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L'appello a sindaca e maggioranza M5S

Simona Ficcardi: “No al Commissariamento del settore rifiuti di Roma”

Simona Ficcardi, consigliera capitolina M5S, nonché vice presidente della Commissione Ambiente, chiede alla sua maggioranza di rifiutare con forza l’ipotesi di Commissariamento del settore rifiuti di Roma proposta dal Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, su cui starebbe puntando sottobanco anche qualche suo collega grillino. L’intera vicenda verrà discussa in aula Giulio Cesare venerdì 6 dicembre. La consigliera Ficcardi, che il Caffè di Roma ha intervistato, invoca il massimo impegno della Giunta Raggi per velocizzare il processo di riduzione della produzione di rifiuti indifferenziati e, contestualmente, la massima diffusione del Porta a porta, la modalità di raccolta domiciliare della spazzatura urbana. La vice presidente spera, inoltre, che la maggioranza abbia il coraggio di liberare l’urbe dal monopolio privato che gestisce il settore. Ma anche di salvare Ama dalla privatizzazione, con lo scopo di trasformarla in un’azienda capace di competere con i grandi signori dei rifiuti. La sindaca ascolterà le sue richieste?

Nell’immediato e in concreto,  cosa deve fare la città di Roma per scongiurare di sprofondare nei rifiuti?

“Innanzitutto evitare il Commissariamento: come quello che vige oggi in Campania o che il Lazio ha vissuto dal 2004 al 2014, che, una volta istituito, chiuderebbe il ciclo dei rifiuti in poco tempo, ampliando o autorizzando alla svelta nuove discariche e inceneritori, o riattivando quelli esistenti e per fortuna spenti. Oggi c'è una nuova Ordinanza in corso (quella della Raggi su Civitavecchia, ndr), ma sarebbe più utile distribuire i rifiuti in più siti per ridurre l'impatto di trasferenze e siti di stoccaggio, onde evitare di tornare ad aggravare un solo sito e un solo territorio. Tra l'altro, stando ai siti che sono circolati tra le possibilità, da Falcognana alle cave in via della Pisana, sembra siano sempre i soliti a doverci rimettere. È bene che invece il carico sia distribuito e quindi ridotto, controllato, per poi puntare a sistemi virtuosi una volta scongiurato il Commissariamento”.

Cosa deve fare Roma per risolvere per davvero a medio – lungo termine il problema dei rifiuti?

“Quello che è mancato a Roma in questi anni sono gli interventi urgenti di riduzione dell'indifferenziato: si dovrebbe partire dalla immediata separazione nella raccolta tra secco e organico, per poi spingere verso la raccolta porta a porta spinta, trattando l'organico tramite compostaggio aerobico, innanzitutto domestico e di piccola taglia, proseguendo poi tramite impianti più grandi. Tutte cose che senza una Partecipata - AMA S.p.A. - capace di dare continuità, efficienza del servizio e soprattutto garantire la natura pubblica nella gestione, non si possono neanche immaginare”.

Cosa hanno sbagliato Campidoglio e Regione fino ad ora?

“La Regione e il Comune fino ad oggi non hanno fatto che rimpallarsi responsabilità, senza accantonare mai  le logiche di consenso, per lavorare nell'interesse dei cittadini: cosa che sinceramente ritengo fosse più alla portata del M5S, che ha scelto di candidare "cittadini nelle istituzioni", disinteressati al consenso e senza ambizioni di carriera politica. Purtroppo su questo e su altro non si è invece riusciti a garantire discontinuità, per lavorare a testa bassa sulla soluzione dei problemi. Il programma elettorale parlava di aumenti della Raccolta Differenziata: negli ultimi 3 anni é aumentato di solo il 5%, gli uffici tecnici e gli organi politici loro controllori hanno fallito. Il cambio di 6 Cda di Ama e di due Assessori (oggi un Assessore ai Rifiuti a Roma  manca da quasi un anno), ha spezzato ogni volta l'avanzamento dei progetti. Pinuccia Montanari portò un cronoprogramma che, pur procedendo a rilento perché precauzionale, tracciava un percorso. Poi il nulla.

Perchè non si punta per davvero sulla filiera del riciclo?

“Perché prima del riciclo deve essere garantita una raccolta di qualità ma soprattutto la riduzione. In futuro dovremmo puntare al recupero di materia che sostituisca incenerimento e smaltimento, ma, senza buone basi di raccolta differenziata e riduzione, rimarrà utopia. Roma produce ancora 1 mln di T/anno di indifferenziato ed è cresciuta di solo il 5% nella Raccolta Differenziata negli ultimi 3 anni: dal 2013 al 2015 il dato della differenziata era +23%. Separando l'organico ed avviandolo a riciclo tramite il compostaggio aerobico, Roma potrebbe raggiungere la sua autosufficienza nel trattamento: basterebbe ridurre l'indifferenziato di 300.000 T/anno.  Considerato che l'organico incide per il 35% circa sul totale dei rifiuti, solo differenziando l’umido si raggiungerebbe così l’autosufficienza. Poi, più in là, di concerto con la pianificazione regionale, si può pensare di ridurre e distribuire sul territorio gli impianti, convertendo tutto quel che è incenerimento e smaltimento a recupero di materia, ma anche uscendo dal monopolio privato e rinunciando all'odierna necessità di ecomostri nel ciclo impiantistico. Per questo sarà necessario beneficiare della presenza di soggetti pubblici: a cominciare da AMA”.

Roma si avvale dell’inceneritore Acea di S. Vittore: secondo lei questa pratica deve essere sospesa?

“Immediatamente. Intanto, Acea nasce come  Azienda Comunale Elettricità e Acque e poi diventa Azienda Comunale Energia e Ambiente. Che si occupi di energia  e acqua, evitando di fare recupero energetico dai rifiuti, perché prima di quel tipo di trattamento i rifiuti vanno ridotti, riusati, riciclati e raccolti separatamente. Non lo dico io ma il Testo Unico Ambientale (D. Lgs. 152/2006, art. 179). Acea ha chiesto l'ampliamento dell'inceneritore di S. Vittore, nel Frusinate che è tra i territori più vessati dalla gestione rifiuti, soprattutto romana. Personalmente mi vergogno un po' quando parlo con le persone che provengono da quella provincia, che oltre alla discarica di Roccasecca e S. Vittore scontano anche i problemi del Tmb di Colfelice, così come quelli della Valle del Sacco che parte da Colleferro. E pensare che ho sentito chi ancora sostiene che a Colleferro la discarica di Colle Fagiolara avrebbe disponibilità e un'autorizzazione fino al 2022: un vero affronto ai danni di quei cittadini, tra i pochi esseri umani al mondo con il cromo-esavalente nel sottosuolo e il lindano (beta-esaclorocicloesano) nel sangue.

Ha altro da aggiungere sul problema?

“Sarebbe il caso e l'ora che le parti politiche e le Istituzioni cooperino nell'interesse dei cittadini, per evitare il Commissariamento. Spero ancora siano smentite dai fatti le voci che parlano di colleghi 5Stelle che avrebbero chiesto il Commissariamento al Ministero (che per fortuna avrebbe rifiutato). Quelle fonti stampa non sono mai state smentite e questo mi dispiace”.

Si parla di discariche: Albano, Velletri, Aprilia, Latina, Civitavecchia, Colleferro: cosa ne pensa?

“Se ogni Comune e addirittura su Roma ogni municipio fosse autosufficiente, mostruosità altamente inquinanti non esisterebbero più e il controllo su una sana gestione per  mini-impianti e più siti di smaltimento, sarebbe garantito. Credo che il miglior segnale di rispetto, presa di coscienza e responsabilità, sarebbe la costituzione di un ATO (Ambito Territoriale Ottimale, individuato per legge dal Piano Regionale di Gestione Rifiuti, nrd) a se stante di Roma Capitale.

Vittorio Coccoletti

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