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Rifiuti pure industriali Regione ambigua

2 discariche a pochi km: a rischio l'acqua tra Castelli, Agro pontino e Anzio FOTO

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LA VECCHIA CAVA SULLE RISERVE D'ACQUA A novembre 2014 (dopo inchiesta del Caffè) ricerche di rifiuti illegalmente interrati. Dissequestrata a giugno
LA VECCHIA CAVA SULLE RISERVE D'ACQUA A novembre 2014 (dopo inchiesta del Caffè) ricerche di rifiuti illegalmente interrati. Dissequestrata a giugno
Roncigliano, 7°invaso eco-bomba
Giace abbandonato. Le piogge creano altri percolati
Roncigliano, 7°invaso eco-bomba Giace abbandonato. Le piogge creano altri percolati
Massimiliano Valeriani - Assessore regionale ai Rifiuti
Massimiliano Valeriani - Assessore regionale ai Rifiuti
Enrica Onorati - Assessore regionale 
all'Ambiente e all'Agricoltura
Enrica Onorati - Assessore regionale all'Ambiente e all'Agricoltura

Una morsa sui Castelli Romani: da un lato la mega-discarica che la Ecoparco Srl vuole fare nell'ex cava  di pozzolana a  Lazzaria, sulle falde idriche di Carano, a due passi dal carcere di Velletri. Dall'altro la discarica di Roncigliano, sotto Albano. Il gruppo Cerroni vuole riaprirla. E la Regione Lazio gli ha spalancato le porte con uno strano pass partout. 

A RISCHIO ACQUA POTABILE E IRRIGAZIONI AGRICOLE
Il progetto Ecoparco, come successo in altre occasioni in materia di rifiuti, non è stato pubblicato sul sito inernet della Regione Lazio, almeno fino al momento in cui scriviamo. Il Caffè è riuscito a consultare però alcune carte. La chiamano “Area di stoccaggio di servizio – End of Waste Cycle” (fine ciclo dei rifiuti). Sono previsti 4 lotti per complessivi 1,2 milioni di metri cubi di rifiuti, anche industriali, suddivisi in 13 codici CER. Anche fanghi delle fogne urbane e industriali, residui degli impianti TMB e rifiuti prodotti dalle bonifiche dei terreni. Cioè gli scarti degli scarti. La discarica, pardon l'area di stoccaggio, sarebbe “al servizio del cittadino”, scrive l'ing. Mario Giulianelli, per conto della Ecoparco Srl. Il “servizio” verrebbe svolto sulle riserve d'acqua che danno da bere ai molti privati di chi vive in quelle campagne, ma pure ad intere città – Aprilia, Anzio e Nettuno -, a 4 Borghi di Latina (Montello, Bainsizza, Santa Maria e Sabotino), e parte di Cisterna. Possiamo stimare almeno 200mila persone abbeverate e 4mila ettari irrigati con l'acqua che viene da là sotto. 

RIFIUTI E FANGHI INDUSTRIALI
Il sito occupa circa 18 ettari, di cui 9 riguardano l'ex cava. Scrive l'ing. Giulianelli: “L'area in esame ricade in una zona già industrializzata”.  Nulla in merito all'ex discarica comunale di Velletri a due passi da lì, in via Passo dei Coresi: un ecomostro mai messo in sicurezza né bonificato e che perde milioni di litri di pericolosi percolati, come documentato da un'inchiesta del Caffè. Nulla nemmeno sulle tantissime aziende agricole, anche biologiche, che qui producono vere eccellenze come il kiwi, ottimi vini, olio extravergine d'oliva, cocomeri, ortaggi eccetera. Anzi, conclude il tecnico della Ecoparco, “il paesaggio subirà una forte modifica positiva”. L'area era stata sequestrata dalla Procura della Repubblica di Velletri nel novembre 2014, per via di interramenti illegali avvenuti in passato, denunciati dallo stesso ex gestore della cava. Il 6 giugno scorso il Tribunale ne ha disposto il dissequestro.

SINDACI CONTRARISSIMI
Totalmente contrari i Sindaci delle città interessate dal progetto: a Velletri, Aprilia, Latina, Cisterna, Anzio e Nettuno annunciano al Caffè azioni ed osservazioni per bloccarlo. Il primo ad attaccare l'iniziativa è Orlando Pocci di Velletri. A dargli manforte anche il Consigliere comunale Valter Bagaglini, che vive proprio nell'area dell'ex cava. Un richiamo vigoroso, per liberarsi dai soliti ricatti dei professionisti delle emergenze, arriva anche da Latina. Il Sindaco del capoluogo pontino, Damiano Coletta, bollando come «inaccettabile» la proposta Ecoparco, sottolinea che «per evitare questi sistematici interventi dei privati che, giustamente, intendono curare i loro interessi, ma per evitare di restare sempre e comunque “intrappolati” da questi interessi, occorre una programmazione definitiva della Regione Lazio che includa anche impianti di proprietà pubblica». Il messaggio per Zingaretti & co. è chiaro. Già nel luglio 2014 la Ecoparco presentò un progetto per fare una discarica lì, con annesso TMB, “bio”gas da rifiuti e impianto per trattare i percolati. Scoperto dal giornale Il Caffè, fu poi bocciato in Regione. 

RONCIGLIANO: 40 ANNI, ZERO BONIFICHE, ZERO MESSA IN SICUREZZA...
Inquietante, anche al livello politico e burocratico, quanto accade per la discarica a Cecchina di Albano, località Roncigliano, a soli 13 km dall'ex cava sukle falde di Carano. Aperta nel 1979 e distintasi per il tanfo – con diversa gente al pronto soccorso in passato - e famosa per le falde idriche inquinate, è stata chiusa dopo un misterioso incendio a giugno 2016 che distrusse l'impianto TMB in essa presente, che sminuzzava l'indifferenziato urbano per avviarlo a incenerimento e discarica. L'inchiesta giudiziaria sembra andata in fumo anch'essa. Non si dorme invece in Regione, dove il capo dell'Area rifiuti, l'ing. Flamini Tosini, ha deciso di riaprire d'ufficio la discarica con un documento top secret. Ma occhio! Non è la determina numero G14894 del 31 ottobre, di cui si è parlato finora e che sembra autorizzare solo il ripristino del TMB. 
Si tratta invece di un altro atto del 29 ottobre scorso, non reso pubblico e che nessuno sembra voler citare. Il Caffè ha potuto consultarlo. Ad esso, tra le righe, fa riferimento anche il provvedimento del 31 ottobre che “sembra” sbloccare soltanto il TMB e invece… 

… E UNO STRANO ATTO REGIONALE
Nell'atto “segreto” del 29 ottobre, la dirigente regionale, che è pure vicesindaco in quota PD a Vetralla, scrive: “L'efficacia dell'AIA rilasciata con determinazione n. B3695/2009, è stata estesa  con scadenza fissata all'11/10/2024”. Ebbene, la decisione del 2009 autorizzava l'intero polo monnezzaro: TMB più 7° invaso della discarica, nel quale sversare gli scarti del TMB. E così - senza conferenza dei servizi, il tavolo tecnico aperto a cittadini ed Enti pubblici interessati - ha prorogato l'autorizzazione (scaduta ad agosto 2017) non solo a preparare balle per inceneritori e scarti da interrare. Ma dà l'ok anche a scaricare immondizia lì per altri 5 anni. Eppure, la stessa ing. Tosini a fine agosto scorso aveva stabilito che la determina del 2009 non bastva più, ma che servivano due nuove procedure, una per ripristinare il TMB a nome della Colle Verde Srl, e l'altra per riattivare il 7° invaso gestito dalla Pontina Ambiente di Cerroni.  

IL COMUNE DI ALBANO TIRA IN BALLO PREFETTO E PROCURA
Infatti, precisa l'ing. Tosini, la proroga la dà “contrariamente a quanto ritenuto ed affermato” da lei stessa il 29 agosto.«Certamente metteremo in atto tutte le azioni necessarie ad impedire che questo accada», dice al Caffè Luca Andreassi, delegato ai rifiuti del Sindaco di Albano. Il Comune di Albano annuncia pure che chiamerà in causa il Prefetto e la Procura della Repubblica. Non va dimenticato che il 7° invaso è a soli 3 km da dove la Ecosicura Srl vuole fare un'altra discarica, in territorio di Aprilia, ed è rimasto a lungo scoperto, esposto alle piogge e quindi al pericolo di produrre molti più percolati. 


GLI ASSESSORI REGIONALI NON RISPONDONO
Agli Assessori regionali ai rifiuti, Massimiliano Valeriani, e all'ambiente e agricoltura, Enrica Onorati da Priverno (zona piena di cave), abbiamo chiesto informazioni e valutazioni sul progetto di discarica sulle falde idriche di Carano e sulla riapertura della discarica di Roncigliano. Al momento in cui pubblichiamo, nessuna risposta. 


 

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