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Top secret nome dell'azienda vincitrice

Ponte di Ariccia, via allo 'strano' appalto Anas con ribasso record del 35% FOTO

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INFILTRAZIONI D'ACQUA E PERDITA DI PEZZI
INFILTRAZIONI D'ACQUA E PERDITA DI PEZZI
PEZZI DI PONTE
Dalla struttura viaria si distaccano pezzi di calcestruzzo
PEZZI DI PONTE Dalla struttura viaria si distaccano pezzi di calcestruzzo
PEZZI DI PONTE
Dalla struttura viaria si distaccano pezzi di calcestruzzo
PEZZI DI PONTE Dalla struttura viaria si distaccano pezzi di calcestruzzo

L’avvio del cantiere per la ristrutturazione e il consolidamento antisismico del ponte di Ariccia è ancoro lontano e presenta diverse incognite che inquietano cittadini, amministratori e tecnici. Nei mesi scorsi, senza che nessuno ne abbia avuto notizia, l’Anas Compartimento Lazio ha avviato e concluso un grande appalto pubblico da 5 milioni di euro per la risistemazione del viadotto ariccino con l’uso di un bando che tecnicamente è chiamato ‘accordo quadro’.  Un contratto molto utilizzato nel settore della manutenzione generica di strade e viadotti, decisamente meno nei casi di lavori particolarmente delicati come quelli che dovrà subire il viadotto che collega la città della porchetta alla Regina Viarum, ossia alla via Appia nuova, al resto dei Castelli zona sud e soprattutto a Roma. La Direzione generale e nazionale Anas – Italia, da quanto risulta al nostro giornale, non ha ancora dato il suo ultimo e decisivo assenso all’operazione. 

LA TRAGEDIA DI GENOVA HA INSEGNATO QUALCOSA?
Ma ripartiamo dall’inizio. I cittadini, a maggior ragione dopo la tragedia dei Genova, da 3 anni e mezzo attendono le decisioni dell’Anas Lazio. Per la precisione da giugno 2016, momento in cui il progetto esecutivo Anas per l’ammodernamento e completo rifacimento della struttura viaria di Ariccia è giunto in municipio. L’azienda statale, difatti, prima ha invocato i lavori a gran voce poi, spaventata da qualche politico locale e nazionale che ha messo becco sulla vicenda, ha fatto un parziale dietrofront e si è fermata e forse incartata su se stessa. Infine, è tornata ancora sui suoi passi ed ora sta cercando di far partire il cantiere, ma con modalità che non convincono appieno esperti del settore tecnico, esponenti istituzionali e lo stesso municipio ariccino.

RIBASSO RECORD DEL 35%, I COSTI SCENDONO A 3,2 MLN
Torniamo sul punto. Il nome dell’azienda vincitrice del bando dell’Anas che dovrà risistemare il ponte è ancora top secret: Non è stato ancora reso pubblico. Ma la ditta, questo è certo, ha surclassato i diretti concorrenti con un ribasso record pari al 35% circa, centesimo in più centesimo in meno. Si tratta, così ci spiegano esperti del settore, di uno sconto particolarmente rilevante specie per lavori obiettivamente delicati e complessi come quelli che dovrà subire l’infrastruttura viaria ariccina. Il cantiere, quindi, dovrà iniziare e finire nel tempo record di soli 12 mesi, così prevede il progetto, per non lasciare isolato a lungo il borgo ariccino. Per di più portato a termine con 3,2 milioni di euro. L’azienda in questione - così ci confermano fonti riservate - non sarebbe specializzata – il condizionale è d’obbligo - per lavori di questa difficoltà e complessità.

LAVORI COMPLESSI: ATTREZZATURE E MAESTRANZE PER GRANDI ALTEZZE
Difatti il viadotto, così scrisse l’Anas a giugno 2016 nel progetto esecutivo, dovrà essere completamente ‘smontato’. Molte delle gigantesche arcate completamente distrutte e ricostruite, altre ‘solo’ rinforzate. La soletta, ovvero la parte ricompresa tra l’asfalto e le arcate, completamente rifatta, nonostante sia spessa diversi metri. Rinforzati piloni e fondamenta. Per finire, dovranno essere inseriti degli accoppiatori antisismici, apparecchi che hanno lo scopo di aumentare la resistenza ai terremoti dell’intera struttura, che risale alla prima metà del 1800. Serviranno mezzi, attrezzature e maestranze adatte alle grandi altezze, visto che il ponte di Ariccia è alto più di 50 metri.

LA DIREZIONE DI ANAS DARÀ IL SUO SÌ?
In ogni caso, la consegna dei lavori ancora non ha avuto luogo. La Direzione generale di Anas Italia deve ancora esprimere il suo “sì”: ossia dare il suo assenso al bando pubblico e all’accordo quadro predisposto dal Compartimento Lazio. O, al contrario, negare il via libera all’intera operazione.

SOLLECITO ALL’ANAS DEL COMUNE E LETTERA AL MINISTRO DI CIANFANELLI
Intanto il comune di Ariccia ha inviato all’Anas due lettere di sollecito minacciando di riavviare il contenzioso legale. Le garanzie date da Anas sulla stabilità del ponte risalgono ormai ad agosto 2018 e scadranno ad agosto 2020, ovvero tra 9 mesi.  La diffida comunale, in realtà, serve anche a cautelarsi dal punto di vista legale: la struttura viaria è di proprietà del comune ed in caso di eventi tragici i primi e più diretti responsabili penali sarebbero sindaco e ufficio tecnico comunale. Così, in sostanza, il municipio si ‘difende’ dai gravissimi e ingiustificabili ritardi Anas. Il consigliere di minoranza e quattro volte ex sindaco, Emilio Cianfanelli, ha scritto invece al Ministro ai Trasporti e Infrastrutture, Paola De Micheli, chiedendo chiarimenti in merito e soprattutto massima sollecitudine. 
Intanto i mezzi pesanti continuano ad attraversare il ponte mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti!


INFILTRAZIONI D’ACQUA E PERDITA DI PEZZI
La struttura viaria classe 1846 non sta per niente bene, comincia a mostrare evidenti infiltrazioni d’acqua e a perdere pezzi, per quanto relativamente piccoli. I lavori di risistemazione integrale della struttura sono stati richiesti con urgenza, come anzidetto, dall’Anas Compartimento del Lazio a giugno 2016. Sul progetto esecutivo che risale ormai a 3 anni e mezzo fa non c’erano giri di parole: la struttura langue – secondo i tecnici pubblici – in uno stato di “rischio crollo”. Il monitoraggio h–24 del ponte, eseguito la scorsa estate su richiesta dalla città della porchetta, ha di fatto confermato le problematiche già rilevate nel progetto: serve risistemare e subito il viadotto per evitare una seconda Genova. Restano confermate, fino all’avvio dei lavori – così ha deciso il sindaco - tutte le pesanti limitazioni al traffico veicolare con accesso ai soli mezzi con peso massimo a pieno carico pari a 3,5 tonnellate con velocità massima a 30 km/h. Eppure ora c’è il rischio concreto e reale che tali lavori vengano messi nelle mani di una azienda che non è specializzata in tali tipologie di interventi e quindi priva di attrezzature e maestranze.


Le domande per Anas e Ministero
Qui di seguito le domande che abbiamo inviato all’Amministratore Delegato di Anas, Massimo Simonini, all’Anas Compartimento Lazio e alla Ministra ai Trasporti e Infrastrutture, Paola Micheli, restiamo in attesa di una loro risposta. Con quali criteri tecnici e entro quali termini giuridici l’Anas Lazio ha affidato l’appalto per la risistemazione del ponte di Ariccia?  Possiamo conoscere il nome dell’azienda e le sue caratteristiche tecnico-operative? Dove è la copia del progetto progettato dal compartimento Anas Lazio nel 2016 e poi validato dalla Direzione generale nel 2019? Copia di questo progetto è stata inviata in Comune? Il progetto esecutivo validato in Direzione Generale è stato validato dal Genio Civile e dal Ministero dei Beni Culturali, visto che sul ponte c’è un vincolo architettonico specifico? Quando partirà il cantiere? 


 

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