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I numeri del Lazio

Cassa integrazione in deroga, 126.666 lavoratori non hanno visto un euro

La luce alla fine del tunnel appare ancora lontana per i lavoratori in cassa integrazione in deroga. A quanto risulta, non sono arrivati ancora gli assegni relativi al mese di marzo e questo ha generato enormi difficoltà economiche alle famiglie. È complicato stabilire dove si è inceppato il meccanismo perché la Regione scarica la colpa all'Inps, che a sua volta la scarica alla Regione. Mentre va in scena questo teatrino del rimpallo di competenze, i lavoratori sono al verde. Codacons ha presentato un esposto in Procura chiedendo il commissariamento dell'Inps e i sindacati hanno chiesto al Governo di intervenire. Le novità annunciate dal premier Giuseppe Conte e presenti nel decreto Rilancio, però, non sono retroattive: saranno in vigore a partire da trenta giorni dopo la pubblicazione del decreto quindi dal 18 giugno. Nel Lazio i dati ufficiali li ha comunicati l'Inps. All'11 maggio risultano 156.797 beneficiari potenziali e appena 30.131 beneficiari pagati. Questo significa che ci sono 126.666 lavoratori che non hanno ancora visto un euro e che solo il 19% dei beneficiari ha ricevuto la quota dello stipendio che gli spetta. Sul piede di guerra anche l'assessore regionale Claudio Di Berardino. «Quello compiuto dai nostri uffici – spiega - è stato un lavoro costante e quotidiano che dal 25 marzo scorso non si è mai arrestato, neanche durante i giorni di festa. Ci auguriamo ora che l’Inps possa velocemente aggiornare i propri elenchi, e in particolare quello relativo al numero di domande di cassa integrazione in deroga del Lazio. Chiediamo che l’Inps possa quanto più velocemente procedere al pagamento delle mensilità ai lavoratori. L’obiettivo, che siamo sicuri sia da tutte le parti condiviso, deve essere quello di dare risposte concrete e tempestive ai lavoratori in difficoltà. Da quello che capiamo - conclude -, sono ancora troppo poche le pratiche lavorate da Inps. Liquidazioni troppi lontane nel tempo rischiano di essere poco incisive nella vita delle famiglie che in questo momento hanno bisogno di avere fiducia nelle istituzioni».


Le domande a cui l'Inps non ha risposto
- La Regione Lazio ha comunicato di aver evaso tutte le richieste arrivate di Cassa Integrazione in Deroga e di averle inviate all'Inps per la liquidazione. Come mai, dunque, ancora non arrivano le mensilità? - A noi risulta che alla maggior parte delle aziende non è stata ancora comunicata da parte dell'Inps l'accettazione della domanda di CIGD e che quindi i datori di lavoro non hanno ancora potuto trasmettere all'Inps gli Iban dei dipendenti sui quali versare i corrispettivi. Come state procedendo? In ordine cronologico? In che tempi contate di esaurire il grosso delle richieste? - A noi risulta che non siano state liquidati ancora gli importi relativi al mese di marzo: perché e quando sarà possibile liquidarli? - Quali sono i tempi medi di attesa che un lavoratore deve aspettarsi per ricevere gli importi relativi alla Cassa Integrazione in deroga? - Quando la situazione sarà 'sbloccata' al lavoratore arriveranno tutti insieme anche gli arretrati? - Nonostante l'accordo con l'Abi di due mesi fa, i lavoratori stanno testimoniando che non riescono ad ottenere l'anticipo delle banche. Le famiglie rischiano davvero di restare senza soldi, questo fa aumentare la responsabilità di cui è gravato l'Inps: vista la situazione siete riusciti a potenziare la vostra struttura, aumentando la capacità operativa? O avete in previsione di potenziarla?


Cosa cambierà con il Decreto rilancio
Il Governo ha rifinanziato anche la cassa integrazione in deroga: sarà permessa per altre nove settimane per le aziende che hanno avuto problemi a causa del Covid-19. Nell'ultima conferenza stampa del Premier Conte sono state annunciate le novità per ridurre i tempi di attesa per i lavoratori. Le domande di Cassa integrazione in deroga per periodi successivi alle prime nove settimane non saranno più presentate alle Regioni, ma direttamente all’Inps. I datori di lavoro che richiedono il pagamento diretto da parte dell’Istituto fanno domanda entro 15 giorni dall’inizio del periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Se l’Inps autorizza la domanda paga direttamente un’anticipazione sulla cassa integrazione pari al 40% delle ore autorizzate nell’intero periodo. Successivamente, il datore di lavoro trasmette i dati completi e l’Inps paga il rimanente, oppure recupera quanto corrisposto in più. Questa semplificazione, sia della deroga sia dell’anticipo, si avvierà decorsi 30 giorni dall’entrata in vigore del dl Rilancio.


 

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