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Impossibile conoscere i dati sui rifiuti

Rifiuti: cassonetti e silenzi, Roma sprofonda di nuovo

Tabù, scaricabarile e caos silenzioso. Avere informazioni sulla gestione dell'immondizia a Roma è missione impossibile. Si sa che stanno preparando il ritorno dei cassonetti stradali dove gettare i rifiuti in modo indifferenziato. 
Lo ha annunciato Stefano Zaghis, amministratore delegato di Ama. Un annuncio che si  è guadagnato il pubblico ludibrio. “È una vergogna!” ha sentenziato Legambiente, insieme a moltissimi cittadini e osservatori. Come gli attivisti del 5Stelle, anche i sassi sanno che la via maestra per gestire in modo sano questo servizio è il porta a porta. 

SILENZI CAPITOLINI
Ma se Zaghis annuncia, la Raggi tace. E così pure la sua delegata ai rifiuti, Valeria Allegro. Abbiamo chiesto e sollecitato più volte di inviarci alcuni dati sulla vicenda. Niente: non rispondono. Si sa però che il Tribunale amministrativo del Lazio l'8 giugno ha bocciato la richiesta di ampliare la discarica di Roccasecca, in Ciociaria. Cosa assai singolare nella nostra regione, dove le discariche hanno di solito avuto la strada spianata. Il blocco di Roccasecca mette una nuova spina nel fianco del Campidoglio, come ora vedremo. Nel Lazio rimane solo la discarica di Crepacuore, a Civitavecchia. Ma cosa si sta preparando per i romani? Tira una pessima aria.

IN CAMPIDOGLIO FANNO I VAGHI
Dal Campidoglio il gentile addetto stampa dedicato a questi temi precisa che «queste sono domande tutte quante su Ama, perciò dovete rivolgervi ad Ama. Se invece avete bisogno di rivolgervi all'assessore all'ambiente e alla sindaca, potete fare riferimento a me. Ama per la parte aziendale, per le parti politiche ci penso io». Eppure Ama è una società del Comune… 
Gli abbiamo allora inviato altre domande “politiche”, dopo quelle indicate in basso nel riquadro. 
Eccole: la sindaca e la delegata ai rifiuti Allegro come valutano (non da un punto di vista aziendale, ma politico-amministrativo) il ritorno dei cassonetti stradali a Roma? 
Condividono la scelta? Se sì, perché? Se no, perché? Cosa rispondono a chi critica questa scelta, puntando il dito non solo su Ama ma anche sul Comune di Roma? 
Cosa si sentono di dire ai cittadini? In ogni caso, fa davvero impressione che il capo dell'Amministrazione comunale della Capitale e il suo braccio destro in materia, non abbiano nulla da dire e che non siano in grado di esprimersi sulla Spa che deve rendere conto a loro. «Guardi, Ama ha l'obbligo di consegnare un report con tutti i dati al Comune – spiega al Caffè l'ex Assessora all'ambiente, Pinuccia Montanari -, a me li davano sempre. I cassonetti non funzionano!».

PRONTO IL NUOVO PACCO: MALAGROTTA BIS
Tra i tanti detti, non detti e contraddetti, vi sono tre dettagli che non lasciano immaginare nulla di buono per chi spera in un cambio di rotta nella gestione dei rifiuti a Roma, che poi è il vero problema dell'intera regione. 

1) L'8 giugno, il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha bocciato la richiesta di ampliamento della discarica di Roccasecca, viene così a mancare uno “sfogo” per l'immondizia non differenziata romana. 

2) Il proprietario della discarica di Roccasecca, il signor Valter Lozza, è lo stesso della discarica di Crepacuore a Civitavecchia. Non solo: a lui sono intestati i terreni dove qualcuno vuole realizzare Malagrotta Bis, in località Monte Carnevale. Cioè nel sito per il quale la New Green Roma Srl, sempre di Lozza, ha presentato un bel progetto di discarica, già approvato a tempo record il 16 dicembre dalla solita Area rifiuti della Regione Lazio, guidata saldamente dall'ing. Flaminia Tosini, che è pure vicesindaco di Vetralla in quota Pd. 

3) Terzo “dettaglio”: il Tar ha rigettato la richiesta di sospendere tale autorizzazione, istanza avanzata dai cittadini che hanno impungato il progetto. La pratica è ora al vaglio del Consiglio di Stato. La risposta al grande quesito “e adesso dove la metterranno l'immondizia di Roma?”, l'ha già data la Regione Lazio: accanto a Malagrotta. 

E l'ultima parola arriverà dalle sentenze, come succede ormai troppo spesso visto che la politica non sa o nun vuole decidere o sceglie ascoltando le solite lobby. E in discarica sembra destinato a finire anche il Piano industriale predisposto dalla Montanari coi suoi esperti e promosso dal prof Paul Connet, padre della strategia Rifiuti Zero, con la task force americana di Zero Waste.


Le domande a raggi, allegro e Ama
È vero che sono 400mila gli abitanti residenti nei quartieri dove Ama porterà di nuovo i cassonentti stradali? In quali aree di Roma esattamente? Saranno cassonetti anche per i materiali differenziati? Quanto tempo resteranno in funzione questi cassonetti stradali? Quanti cassonetti ha comprato o comprerà Ama? Leggiamo che Ama acquisterà 59 nuovi compattatori: è vero? O ne acquisterà di più o di meno? Il Comune di Roma e/o Ama hanno intenzione di aggiungere altri cassonetti stradali a quelli di cui abbiamo letto sui giornali? Per il porta a porta, il contratto di servizio con Ama fissava l’obiettivo del 65% per il 2017, rivisto poi dalla Giunta Raggi e dal piano finanziario TaRi 2017 al 48%. Ma i dati disponibili parlano di cifre inferiori. Come pensate di raggiungere non solo il 48%, ma il 65% di porta a porta previsto dalla legge? Quali misure state ideando e metterete in campo per rispettare il Pacchetto “Economia Circolare” dell'UE? Ci potete inviare i progetti dei due impianti di compostaggio comunali decisi dalla Giunta Raggi? A che percentuale sta oggi la raccolta porta a porta a Roma, o comunque qual è il dato più aggiornato? L'ufficio stampa dell'Ama – dopo diversi giorni, quando l'articolo era chiuso - ci ha scritto che stanno “raccogliendo le info” per poi risponderci. 


 


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