuola nella campagna di vaccinazione su base volontaria, così come si è deciso giustamente di fare per altre categorie che lavorano in altri ambiti ritenuti strategici".

LA VOCE DEGLI STUDENTI
«Sottolineiamo il fatto che, ancora per una volta, la scuola è stata posta come ultima ruota del carro nonostante rappresenti non solo il futuro, ma soprattutto il presente del nostro Paese». Affermano i rappresentanti d'istituto del Pascal Gabriel Erdi, Iris Ieva, Eleonora Mazzuca e Lucrezia Pagliuso, insieme al comitato studentesco. «Chiediamo quindi di essere ascoltati e di essere coinvolti nei processi decisionali perché gli studenti e le studentesse ci sono, pensano e agiscono».

«TORNARE A SCUOLA SOLO IN CONDIZIONI DI SICUREZZA»
Secondo i rappresentanti di classe dei genitori le condizioni in cui le lezioni stanno per ripartire non sono assolutamente adeguate e rischiano di far chiudere le scuole, di nuovo, entro poche settimane. "Riteniamo pertanto che il ritorno in presenza a scuola dei nostri figli debba avvenire soltanto quando sarà possibile garantire loro una vera sicurezza e una vita scolastica corretta comprensiva di orari di ingresso e di uscita adeguati".

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