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Calcio a 5

Intervista a mister Alessio Caporaletti

Serie B. United Pomezia, "il segreto del nostro successo? lavoro e divertimento"

Il mister della United Pomezia Alessio Caporaletti
Il mister della United Pomezia Alessio Caporaletti

di Alessandro Bellardini

In attesa di conoscere gironi e calendari del prossimo campionato di Serie B, abbiamo incontrato l’allenatore della United Pomezia Alessio Caporaletti, uno dei grandi artefici (se non il più importante) della strepitosa cavalcata di questa matricola terribile capace di passare in soli tre anni dalla C2 al palcoscenico nazionale della Serie B. Insieme a lui abbiamo ripercorso le tappe di questa favola bellissima e dalla sua viva voce abbiamo raccolto le speranze, i progetti e gli obiettivi per una stagione che rappresenta l’appuntamento più importante della giovane storia di tutto l’ambiente United.     

Allora mister, qualche giorno fa è arrivata anche la conferma ufficiale da parte della Co.Vi.So.D: è tutto vero, siete in Serie B. Se qualcuno te lo avesse detto tre anni fa? “Questa società nasce con l’inserimento dell’attuale dirigenza e presidenza che tre anni fa rilevarono il Nuova Florida calcio a 5. Da li in poi, conoscendo il presidente De Stefano e tutta la dirigenza, sapevo che saremmo potuti solamente crescere. Dopo la prima riunione con De Stefano, Attenni, Magi e Petteruti, capii che avevano le idee chiare e una visione precisa del futuro di quella società, che di li a breve sarebbe stata rinominata United Pomezia. Certo, non pensavo in una escalation tanto veloce, questo è chiaro, ma quando si mettono insieme persone serie ed unite da un’ unica vision, tutto è possibile e noi ne siamo la dimostrazione”.

A proposito di tre anni fa, ricordo che quando prendesti questa squadra dichiarasti di allenare “un gruppo di amici”. Direi che di strada questi amici ne hanno fatta parecchia. Come avete fatto ad arrivare così in alto in così poco tempo? “Come ho detto prima, questa squadra nasce sull’esperienza del Nuova Florida. Quello era un gruppo di amici che da diversi anni faceva la serie D e si divertiva. Da allora sono cambiate tante cose, ma una è rimasta intatta: il piacere di passare del tempo insieme. La dirigenza, lo staff tecnico e la squadra formano un unico blocco che deve necessariamente remare nella stessa direzione. E deve farlo con umiltà, con sacrificio e professionalità. Per noi la componente “amicizia” dentro e fuori dal campo è e resta fondante. E questa è una delle cose che ci ha aiutato ad arrivare dove siamo. Il tutto condito da una buona programmazione da parte di una dirigenza lungimirante, che è riuscita nel giro di pochissimo tempo e senza esborsi elevati ad arrivare lì dove molti non arrivano o fanno fatica ad arrivare nonostante spese faraoniche e roboanti proclami.

Adesso però l’asticella si alza ancora di più, per la prima volta affronterete un campionato Nazionale. Quale sarà la qualità più importante che dovrete mettere in campo? “Sicuramente. Ma di una cosa sono certo, più si alza l’asticella più questo gruppo riesce a migliorare e crescere. Lo abbiamo dimostrato ogni anno, e sempre da neopromossi. Logicamente il Nazionale sarà una sfida bellissima per tutti, e come ho detto ai miei collaboratori, tutti dovremo alzare l’asticella, chiedere di più a noi stessi, noi dello staff per primi. Se riusciremo in questo, sono sicuro che i giocatori ci seguiranno, perché hanno qualità tecniche e soprattutto umane sopra la media. Se poi devo racchiudere tutto in poche parole, chi mi conosce sa che per me sono sempre la stesse: lavoro e divertimento. Se lavoriamo bene ci divertiamo, se ci divertiamo continuiamo a lavorare sodo e bene. tutti si racchiude in queste due parole. La qualità maggiore sarà senz’altro, quindi, la dedizione al lavoro e alla squadra, che viene sempre prima del singolo”.

Capitolo mercato. Due innesti importanti, Savi e Paolini, ed un gruppo che è fondamentalmente lo stesso dello scorso anno. Può bastare per affrontare una Serie B o a tuo avviso manca ancora qualcosa per completare il roster? “Partiamo dal presupposto che tutto può essere migliorabile. Ma secondo me bisogna sempre riconoscere il merito a chi le promozioni le conquista sul campo. E noi siamo saliti categoria dopo categoria sempre per merito sportivo. Ed ogni volta siamo ripartiti dal gruppo di ragazzi che ci aveva portato al traguardo. Questo ci ha sempre premiato, e così faremo anche questa volta, i ragazzi lo meritano. Dovevamo sistemare alcune cose e lo abbiamo fatto inserendo due giocatori fortissimi come Edoardo e Giammarco, ma soprattutto due ragazzi splendidi, che andranno ad integrarsi benissimo con il nostro gruppo squadra. Sono certo che la squadra farà bene, perché è stata costruita nel tempo, con un’ idea tattica ben precisa e rispettando le caratteristiche di ogni giocatore a disposizione. Sarò un inguaribile romantico ma mi piace pensare che chi ha la forza di raggiungere degli obiettivi abbia anche la maturità e la capacità di migliorarli e migliorarsi. Devo ringraziare il ds Attenni che mi ha sempre supportato in ogni scelta. Adesso vediamo cosa può proporre di interessante il mercato, ma al momento il mio roster lo considero completo e pronto per affrontare la categoria”.

Sei a tutti gli effetti uno degli allenatori emergenti più interessanti del panorama regionale. Adesso ti misurerai nel Nazionale. Puoi dirmi qual è secondo te la tua miglior qualità come allenatore e la cosa sulla quale invece devi ancora migliorare? Ti ringrazio della stima, sarà la mia prima volta nel Nazionale e cercherò di godermela al meglio. Sono un tecnico a cui piace lavorare sul campo, continuando a formarmi. Sono docente Coerver e applico questa metodologia anche al Futsal. Questo, insieme al mio percorso nei settori giovanili di calcio a 5 che ho guidato, mi ha aiutato molto. Credo che la mia qualità maggiore sia quella di confrontarmi molto con i miei giocatori, per trovare insieme le soluzioni più adeguate per far risaltare le caratteristiche di ognuno. D’altronde gli interpreti del gioco, alla fine, sono sempre loro: i giocatori . Purtroppo questo, spesso, è visto però anche come un limite. Sicuramente ho molto da migliorare, d’altra parte non bisogna mai accontentarsi”.   

A proposito del tuo percorso nei settori giovanili. Ho saputo di grandi novità in tal senso anche in casa United. “Verissimo, la nostra società infatti sta strutturando anche il settore giovanile. E’ un discorso questo al quale il presidente tiene particolarmente: avremo tutte le categorie dai primi calci all’Under 19 Nazionale. Io sarò a capo del progetto tecnico e sarò coadiuvato da allenatori di comprovata esperienza che saranno annunciati a breve”.

Capitolo gironi. Ad oggi si sta dicendo tutto ed il contrario di tutto su come verranno composti. Come andrà a finire secondo te? “Aspettiamo che il 7 agosto escano questi benedetti gironi, in modo che sia ben chiara la situazione. Spero non sia fatto un unico girone  laziale. Il bello del Nazionale è potersi confrontare con realtà esterne alla nostra regione. A me ad esempio piacerebbe tantissimo poter trovare le sarde nel nostro raggruppamento, ma capisco che per i presidenti il costo delle trasferte ha un peso specifico molto importante sui bilanci di fine stagione. In ogni caso aspettiamo e vediamo cosa succede. Credo che alla fine divideranno noi del Lazio su due gironi”.

C’è una squadra (o più di una) che preferiresti non dover incontrare? “Assolutamente no, per me lo sport è sapersi confrontare con tutti. Tanti parlano ad esempio dello “spauracchio EcoCity”, perché il patron Tuccillo ha formato un roster impressionante. Io invece spero di poterci giocare contro, perché troverei innanzitutto degli amici, come il presodente e la sua famiglia e come il mister Angeletti. Poi perché cosa c’è di più bello che giocare contro i giocatori migliori? Bisogna onorare lo sport, competendo sempre al massimo delle proprie potenzialità”.

Per concludere, quest’anno per la prima volta nella storia ci sarà un derby tutto pometino in Serie B. Tramite il nostro giornale vuoi mandare un messaggio ai cugini ed al tuo “omologo” Stefano Esposito? “Sono felice per la città di Pomezia. Abbiamo tre squadre che faranno il nazionale, e non so quante città possano fregiarsi di un onore tale. Merito degli imprenditori del posto che investono nello sport. Tra noi e la Fortitudo non c’è nessuna rivalità che non sia meramente sportiva. Abbiamo due modi di fare società sicuramente diversi, ma a quanto pare entrambi validi. Spero che per quando ci affronteremo ci sarà la possibilità di assistere alla partita, immagino un palazzetto strapieno. Mister Esposito ha un curriculum che parla per lui, è un tecnico innamorato di questo sport ed è un bene che una società di Pomezia possa avere la sua guida tecnica . Cosa potrei mai dirgli se non: in bocca al lupo per questa nuova stagione....”.

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