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Da uno studio dell’Eras Lazio

Discariche e inceneritori: le fabbriche dei tumori

Vicino ai siti in cui si trattano i rifiuti urbani del Lazio si muore, ci si ammala di tumore e di altre gravissime patologie, soprattutto respiratorie, e ci si ricovera di più che altrove, in particolare, entro un raggio di 7 chilometri in linea d’aria. Il problema non riguarda solo le discariche, ma anche i siti dedicati ‘esclusivamente’ allo smistamento dei rifiuti indifferenziati, ovvero degli impianti TMB (Trattamento meccanico biologico), dove la spazzatura indifferenziata viene suddivisa in “frazioni merceologiche minori” per poi essere bruciata o interrata. A confermare il gravissimo problema è un importantissimo studio epidemiologico pubblicato dall’Eras Lazio nel 2014 (e ‘perso’ in chissà quale cassetto) che solo Il Caffè continua a pubblicare. Si tratta d’un prestigioso ed accreditato programma di studio igienico-sanitario, coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio del Servizio Sanitario Nazionale, che si è occupato di studiare le correlazioni dirette tra la gestione dei rifiuti indifferenziati e la salute umana e che dal 2015 è rimasto senza fondi, senza che nessun politico se ne preoccupasse.

MALATTIE, RICOVERI, TUMORI INTORNO A MALAGROTTA

La ricerca, risalente al 2014, punta il dito sulla discarica di Malagrotta, chiusa ad ottobre 2013. Intorno all’ex cimitero dei rifiuti della città Santa sono stati riscontrati dagli epidemiologi dell’Eras Lazio eccessi statistici nella frequenza di mortalità e di ospedalizzazioni sia per gli uomini che per le donne – così si legge nello studio Eras Lazio - in particolare per malattie respiratorie, cardiovascolari e malattie ischemiche al cuore (+60%) ”. Lo studio ha anche rilevato sui residenti che vivono entro un raggio di 7 km intorno alla zona dove è anche la discarica di Malagrotta una mortalità degna di nota, rispetto ai livelli medi regionali, di forme tumorali nelle donne: +56% di tumori alla laringe, +14 di tumori alla mammella, in modo particolare per tutte quelle esposte ad alte concentrazioni di PM10 (inceneritore). I residenti (uomini e donne) più prossimi agli impianti ricorrono più frequentemente alle cure ospedaliere per tutte le cause (+8%), ma in modo particolare per malattie circolatorie, urinarie e dell’apparato digerente. Solo tra gli uomini si è osservato un aumento significativo dei ricoveri per patologie della tiroide”.

DATI DRAMMATICI ANCHE NEL RESTO DEL LAZIO

Molto negativo anche lo stato della salute dei cittadini residenti nel raggio di 5 chilometri dalle altre discariche e impianti TMB sparsi un po’ ovunque nella Regione Lazio, visto e considerato che i dati epidemiologici rilevati anche negli altri siti regionali di trattamento sono tutt’altro che rassicuranti. A Latina, rispetto alla media regionale: i maschi muoiono di più per tumori all’encefalo (+61%), al rene (+60%), alla vescica (+40%); mentre le donne muoiono di più per tumori allo stomaco (+36%), e rivelano un +33% di malattie dell’apparato genito-urinario. Ad Albano le donne registrano un aumento dell'83% di ricoveri per tumore alla mammella, aumento del 69%di decessi per tumore ai polmoni e trachea. Numeri catastrofici anche per gli uomini: +71% di morti per linfomi non-Hogkin, +76% di malattie dell'apparato genito-urinario, +73% dell'apparato digerente, +44% di malattie respiratorie. Male anche presso gli altri siti di trattamento di rifiuti a Colfelice (Fr), Viterbo e Guidonia. Tumori di tutti i tipi con incidenze decisamente superiori all’atteso! Questo è ciò che provoca il sistema di raccolta indifferenziata con smaltimento in discarica, TMB e inceneritori.

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