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Intervista al Presidente del Municipio 3

Giovanni Caudo: “la mia ricetta per Roma”

"C'è vita nella sinistra romana” ha titolato Il Foglio, parlando di lui. Giovanni Caudo, presidente del III Municipio, è uno dei minisindaci indicati nell’affollato universo delle possibili primarie di centrosinistra. Una candidatura non ancora annunciata ufficialmente.

Si candiderà alle primarie del centrosinistra per il Campidoglio?

Siamo lontani e non sappiamo nemmeno se ci saranno delle primarie. Non servono autocandidature come uomo solo al comando. Io sono impegnato oggi ad essere parte della mobilitazione dei cittadini per trovare le soluzioni adatte a far uscire Roma dalla condizione in cui è precipitata. Incontro le persone, parlo con loro partecipo a incontri pubblici con i cittadini, spesso affollati. Ciò che dobbiamo fare tutti è rendere i cittadini romani più consapevoli che la narrazione negativa di questa città non è reale. Roma si governa se si ha una visione del suo futuro.

Ha dichiarato: "Come a Centocelle e come ieri a Bologna, per vincere a Roma la strada può essere soltanto quella di mobilitarsi". Basterà per contrastare la corsa al Campidoglio della destra?

L’unico modo per combattere la banalizzazione e la semplificazione della destra è aiutare i cittadini a comprendere Roma, a conoscerla e quindi a immaginare le soluzioni per la città. Ricordando, in primo luogo, che sono stati proprio Salvini, la Lega e tutte le destre ad affossare la città con il ‘patto della pajata’ di Alemanno e la con la legge sul piano di rientro del debito, firmata da Tremonti e Berlusconi.

Sicurezza nelle scuole, la Lega vi attacca. Che cosa è stato fatto e che cosa avete in progetto di fare ancora?

La Lega di Roma fa propaganda facile per Salvini, le scuole necessitano della messa in sicurezza in tutta Italia. Noi governiamo il municipio da sedici mesi e abbiamo speso tutti gli stanziamenti a nostra disposizione per la manutenzione ordinaria dei nostri 91 plessi scolastici, purtroppo una cifra non sufficiente, solo 589 mila euro. Siamo una città grande come Parma e disponiamo di una somma così limitata. Quando possibile interveniamo anche con interventi preventivi, basti pensare che ci è capitato di dover comprare noi i radiatori dei riscaldamenti per alcune scuole e sopperire così alle mancanze del Campidoglio. Non accettiamo la propaganda leghista fatta sulla pelle dei bambini. 

Questione Ponte sull'Aniene, ha avviato una raccolta firme. Basterà?

La liquidazione di Roma Metropolitane rischia di bloccare un progetto che era prossimo per andare in appalto. Ad oggi non abbiamo avuto risposte dalla sindaca, chiediamo un crono-programma certo che assicuri la realizzazione di un’opera strategica per la mobilità di migliaia di cittadini, per altro atteso da anni. Al momento continuiamo la nostra interlocuzione con i dirigenti tecnici del Dipartimento mobilità di Roma Capitale e con Roma Metropolitane. La raccolta firme sta proseguendo con successo, hanno aderito otre mille persone. La mobilitazione è per far capire alla sindaca che è anche suo interesse portare a compimento l’opera. L’iter progettuale è quasi giunto alla fine e basta poco per realizzarlo, la sindaca non può non stare dalla nostra parte. 

Quali sono i territori che necessitano di una maggiore attenzione e quali iniziative sono state portate avanti o avete in cantiere per i prossimi mesi?

Ci muoviamo su tre direttrici principali. Per il sociale, siamo particolarmente attenti ai quartieri storici di edilizia popolare come Val Melaina, il Tufello e Vigne Nuove. Questi ultimi due, in particolare, hanno bisogno di un piano di rigenerazione come si è fatto, ad esempio, a Corviale. Tutte e tre le zone, purtroppo, scontano anni di abbandono e sono ormai in condizioni indescrivibili, la parola degrado non basta a rendere l’idea. So che l’attuale presidente dell’Ater è sensibile al tema delle condizioni di vita dei residenti. Le persone in questi luoghi si sentono abbandonate, a partire dai riscaldamenti. Assistiamo a fenomeni di povertà energetica perché, a causa della vetustà e della dispersione energetica, gli inquilini spesso il costo del riscaldamento è superiore e di molto al canone di affitto. Sono quartieri in cui vivono persone spesso anziane, in condizioni umili, serve una rete solidale. Stiamo cercando di mettere insieme tutti i soggetti disponibili per realizzare il progetto di “portierato sociale” e dare così un riferimento alle persone sole e agli anziani.

Il secondo capitolo riguarda i trasporti. Abbiamo tre colli di bottiglia: il Ponte delle Valli, Ponte Salario e Ponte Nomentano. Ovunque abiti in questo municipio, per andare a Roma devi passare per questi tre varchi. Oggi la metro si ferma a Jonio, abbiamo lottato e ottenuto che nel PUMS fosse previsto il prolungamento fino a Bufalotta e pretendiamo che il Campidoglio si impegni per farla finanziare. Questo prolungamento risolverebbe la vita a migliaia di cittadini, anche a chi viene da fuori, ad esempio Monterotondo. Servono circa 400 milioni di euro, non è una cifra impossibile. Sempre sul trasporto su ferro e grazie all’accordo tra Regione Lazio e RFI, alla fine del 2020 riaprirà stazione di Val d’Ala, con treni che andranno alla stazione Tiburtina in sei minuti. 

Infine, la questione relativa all’asse della Salaria. Dopo la chiusura e la dismissione del Tmb, abbiamo chiesto che quell’area sia riqualificata e che venga riconosciuto ai cittadini uno spazio pubblico verde anche a titolo di risarcimento per quanto hanno dovuto sopportare fino ad oggi. La richiesta si inserisce in un quadro più ampio, un progetto che abbiamo chiamato ‘Luci sulla Salaria’. Una strada che è il principale asse direzionale della città, ci lavorano 4.500 persone, con tante aziende anche internazionali, l’ingresso dall’autostrada e tre stazioni ferroviarie, Nuovo Salario, Settebagni e Fidene, con il paradosso che queste ultime due non consentono l’accesso a via Salaria.

Chiediamo alla sindaca di aiutarci a riqualificare tutto l’asse direzionale, riaccendendo le luci sulla Salaria, appunto, perché lì dove prima l’area era maleodorante, oggi ci sono spazi illuminati, ad esempio l’Ex Cartiera che abbiamo contribuito a trasformare in uno spazio aperto alla cultura, ai giovani e alla musica. Questo municipio ha delle grandi potenzialità così come tutta Roma. Crediamo fortemente in questa città, che può essere tra le prime al mondo e per questo dovremmo mettere in campo una narrazione positiva.

In che cosa consiste, in concreto, la sua narrazione positiva?

Elenchiamo i problemi ma pensiamo anche alle soluzioni, basta solo lamentarsi: abbiamo i cassonetti pieni e i rifiuti per strada, non succede più in nessuna metropoli. Pensiamo allora ad un grande progetto ecologico e industriale per il trattamento della risorsa più importante rappresentata dai rifiuti. Facciamo uscire Roma dal Novecento e portiamola nel XXI secolo. Promuoviamo anche una grande operazione verità, ad esempio sull’impoverimento dei cittadini e rilanciamo invece la capacità di attrazione di capitali e di operatori economici per fare più ricca la città. Per mettere in campo questa narrazione positiva promuoviamo la più ampia mobilitazione: penso a dei pulpiti civici, per parlare, ascoltare e incontrarsi con le persone e proporre soluzioni. Ascoltare è un dovere ed è una delle esigenze che, come presidente, sento più forte. L’ultima domenica del mese ricevo senza appuntamento, di mattina. E ci sono sempre tantissimi cittadini. Dolores Prato scriveva di Roma: “Prima comprenderla, altrimenti la si distrugge”. Purtroppo ci si applica poco a comprenderla e da diversi anni la si sta distruggendo. E’ venuto il momento di riscattare questa condizione, e per questo usiamo anche la ricorrenza del prossimo 150° anniversario di Roma Capitale.

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