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Prestiti tasso zero/fondo perduto e Cigs

Regione, 900 milioni di € per aziende e lavoratori FOTO

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Daniele Leodori e Nicola Zingaretti - Il vicepresidente e il governatore del Lazio
Daniele Leodori e Nicola Zingaretti - Il vicepresidente e il governatore del Lazio
Paolo Orneli - Assessore allo Sviluppo Economico del Lazio
Paolo Orneli - Assessore allo Sviluppo Economico del Lazio

La fase 2 dell’emergenza Covid-19 è iniziata, ma i soldi a imprese e lavoratori o non so ancora arrivati o arrivano alla spicciolata. Così la Regione Lazio prova ad accelerare e prepara il bazooka per sparare liquidità nei conti correnti di aziende, partite iva, lavoratori, ma anche semplici cittadini meno abbienti. Un pacchetto anti-crisi, quello varato dalla giunta Zingaretti, che mobilita 900 milioni di euro, a cui si ne aggiungono altri 300 destinati a 166mila lavoratori laziali per la cassa integrazione in deroga, liquidata dall’Inps ma, a differenza di cig e assegni ordinari, gestita dagli enti regionali. Di quei 900 milioni, quasi la metà sono risorse sbloccate direttamente dalla Regione per finanziamenti alle piccole imprese. In sostanza, 450 milioni di euro è la somma di danaro messa a disposizione dalla Regione Lazio per aiutare le impresein difficoltà. 
 «Grazie ad un accordo finanziario con Cassa Depositi e Prestiti – ha infatti annunciato, in audizione in commissione Attività produttive, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Paolo Orneli – abbiamo portato da 51 a 400 milioni di euro la dotazione per la prima linea di finanziamento del pacchetto regionale Pronto Cassa». «Nessuna Regione ha mobilitato le risorse che ha messo in campo la Regione Lazio», ha commentato invece Il vicepresidente della Regione, Daniele Leodori, anche lui intervenuto in videoconferenza al tavolo telematico della Commissione XI, scandendo le fasi di una ripartenza che passerà anche per l’apertura dei rubinetti per i contributi a fondo perduto.

IL SALVAGENTE DI CDP
L’intesa preliminare raggiunta con Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) arriva come un provvidenziale salvagente per le piccole imprese del Lazio, ossia quelle fino a 9 dipendenti, destinatarie del primo bando già lanciato dalla Regione nell’ambito del pacchetto Pronto Cassa. Farà infatti capitalizzare all’ente regionale altri 350 milioni di euro da mettere sul piatto per l’erogazione di prestiti di 10 mila euro a tasso zero e con restituzione in 5 anni (partendo dal 2021). «In questo modo – ha spiegato l’assessore Orneli – riusciremo a soddisfare tutte le 42mila domande che ci sono pervenute». Già, perché il 20 aprile, dopo il boom di richieste, la Regione è stata costretta a bloccare, sul sito FareLazio, la presentazione delle richieste di finanziamento: il budget a disposizione – 51 milioni di euro pescati dal tesoretto regionale dei fondi strutturali europei di investimento (fondo Por-Fesr) – era infatti sufficiente a liquidare solo 1/5 delle domande arrivate. Ma per superare l’impasse, dopo l’ok dei comitati interni di Cdp, si attende ora il via libera definitivo all’accordo da parte del consiglio di amministrazione che guida l’ente finanziario pubblico, controllato quasi interamente dal Ministero dell’Economia. «La prossima riunione del cda di Cassa Depositi e Prestiti dovrebbe tenersi tra l’11 e il 21 maggio», ha fatto sapere Leodori. «Il giorno dopo potremmo avere i soldi in cassa. Il pagamento delle prime 5mila domande di finanziamento avverrà entro metà maggio. Le restanti entro la prima decade di giugno», ha promesso il ‘numero due’ della giunta Zingaretti.

PRESTITI E GARANZIE
Ma nel pacchetto Pronto Cassa c’è anche altro. A cominciare dai 100 milioni di euro della provvista concessa dal Banca europea per gli investimenti (Bei): soldi che saranno trasferiti agli istituti di credito e che sbloccheranno 200 milioni di prestiti sopra i 10mila euro e a tasso agevolato. «Su questa misura stiamo procedendo spediti – ha detto l’assessore Orneli – Abbiamo già selezionato tre banche che erogheranno il credito e che stanno negoziando le condizioni con la Bei. Sono Unicredit, Banco Popolare di Sondrio e Banca di Credito Cooperativo di Roma». E poi ancora 20 milioni di euro di garanzie (finanziati da Regione, Camere di Commercio del Lazio e Ministero dello Sviluppo Economico) che, tramite la sezione regionale del Fondo centrale di garanzia per le pmi, apriranno l’ombrello su 200 milioni di credito. «Le risorse regionali sono già state trasferite al Fondo», ha annunciato il delegato allo Sviluppo economico. Nel frattempo, però, le garanzie statali del  Fondo centrale di garanzia, per finanziamenti da 25mila a 800 mila euro, non stanno ancora mobilitando la liquidità prevista per imprese e partite Iva laziali. Tant’è che il vicepresidente Leodori, la scorsa settimana, ha inviato una lettera di sollecito all’Associazione bancaria italiana (Abi). 

SUSSIDI A FONDO PERDUTO
Questione sussidi. La Regione ha anche previsto 43 milioni per il bonus affitto, di cui la metà provenienti anche in questo caso da fondi europei non ancora impegnati nelle specifiche missioni dall’ente regionale. «Finora abbiamo congelato queste somme per risolvere il problema del bando sulla prima linea di prestiti di Pronto Cassa – ha spiegato Daniele Leodori – Ora possiamo concentrarci sul fondo perduto». Risorse, quelle che non prevedono la restituzione, che per stessa ammissione del vice di Zingaretti «sono limitate». «Abbiamo realizzato una mappatura della platea dei destinatari dei contributi – ha sottolineato invece  il collega di giunta Orneli –, in modo evitare l’incubo del ‘click day’». Stanziamenti a fondi perduto sono previsti nel decreto del Governo di maggio, ma – senza aspettare il provvedimento – la Regione ha attinto ancora una volta dai propri fondi di sviluppo arrivati dall’Ue e ha nel frattempo lanciato un bando da 40 milioni per una serie di bonus destinati a disoccupati, sospesi dal lavoro, colf, rider e tirocinanti. 


«Sbloccare le opere pubbliche». commissariamento per la Roma-Latina?
«È necessario uno sblocco delle opere pubbliche – dichiara Leodori – che rappresentano la leva finanziaria più importante per il Pil regionale e possono avere un impatto immediato nella ripresa economica della regione. Stiamo valutando le risorse da destinare direttamente ai Comuni. Stiamo inoltre lavorando, in accordo con il Governo, per individuare una serie di opere che, per essere portate avanti, devono essere sottoposte a commissariamento straordinario». Sul fronte delle grandi opere ‘strategiche’, nella lista di quelle che il Governo vuole commissariare pare che ci sia anche la tanto agognata autostrada Roma-Latina, inserita in un pacchetto da 3 miliardi euro per le opere pubbliche del Lazio. La conferma arriva direttamente dalla ministra di Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli.


Riaperture, «Niente strappi con il Governo»
«Niente strappi con il Governo, nessuna fuga in avanti non concordata rispetto a tempi di riapertura», ha scandito a chiare lettere il vicepresidente Daniele Leodori. «Tuttavia – ha proseguito – il Lazio ha un indice di contagio basso e apriremo un confronto costante per valutare la possibilità di accelerare su alcuni fronti. Ad esempio, non credo che dovremo attendere il 1 giugno, come da previsione del Governo, per riaprire parrucchieri e centri estetici».


 

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