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Sciolte le riserve. Ma niente primarie

Coletta dice sì al secondo mandato da sindaco di Latina (e apre ai partiti)

Il primo ottobre Latina Bene Comune, il movimento politico che amministra Latina dal 2016, aveva votato all'unanimità la proposta di candidare Damiano Coletta per un secondo mandato da sindaco. Coletta ora ha sciolto le riserve. «Mi sono riservato di fare una serie di valutazioni, sia personali e professionali che politiche – spiega – sono stato in aspettativa dal mio lavoro, il Comune di Latina richiede una disponibilità h24. So che devo valutare la mia capacità di dare il cento per cento. Ho ritenuto a questo punto di esserci e do la possibilità di ricandidarmi per un secondo mandato».

«DELINEATO UN CAMPO DI VALORI»

«Credo che nella nostra esperienza politica sia stato delineato un campo di valori quali la partecipazione, la trasparenza, la legalità – aggiunge –. Tutti valori che sono stati sdoganati nella nostra città. Arrivare a sviluppare un senso di comunità coesa e partecipe ci ha fatto uscire da un sistema clientelare. Ma non si governa solo con la legalità. In un momento come questo, c'è bisogno di fatti concreti».

 

APERTO IL DIALOGO CON I PARTITI

Coletta è stato contestato da una frangia di manifestanti durante un sit in in piazza del Popolo organizzato dai ristoratori danneggiati dall'ultimo Dpcm. «Quell'infiltrazione di piazza va in qualche modo presa in considerazione, ma credo che si debba rispondere con valori solidi di democrazia, in un momento di grande tensione sociale che stiamo vivendo. Nel 2016 Lbc è sembrata quasi un'aliena, ha fatto un percorso autonomo che ci ha consentito di presentarci senza accordi di partito. Era ciò che la gente si aspettava che accadesse. Questa esperienza sta arrivando al compimento del mandato mantenendo fede ai valori del civismo. Ora è arrivato il momento di aprirsi ad altri partiti. Ci deve essere dialogo con quei partiti che hanno preso le distanze da coloro che hanno amministrato precedentemente. Il dialogo coi M5S e Pd e tutte le forze moderate rappresenta una sfida che va vinta con tutte le energie responsabili della nostra città, per sconfiggere strumentalizzazioni, irresponsabilità, ignoranza».

«FATTI ERRORI, MA ANCHE TANTE COSE»

«Con umiltà vanno anche ammessi gli errori, ma sono errori fatti non con dolo e la comunità lo capirà – ammette Coletta – Ho cercato di essere sempre raggiungibile dai cittadini. Forse è mancata la capacità di spiegare certe scelte o spingere su certe scelte. Abbiamo raggiunto l'accordo quadro per la gestione del verde, questo ci consentirà di avere uno sfalcio puntuale grazie allo stanziamento di 1,7 milioni in due anni. Ci abbiamo messo un po' troppo tempo, una responsabilità sia amministrativa che politica. Le scelte pesanti che abbiamo fatto con l'azienda Abc, che ci ha consentito di salvare circa 200 posti di lavoro, e l'imminente avvio del porta a porta, la definizione sul porto canale di Rio Martino, la gestione del cimitero, la piscina comunale, sono tutte azioni importanti che stanno arrivando a compimento, ma sono passati quattro anni. Alla gente interessa forse poco, gli interessano le cose realizzate ma va ricordato che abbiamo pagato 18 milioni di euro di debiti fuori bilancio come eredità di mala amministrazioni. Avrei dovuto anticipare qualche scelta, vedi strade, sulle quali abbiamo investito complessivamente 6,6 milioni di euro, e pubblica illuminazione, che è stata rivoluzionata con la sostituzione finora di 8.500 punti luce, mentre altri 5.500 saranno sostituiti entro fine mandato. Ma ce ne sono tante altre di operazioni concrete da raccontare: un nuovo modo di concepire la mobilità urbana con il rinnovato servizio di trasporto pubblico locale, il car sharing elettrico e la micromobilità in sharing; 27 patti di collaborazione firmati con cittadini e associazione per la cura condivisa di spazi e beni comuni; la riqualificazione, tra parchi e scuole, di 25 aree giochi. E poi l’alta diagnostica al Goretti di cui stiamo enormemente beneficiando in questa pandemia e l’istituzione del corso di laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche della Sapienza, un’operazione per la quale mi sono speso in prima persona ritenendola cruciale per i nostri giovani e per lo sviluppo del territorio, che è il secondo polo chimico-farmaceutico italiano. È questa la rivoluzione della normalità che ha determinato il vero cambio del libro».».

«NO ALLE PRIMARIE»

Oggi Damiano Coletta si definisce «un sindaco diverso» da quello del 2016: «Ho acquisito esperienza e ho studiato, così come c'è una classe dirigente nuova. Abbiamo messo le fondamenta di un metodo che garantisse parità di trattamento per i cittadini, adesso si può iniziare a costruire».

Un percorso politico che nel corso degli anni ha avuto defezioni o avvicinamenti di consiglieri ad altri partiti. «Latina Bene Comune è un movimento – spiega il sindaco – e ognuno ha libertà di scelta. Va riconosciuta la coerenza di essere arrivati alla fine così come si era partiti. Ma la politica non è un monolite e ci si deve adattare all'evoluzione e alla storia di questa città. Il libro è stato cambiato in maniera netta, abbiamo spalato tanto fango, ma il dialogo sarà con coloro che sono all'interno di un campo di valori ben delineato. Chi pensa alla politica delle poltrone è distante da noi». Un punto resta fermo: «Dico no alle primarie», conclude il sindaco di Latina. «Sono convinto che il sindaco uscente debba amministrare per un secondo mandato, per portare a compimento quanto iniziato».

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