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Intervista a Claudio Di Berardino

Cassa integrazione ok. Ma quali i tempi? FOTO

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DI BERARDINO e ZINGARETTI
L'Assessore con il Governatore
DI BERARDINO e ZINGARETTI L'Assessore con il Governatore
Claudio Di Berardino - Assessore al Lavoro della Regione Lazio
Claudio Di Berardino - Assessore al Lavoro della Regione Lazio

Claudio di Berardino è assessore regionale con due deleghe fondamentali, soprattutto in questo momento di emergenza: lavoro e formazione.

Assessore, partiamo dal lavoro: qual è la situazione?
“Dopo l’emergenza sanitaria, la priorità è il lavoro. Abbiamo apprezzato i primi provvedimenti del Governo e come Regione stiamo predisponendo aiuti concreti sul pagamento degli affitti, il blocco delle rate dei mutui e di altre scadenze importanti, e ancora interventi diretti di sostegno alle famiglie e al mondo produttivo e sociale. Per quanto riguarda il lavoro io in questo momento eviterei qualsiasi fuga in avanti perché siamo ancora nel pieno dell’emergenza sanitaria, dobbiamo concentrarci sull’immediato: ora è il momento di aiutare tutti quelli che non lavorano, che hanno fermato le attività, che non hanno alcun introito. Serve una protezione al reddito e credo che la Cassa integrazione in deroga sia lo strumento giusto perché bisogna provare a dare una boccata d’ossigeno all’intero sistema economico”. 

Tra cassa integrazione ordinaria e in deroga, speriamo arrivi liquidità a chi ne ha bisogno

Che tempi sono previsti per vedere i primi soldi? 
“È chiaro che in questo momento i tempi di pagamento sono fondamentali. L’Inps ha parlato di un mese dal momento in cui viene fatta richiesta, noi confidiamo che ci sia un’organizzazione tale da rispondere a questo obiettivo perché arrivi a chi ne ha urgente bisogno il sostegno al reddito in tempi rapidi. Dobbiamo pensare che in molti hanno bloccato la produzione da fine febbraio e hanno bisogno di liquidità per pagare le spese, per vivere. Come Regione abbiamo dato la nostra completa adesione anche all’accordo stipulato da datori di lavoro e sindacati con l’ABI (Associazione Bancaria italiana) per l’anticipo della Cassa integrazione. Anche questa sarebbe una boccata d’ossigeno perché gli istituti di credito che l’ABI stessa indicherà, e la stiamo sollecitando in tal senso, potranno anticipare gli importi della Cassa integrazione e si potranno in seguito rivalere direttamente sull’Inps. Speriamo di poter ricevere quanto prima la lista delle banche che aderiscono all’iniziativa, con la consapevolezza che anche il settore bancario sta lavorando a regime ridotto, con molto personale a casa”. 

Secondo lei è ipotizzabile un modello tedesco e cioè intanto dare i fondi delle imprese dietro presentazione di una semplice autocertificazione e poi verificare la documentazione con più calma? 
“Siamo dentro una fase straordinaria, ma in molti casi la stiamo gestendo con gli strumenti ordinari. In particolare il percorso di attivazione degli ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione in deroga, sta avvenendo secondo un iter che avremmo adottato anche senza la crisi attuale. Il decreto varato dal Governo, in cui si prevedeva la cassa integrazione in deroga, purtroppo non prevede modifiche alle procedure normali e quindi noi dobbiamo muoverci così. Certo sarebbe auspicabile, se perdurasse un’emergenza di questo tipo, che venisse presa in esame la necessità di rivedere l’iter amministrativo di approvazione di strumenti simili”.

Per vedere i primi soldi l’Inps ha parlato di 1 mese. Speriamo di poterli anticipare attraverso le banche

Quali sono i soggetti  più colpiti? 
“Purtroppo ci troviamo nell’occhio del ciclone e non abbiamo ancora un quadro ben definito ma quello che posso dire è che noi stiamo avendo, fino alla giornata del 3 aprile, una marea di piccole e piccolissime aziende sotto i 5 dipendenti, più del 90%, che ha fatto richiesta di cassa integrazione per i suoi dipendenti, e appartiene ai settori artigianali, del commercio e del turismo. Poi c’è anche molta edilizia e alcuni metalmeccanici, cioè tutte quelle imprese che purtroppo sono dovute rimare chiuse. Il 77% delle imprese appartiene all’area metropolitana di Roma mentre, se andiamo a guardare le altre province della regione, subito dopo abbiamo Latina con il 9%”.

Quante richieste di Casa Integrazione sono arrivate? 
“Ad una decina di giorni (al 5 aprile ndr) dall’avvio delle richieste sono arrivate circa 30mila domande e noi confidiamo che attraverso il doppio binario, quindi l’iter normale o l’anticipo attraverso le banche, arrivi liquidità a chi ne bisogno”.

Quali altre misure state adottando per sostenere il lavoro? 
“Abbiamo adottato delle misure a sostegno delle famiglie, come i buoni spesa e il pagamento affitti, e inoltre, come assessorato, abbiamo messo in campo anche lo smart worgking, per tutte quelle imprese che possono continuare a lavorare. Si tratta di un bando importante, rivolto anche alle microimprese e ai professionisti con partita iva a cui concediamo contributi da 2.000 a 22.000 euro per ogni progetto presentato per servizi di consulenza e formazione relativi all’adozione di un piano di smart working e anche per l’acquisto di strumenti tecnologici per l’attuazione del lavoro a distanza. Al 5 aprile, solo per questo bando, che abbiamo promosso anche con l’assessorato allo Sviluppo economico, sono stati attivati 259 piani per 1 milione 600mila euro circa”. 

In questo momento di blocco, oltre all’istruzione, è importante che ai cittadini vengano garantiti anche servizi minimi, penso ai piccoli comuni. 
“Certamente, siamo consapevoli che non tutte le amministrazioni comunali hanno la possibilità di garantire servizi a distanza, per questo abbiamo previsto un bando specifico, rivolto soprattutto ai piccoli comuni, che permette finanziamenti fino a 7.500 euro per l’acquisto di servizi di supporto organizzativo e formativo a distanza per l’ottimizzazione del lavoro dei dipendenti e lo sviluppo di competenze informatiche. Finora hanno aderito più di 70 comuni che in questo modo riescono a continuare nella loro attività e permettono ai cittadini di avere i servizi comunali a disposizione”.


La scuola a distanza ai tempi dello smart working
Assessore Di Berardino, lei ha anche la delega alla Formazione, cosa si sta facendo per gli studenti? “Siamo stati credo la prima regione a favorire le classi virtuali e la scuola a distanza. Anche qui, come Regione, abbiamo messo in piedi alcuni strumenti che vanno ad arricchire l’offerta nazionale prevista dal Ministero dell’Istruzione e sono rivolti principalmente a specifiche esigenze come il contrasto all’abbandono scolastico, l’aiuto agli studenti con disabilità o con problemi di dislessia o discalculia . “Classe virtuale” è il progetto che prevede degli aiuti concreti per l’attivazione di progetti didattici multimediali e ha già coinvolto (al 5 aprile)  130 istituti per importo complessivo di 300.000 euro”. Il futuro sarà questo: didattica a distanza e smart working? “Io vorrei che rimanessimo con i piedi per terra, in questo momento è fondamentale lavorare sull’emergenza, la chiacchierata sul futuro è solo rimandata a quando vedremo qualche spiraglio in più. Noi vogliamo fare in modo che non ci sia nessuno senza protezione, tutti sono importanti per la nostra regione di oggi e di domani”

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