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Il PC: acque avvelenate, controlli beffa

Discarica di Cecchina, attaccata ad Ardea e a 3 km da Aprilia: parte la protesta

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Mezzi e materiali per il riavvio di Roncigliano (a Cecchina, vicino Ardea e a 3 km da Aprilia est) arrivati nei giorni scorsi
Mezzi e materiali per il riavvio di Roncigliano (a Cecchina, vicino Ardea e a 3 km da Aprilia est) arrivati nei giorni scorsi
La mappa dei presunti punti di controllo dell'inquinamento delle acque nella discarica di Cecchina
La mappa dei presunti punti di controllo dell'inquinamento delle acque nella discarica di Cecchina

Fermare la riapertura della discarica di Albano, attaccata ad Ardea e a due passi da Aprilia. Lo chiede il Partito Comunista dei Castelli Romani in una lunga nota che illustra i tratti più inquietanti del grande immondezzaio che ha inquinato le riserve idriche sotterranee e che adesso la Regione Lazio vuole riaprire. In particolare, il PC illustra dettagliatamente la stranissima vicenda del presunto sistema di monitoraggio dell'inquinamento idrico (i pozzi spia). L'allarme tra la popolazione sta salendo dopo che il giornale Il Caffè ha dimostrato con foto aeree - nell'ultima inchiesta sulla vicenda - che sul sito sono già arrivati mezzi e materiali per la riattivazione del sito e che il 7° invaso - allegramente esposto alla pioggia senza messa in sicurezza - imbarca tuttora acqua, con il rischio di ulteriore produzione di percolato che va a finire sul suolo e sulla falda. 

Di seguito il comunicato del PC Castelli Romani

INIZIATI I LAVORI DEL NUOVO IMPIANTO DI TMB A CAUSA DELLE AUTORIZZAZIONI REGIONALI

A VILLAGGIO ARDEATINO, A VALLE DELLA DISCARICA, È EMERGENZA SANITARIA PER MANCANZA DI ACQUA POTABILE

L’acqua scorre dalle colline dei Castelli Romani fino al mare, passa sotto la discarica di Albano (dall’invaso zero, senza alcun telo di protezione, fino al 7° invaso) e, poi, arriva sotto Villaggio Ardeatino.

Leggendo la determina regionale G14894 del 31/10/2019 emerge dalle planimetrie, con grande sorpresa, che la discarica di Albano è l’unica discarica al mondo a non avere il pozzo di rilevazione a valle.

Infatti, per monitorare l’inquinamento della falda acquifera la cosa è molto semplice: si posizionano dei pozzi intorno alla discarica. In particolare, rispetto allo scorrimento della falda acquifera (vedi le frecce blu nella planimetria) è importante avere almeno un pozzo in testa e un pozzo a valle, in modo da poter controllare la qualità dell’acqua della falda prima e dopo la discarica. Se la discarica disperde materiale inquinante, tale materiale sarà facilmente rilevabile con le analisi del pozzo a valle.

Nonostante i nuovi 4 pozzi riportati nelle planimetrie approvate dalla Regione Lazio il 31/10/2019, la discarica di Albano continua a non avere un pozzo a valle, prima di Villaggio Ardeatino.

Perché la Regione Lazio, l’Area metropolitana di Roma, i Comuni di Albano e di Ardea, l’Arpalazio, la ASL RM H, la Pontina Ambiente e la Colle Verde srl non costruiscono un pozzo a valle della discarica di Albano, prima di Villaggio Ardeatino?

Villaggio Ardeatino è un quartiere del Comune di Ardea a pochissimi metri dal 7° invaso della discarica di Albano, dove abitano circa 300 persone e moltissimi bambini. Un odore nauseante si sente dalla mattina alla sera e bisogna tenere le finestre sempre chiuse, anche d’estate.

Ma il più grande problema dei cittadini e dei bambini di Villaggio Ardeatino è la mancanza della rete di distribuzione dell’acqua potabile.

I cittadini si servono dell’acqua dei loro pozzi, a grandissimo rischio di inquinamento sia per la vicinanza della discarica di Albano (una discarica fuorilegge rispetto alla normativa europea, nazionale e regionale perché si trova a soli 80 metri dalla prima abitazione di Villaggio Ardeatino) sia per l’assenza della rete fognaria.

La società del signor Cerroni che gestisce la discarica di Albano, a causa dell’inquinamento riscontrato dall’ARPA sul pozzo F bis, ha concordato con la Regione Lazio una soluzione ridicola: estrarre l’acqua dal pozzo F bis, filtrarla e rimandarla depurata nel sottosuolo.

Per la risoluzione dell’inquinamento della falda, sarebbe come svuotare il mare con un secchiello!!!

A causa del gravissimo rischio per la falda dovuto alla presenza quarantennale della discarica, una famiglia di Villaggio Ardeatino ha fatto analizzare l’acqua del proprio pozzo dall’Arpalazio, l’autorità sanitaria competente.

Sulla base dei risultati del rapporto dell’Arpalazio, la ASL ROMA H ha scritto in data 21 agosto 2015 al Sindaco di Ardea denunciando la presenza di arsenico e di fluoruri oltre i limiti fissati dalla legge nel pozzo analizzato di Villaggio Ardeatino. Anche il vanadio è a livelli altissimi.

Nell’informativa al Sindaco di Ardea, la ASL ROMA H ha denunciato che:
• la zona è completamente priva di rete idrica cittadina;
• che la fonte di approvvigionamento idrico principale è rappresentata dai pozzi;
• che sul territorio sono presenti fattori potenziali di rischio per la falda (assenza di rete fognaria idrica, discarica di Roncigliano);
• che la qualità dell’acqua della falda è in alcune zone compromessa dalla presenza di contaminanti quali arsenico e fluoruri.

A seguito della denuncia della ASL ROMA H, il Sindaco di Ardea in data 31 agosto 2015 ha ordinato alla famiglia di Villaggio Ardeatino, proprietaria del pozzo inquinato, “il divieto di utilizzo per il consumo umano di acqua prelevata da pozzo a servizio di privata abitazione in zona priva di rete idrica cittadina”.

Considerando i fattori potenziali di rischio per le falde dovuti alla presenza quarantennale della discarica di Albano, va urgentemente bloccata la riapertura dell’impianto di TMB e della discarica di Albano.

Va, inoltre, pianificato un controllo sanitario di tutti i pozzi utilizzati per il consumo umano dai cittadini di Villaggio Ardeatino e degli altri quartieri di Ardea a causa dell’assenza di una rete idrica cittadina, cosa assolutamente inaudita nel XXI secolo.

La Regione Lazio, l’Area metropolitana di Roma, i Comuni di Albano e di Ardea, l’Arpalazio, la ASL RM H, la Pontina Ambiente e la Colle Verde srl sanno che il diritto all'acqua potabile risulta quale estensione del diritto alla vita affermato dalla “Dichiarazione universale dei diritti umani”? Il diritto all’acqua potabile riflette l'imprescindibilità di questa risorsa relativamente alla vita umana.

Anche la risoluzione ONU del 28 luglio 2010 dichiara il diritto all'acqua "un diritto umano universale e fondamentale".
La risoluzione sottolinea ripetutamente che l'acqua potabile e per uso igienico, oltre ad essere un diritto di ogni uomo, più degli altri diritti umani, concerne la dignità della persona, è essenziale al pieno godimento della vita, è fondamentale per tutti gli altri diritti umani.

Questo diritto all’acqua vale in tutto il mondo, tranne che a valle della discarica di Albano.

Il D.Lgs. 31/2001 è il riferimento normativo italiano che, recependo la Direttiva Europea 98/83/CE, disciplina il campo delle acque potabili.

La stessa normativa precisa che le acque destinate al consumo umano devono essere fornite tramite una rete di distribuzione, mediante cisterne, in bottiglie o in contenitori.

Il Partito Comunista dei Castelli Romani esige dal Comune di Ardea e dalla Regione Lazio che Villaggio Ardeatino sia fornito immediatamente di acqua potabile tramite una rete di distribuzione e - nell’emergenza - mediante cisterne.

Il Partito Comunista dei Castelli Romani invita tutti i cittadini, i comitati e le associazioni a partecipare alla grande mobilitazione contro la riapertura dell’impianto di TMB e della discarica di Albano indetta dal coordinamento No Inc per il pomeriggio di sabato 7 dicembre 2019 ad Albano.

L’impianto TMB di Albano va cancellato dal Piano Regionale dei rifiuti approvato da Zingaretti (PD) e dalla sua giunta il 3 agosto 2019.

Nel cronoprogramma, allegato alla determina regionale G14894 del 31/10/2019, i tempi per la realizzazione del nuovo impianto di TMB sono di soli 4 mesi e i lavori sono già iniziati.

È fondamentale una grande partecipazione perché dalle planimetrie emerge chiaramente dalla disposizione dei pozzi di controllo che, dopo il 7° invaso, c’è tutto lo spazio per costruire 8°, 9°, 10° e 11° invaso della discarica di Albano.

 

 

 

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