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Latina, Coletta deciso a restare Sindaco

«Nei prossimi 6 mesi differenziata e teatro. Nel mandato bis le grandi opere»

L'intervista è stata rilasciata il giorno prima che il Sindaco risultasse positivo al Covid-19 e che fosse ricoverato in ospedale per polmonite
L'intervista è stata rilasciata il giorno prima che il Sindaco risultasse positivo al Covid-19 e che fosse ricoverato in ospedale per polmonite

Coletta è deciso a restare il primo cittadino di Latina anche per i prossimi cinque anni. Al momento è l'unico candidato Sindaco ufficiale: il centrodestra e il Pd tireranno fuori dal cilindro un nome entro dicembre e dal mondo civico ancora nessuno si è fatto avanti. Da capire, ancora, se la larga intesa di cui ha parlato con apertura a forze democratiche e partiti che non vogliono che torni la Latina che c'era prima stringano davvero un accordo con lui. Nel frattempo ha le idee chiare su cosa vedremo negli ultimi sei mesi di governo e di cosa vorrebbe realizzare nel caso in cui venisse eletto nuovamente.

Partiamo dal Covid, che è arrivato all'improvviso nella vita di tutti noi. Come ha cambiato il suo ruolo da Sindaco e il rapporto con i cittadini?
«In tutto questo, mi è stato d'aiuto l'esperienza da medico. Sappiamo tutti che è stata un'emergenza e una prima volta per tutti. Il Sindaco si è trovato a esprimersi per quello che è il suo ruolo: l'anello di convergenza tra cittadini, istituzioni, prefettura e governo centrale. Credo che abbiamo gestito abbastanza bene la prima ondata della pandemia e che i cittadini abbiano risposto nel giusto modo. Ora la situazione è diversa e abbiamo il compito di recuperare il senso civico e spenderci al massimo per garantire la sicurezza. Bisognerà far scattare quel senso di consapevolezza che non è del tutto scattato e non si può fare solamente tramite un meccanismo sanzionatorio. Abbiamo inasprito i controlli e deciso l'obbligo delle mascherine all'aperto prima della decisione a livello nazionale e questo ha dato i risultati, ma resta l'importanza del comportamento di ognuno di noi».

A che punto è il dialogo con i partiti e le altre forze moderate? Franca Rieti, segretario del Pd, ha detto al Caffè che è in attesa di una sua chiamata.
«Penso di essere stato abbastanza chiaro, la scelta è stata meditata e ho messo sul tavolo i pro e i contro, ma è prevalso il desiderio di portare a compimento l'opera di bonifica avviata. C'è stato un dialogo con i moderati di centro da cui ho trovato grande disponibilità a non far tornare il centrodestra al governo. Con il Pd c'è un rapporto ondivago. Ho avuto un incontro con Rieti in cui mi sono state proposte le primarie, ma ho rifiutato. Se si aspettano una chiamata non ho problemi a farla, si può mettere da parte l'orgoglio per il bene comune».

Ha recentemente dichiarato che non è un problema se consiglieri e assessori Lbc sono vicini ad altri partiti perché il movimento ha sempre lasciato aperta la possibilità. Ma se non ci sarà un accordo  con i partiti a cui sono iscritti, da che parte staranno?
«Lbc, in quanto movimento territoriale, ha sempre lasciato la libertà di scelta fermo restando che ringrazio chi ha mantenuto  la coerenza in consiglio per rispetto del percorso fatto. Solo attraverso l'esperienza di Lbc, infatti, i consiglieri che ringrazio per il lavoro svolto hanno potuto acquisire competenze perché abituati a studiare. Comunque, li ho chiamati uno per uno e ci siamo detti molto lealmente come stanno le cose. Gran parte dei consiglieri intendono ricandidarsi e con chi ha fatto altre scelte di partito stiamo vedendo di fare un percorso insieme. Lo sto facendo in silenzio e posso dire che c'è un'evoluzione in positivo».

Lei si è proposto come capofila per la ripubblicizzazione dell'acqua pubblica. Poi cosa è successo? Il cammino sembra congelato.
«È successo che c'è stato un momento in cui il passaggio alla gestione pubblica era arrivato ad una commissione ristretta dei Sindaci ed era stato elaborato un cronoprogramma. Poi ci sono stati cambi di amministrazione, tra cui il cambio del presidente della Provincia. Nessuno ha detto assolutamente no, ma sembra che quel percorso è stato congelato. Sono subentrate altre priorità tra cui la decisione di individuare un'area per una discarica e il Covid. È un obiettivo che voglio mantenere nell'ipotesi del secondo mandato».

La Regione vi ha dato dieci giorni di tempo per indicare dove fare una discarica in provincia di Latina. Perché non si è trovata una quadra fino ad ora?
«Non è una quadra semplice.  Il percorso prevedeva la costituzione dell'Ato che non è stata fatta e richiederà tempo. Non è solo un problema di Borgo Montello e Aprilia che devono restare fuori e per cui c'è blasfemia solo a pensare di riaprire. Abbiamo fatto un comitato ristretto a settembre e ci siamo visti tutte le settimane indicando alcuni siti ed ex cave. Nelle prossime riunioni proporrò di darci un tempo e investire in un comitato ristretto che si avvalga di figure di competenza per individuare aree idonee».

Ma la Regione è stata categorica: ha parlato di dieci giorni e «laddove non arrivino proposte pubbliche, saranno le proposte dei soggetti privati ad essere l’unica alternativa» ricordando procedimenti presso gli uffici che insistono sul sito di Borgo Montello e Aprilia.
«Dieci giorni è un termine ordinatorio che, per quanto rispetti l'assessore, non credo che possa essere adeguato ad un momento come questo in cui siamo alle prese con l'emergenza straordinaria. Credo che, con la strada del dialogo, il tempo possa essere un po' di più».

Nella raccolta differenziata Latina è negli ultimi posti della classifica di Ecosistema Urbano 2020. Ce la faremo a vedere l'avvio negli ultimi sei mesi di governo?
«Ce la facciamo nei prossimi sei mesi. Abbiamo appena cambiato il Cda di Abc che ha gestito una fase delicata. Il ritardo sul cronoprogramma è dovuto al fatto che abbiamo superato sentenze ed atteso risposte per il mutuo. Ma il porta a porta rappresenterà uno scatto immediato. Partiremo da Latina Scalo, San Michele e Borgo Piave dove ci sarà immediatamente. Credo che in breve tempo latina avrà un incremento di differenziata e sistema porta a porta. Nel frattempo abbiamo dato lavoro a tempo indeterminato a 50 famiglie, cosa da non sottovalutare visto che venivamo dal fallimento di Latina Ambiente».

Tre osservazioni rispetto alla ricerca di accordo col Pd. I Pd ha avuto sempre un atteggiamento controverso rispetto alla riapertura di Borgo Montello, rispetto all'acqua oltre alla contrarietà ad Abc. Come affiancare questa loro visione al Coletta che si diceva a capo della ripubblicizzazione dell'acqua e pronto a bloccare la Pontina in caso di riapertura di Montello?
«Su alcuni temi ci possono essere posizioni discordanti, ma non posso immaginare che il Pd locale possa dirsi disponibile alla riapertura di Borgo Montello, nonostante le indicazioni regionali. Riguardo alla ripubblicizzazione dell'acqua e a Abc credo che siano temi che rientrino in valori progressisti visto che anche a livello nazionale c'p stata questa indicazione. Ci sono contraddizioni che vengono dal Pd, ma c'è un buon rapporto nell'amministrazione della città più pratico e credo si possa trovare una linea comune».

Nelle “stanze del potere” dove non è riuscito a entrare (Provincia, Urbanistica, Acqua) ha spesso avuto un ruolo chiave proprio il Pd. Un'alleanza cambierebbe questo stato di cose e darebbe più possibilità a Latina o Latina perderebbe potere?
«Non ho ambizione di entrare nelle stanze del potere, anche perché Latina gode di buona considerazione a livello nazionale che prima non aveva e molte esperienze di collaborazione sono diventate un modello. Riguardo alle divergenze col Pd, se si trova una linea comune si tira una riga sul passato. Non attribuisco responsabilità unilaterali alle elezioni della Provincia e probabilmente sì, un'alleanza con i due partiti che sono ora al governo del Paese darebbe più possibilità a Latina. Verrò, ad esempio, ricevuto a breve dal ministro De Micheli per parlare della Roma-Latina».

Risulta al Caffè un appalto per un impianto di trattamento fanghi da 43 milioni di euro nei pressi di Latina Scalo, mai discusso né votato dai Sindaci ma passato in Regione. Sa dirci qualcosa di questo affarone? Cosa ne pensa?
«È in valutazione in Regione riguardo a parametri e istruttoria. Va  valutato l'aspetto dell'impatto ambientale, scelte da fare con molta attenzione. L'iter l'abbiamo trovato avviato, vedremo se dal punto di vista formale è compatibile». Non ritiene che allargare troppo ai partiti possa creare una compagine a rischio sfaldamento? Ad oggi Lbc può portare in consiglio e approvare quello che vuole, non sarebbe lo stesso in caso di accordi. «Il rischio sfaldamento va messo in conto. L'esperienza di Lbc ha avuto circostanze irripetibili che sono servite ad effettare una bonifica. Oggi abbiamo procedure standardizzate, abbiamo lavorato molto su macchina amministrativa. Nell'ipotesi di secondo mandato sarà diverso, ma avrò possibilità di potermi avvalere di ulteriori competenze con l'apporto costruttivo di altri partiti».

Parliamo del teatro. Avete speso 623mila euro per lavori antincendio, ottemperato a oltre 45 prescrizioni dei Vigili del Fuoco ritirando fuori anche documenti di 30 anni fa. Insomma, avete fatto il possibile eppure ogni volta l'iter viene bloccato e Lbc ha anche parlato di questione politica. Perché non parlate di ostruzionismo alla riapertura?
«Non posso e non voglio parlare di ostruzionismo da parte dei Vigili del Fuoco perché abbiamo aperto un vaso di Pandora. Certo in alcuni passaggi hanno avuto un eccesso di zelo, ma è toccato a me il cerino di quanto non fatto prima dagli altri sindaci e cerco di svolgere al meglio il mio lavoro. Abbiamo avuto un incontro con il dipartimento nazionale, definito un ulteriore cronoprogramma e definito quali prescrizioni possono andare in deroga. Ne è rimasta solo una da mettere a posto. Riapriremo il teatro, anche se  fosse nel mio ultimo giorno da Sindaco».

Cosa dobbiamo aspettarci in questi ultimi sei mesi di governo e quali sono i progetti per il mandato bis?
«Negli ultimi sei mesi ci sarà la riqualificazione biblioteca, entro aprile lo skate park, l'avvio dei lavori al garage Ruspi, stiamo proposte di project financing per l'ex mercato annonario e le ex atolinee di via pio VI e dell'acquisto della Banca d'Italia in cui decideremo insieme alla cità e verrà adottato il nuovo Pua. Ci sarà la manutenzione di piazzale Navigatori e piazza Stefanato (Borgo Carso), gli impianti a led, l'asfaltatura di via Epitaffio, via del Lido e via dell'Agora adottando lo stesso modello vincente di via della Rosa e ci sarà l'avvio della Casa della musica, in cui abbiamo investito 1,5 milioni per la riqualificazione. Con il Trasporto Pubblico Locale c'è stato un cambio da 700mila a 2 milioni di utenti, tralasciando il Covid. Il progetto per il mandato bis è quello di dedicarsi alle grandi opere che danno alla città prospettive di sviluppo: stiamo valutando ipotesi di riprogettazione di un collegamento con Latina Scalo e abbiamo avuto numerosi incontri con il Ministero dei Trasporti per non perdere il finanziamento (della metro n.d.r.). Quel piano non aveva gambe per partire, ma stiamo facendo di tutto per mantenere il finanziamento attivo che rimane attivo se c'è progettazione che ha la stessa finalità. Ci concentreremo anche su via Massaro e interventi di  espropri sulla marina che avrà una diversa fruibilità insieme alla destagionalizzazione. Ci sarà il nuovo palazzetto dello sport, valorizzeremo le piazze come fatto con piazza del Popolo che ora ha sua bellezza estetica. In progetto interventi in piazza Ilari Alpi e il circolo cittadino. Senza dimenticare la portualità, con il completamento della siutazione di Rio Martino in cui stiamo venendo a capo».

Da solo, senza accordi con altri partiti, secondo lei i cittadini la rivoterebbero?
«Sto avendo dimostrazioni di affetto inaspettate e non richieste. Questo mi fa molto piacere e nasce da una percezione personale. Mi è capitato di andare in negozi che non frequento abitualmente e, al momento dei saluti, educatamente mi dicono: “Sindaco io la rivoto perché lei è una persona per bene e dobbiamo andare su questa strada”. C'è poi il sondaggio effettuato dal sole 24 ore che indicava un 60% di  gradimento. Per molti è stato una sorpresa, ma dà la misura di quanto sia diversa la capacità di percezione di capacità di un sindaco dal mondo di facebook e di coloro che non si infilano nelle polemiche dei social. Ho la sensazione che abbiano capito, al netto degli errori che ammetto con umiltà».

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