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Giudici confermano ampliamento del parco

Parco Appia Antica, Corte Costituzionale dice “no” alla lottizzazione Marino 2 FOTO

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Parco Appia Antica, sullo sfondo i Castelli Romani
Parco Appia Antica, sullo sfondo i Castelli Romani
Marco Cacciatore, presidente Commission Urbanistica Lazio
Marco Cacciatore, presidente Commission Urbanistica Lazio
Marta Bonafoni
Marta Bonafoni
Enrico del Vescovo, pres. Italia Nostra sezione Castelli Romani
Enrico del Vescovo, pres. Italia Nostra sezione Castelli Romani
Giacomo Castro, Latium Vetus
Giacomo Castro, Latium Vetus
Marco Alteri, presidente Commissione Urbanistica del comune di Albano
Marco Alteri, presidente Commissione Urbanistica del comune di Albano

L’ampliamento del Parco dell’Appia Antica varato dalla Regione Lazio ad ottobre 2018 è valido ed efficace e quindi, di conseguenza, viene immediatamente e definitivamente bloccato anche l’avvio della nuova ed estesa lottizzazione edilizia nota come ‘Marino 2’ che prevedeva la costruzione di un nuovo borgo dei Castelli Romani sul territorio del comune di Marino, proprio al confine con Roma: 15mila abitanti e circa un milione di metri cubi di cemento su area verde e in parte vincolata. In sostanza, l'area del comune di Marino su cui avevano puntato gli occhi i costruttori costituisce ora a tutti gli effetti parco dell'Appia Antica. Così ha deciso la Corte Costituzionale, massimo Organo giudiziario previsto dalla Costituzione Repubblicana, nella giornata di ieri, lunedì 21 dicembre, con la sentenza n.276.

Contro la nuova e più estesa perimetrazione del parco dell’Appia antica, circa un anno fa alcune società edilizia aveva promosso vari ricorsi al Tar del Lazio. I giudici amministrativi, a novembre scorso, avevano rimesso la decisione alla Corte Costituzionale che ora ha espresso la propria decisione.

“Esprimo grande soddisfazione – ha annunciato Marco Cacciatore, presidente della Commissione Urbanistica del Lazio, promotore della legge sull'ampliamento del parco - per la sentenza della Consulta che dichiara legittimo l'ampliamento del Parco Appia Antica. Condivido per una volta chi, difendendo gli interessi edificatori e ritenendosi discriminato, ha sostenuto anche in udienza che fosse quella legge e non i molti atti amministrativi - sia comunali che ministeriali - a tutelare il territorio in maniera definitiva. Lo prendo come un complimento. La battaglia per la legge del 2018 – che ho condiviso con la collega Marta Bonafoni - aveva come scopo quello di portare a termine un ampliamento in fieri dal 2002 per la tutela di diversi territori di oltre 1200 ettari, rispetto a molte iniziative di insediamento che rischiavano di compromettere la natura stessa del Parco. Al contrario, chi lamentava la propria discriminazione, vedendosi impedita la messa in opera del più grande insediamento edilizio del Lazio, era interessato a porzioni di territorio per circa 400 ettari, avendo investito su terreni che ben sapeva potevano essere oggetto di questo ampliamento. Attendo che giungano al termine le procedure giudiziarie penali di cui si è letto sulle cronache. Questo risultato dimostra come la politica e gli amministratori possano fare qualcosa, per difendere i territori e i beni comuni dagli insediamenti insostenibili”.

"La Corte Costituzionale - ha aggiunto Marco Alteri, presidente della Commissione Urbanistica del comune di Albano - confermando la legittimità dell'ampliamento del Parco dell'Appia Antica fino alle pendici dei Castelli Romani, ha ribadito la priorità della tutela ambientale rispetto alle previsioni edificatorie dei piani urbanistici, perfino di quelli attuativi. Adesso insieme alle associazioni del territorio dobbiamo lavorare per estendere i vincoli e salvaguardare quel che resta del paesaggio di pregio anche ad Albano, come ad esempio Monte Savello". 

Esprime grande soddisfazione anche Italia Nostra, sezione Castelli Romani: "Italia Nostra Castelli Romani - annuncia Enrico Del Vescovo, presidente della sezione castellana -  esprime soddisfazione per la sentenza della Corte Costituzionale che respinge il ricorso dei costruttori contro l'ampliamento dei confini del parco regionale dell'Appia Antica. E' importante pero' anche notare che alcune aree come Mugilla e Mazzamagna sono rimaste fuori dall'ampliamento del parco e tuttavia su di esse incombono pesanti cementificazioni ed oltretutto sono gia' in parte compromesse. Vogliamo sperare che allora il vincolo " la Campagna tra la via Nettunense e l'Agro romano" che starebbe a proteggere quel che resta   rimanga valido e non passino i ben 12 ricorsi presentati contro di esso."

Esprime felicità anche Giacomo Castro, presidente dell'Associazione Latium Vetus di Pomezia, fra le associazioni più attive nella tutela del patrimonio culturale e paesaggistico della Campagna Romana a sud di Roma. "L'agro a Sud della frazione di Santa Maria delle Mole, nel comune di Marino - attacca Castro -  unitamente agli ambiti contigui di Castel Gandolfo e Albano Laziale sono espressione di un evidente valore identitario che stava per essere travolto da devastanti quanto insostenibili colate di cemento. Dobbiamo comprendere tutti che non possiamo più permettercelo, che dobbiamo rimettere al centro gli interessi collettivi, a spese di quelli privati, per non far precipitare la qualità della vita nelle nostre citta, vittime ormai di inquinamento, traffico e degrado sociale. Speriamo che questa pronuncia della suprema corte apra le porte alla conferma da parte del tribunale amministrativo al vincolo paesaggistico apposto dal MIBACT su quella porzione di territorio"

Leggi la sentenza.

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