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Il boss della Ecoambiente alza la voce

Cerroni vuole riaprire la discarica di Montello e minaccia di chiedere i danni

La discarica di Borgo Montello, sul fiume Astura
La discarica di Borgo Montello, sul fiume Astura

Riaprire la discarica di Borgo Montello, a Latina, confine con Nettuno. Lo ha chiesto chiaro e tondo alla Regione Lazio il gruppo Cerroni. Stavolta il perno su cui fa leva per “smuovere” politici e dirigenti regionali è la minaccia di un grosso risarcimento. Se non ci autorizzate nuovi sversamenti di rifiuti, vi chiederemo i danni in tribunale. Quali danni? I mancati incassi provocati dal blocco del loro business attraverso la società Ecoambiente e magari i soldi pagati per acquistare le quote della stessa Ecoambiente detenute dalla fallita Latina Ambiente. Questa ditta, da fine marzo dell'anno scorso, è infatti pienamente nelle mani dell'impero di Manlio Cerroni, il leader indiscusso del settore che a novembre compirà 93 anni. Attraverso la Systema Ambiente guidata dalla figlia Monica ha comprato all'asta il 51% delle quote che appartenevano alla Latina Ambiente, la pazzesca municipalizzata mista del Comune di Latina. Contestano anche la perizia stilata da un consulente tecnico incaricato dai curatori fallimentari del fallimento della Latina Ambiente: avrebbe delineato un quadro non reale sulle potenzialità dell'azienda. In effetti a Borgo Montello, per dirla con le parole dell'Assessore all'ambiente di Latina, Roberto Lessio, «nemmeno un sacchetto di altra immondizia può più entrare». I quantitativi di rifiuti autorizzati sono tutti esauriti.

 

VOGLIONO IL TMB… E LA BONIFICA?

La società cerronista contesta alla Regione non solo le mancate autorizzazioni per altre montagne di rifiuti, ma anche la bocciatura dell'intero pacchetto a suo tempo presentato: impianto TMB, trattamento meccanico cosiddetto “biologico” per separare e sminuzzare l'immondizia per poi farne “eco-balle” da bruciare negli inceneritori o interrare in discarica, più impianto di compostaggio e impianto di recupero del percolato. Stando così le cose Ecoambiente sarebbe un bidone vuoto. Ma a ben vedere, non è proprio così. LA Srl ha infatti in pancia ben 11 milioni di euro per il post mortem, accantonati in passato, prima che i Cerroni la prendessero tutta mediante Systema Ambiente. Un tesoretto da utilizzare per bonificare e mettere in sicurezza il sito, massacrato dall'inquinamento a causa delle fuoriuscite di percolato. La bonifica con conseguente messa in sicurezza non risultano ancora definite e completate.

CI SONO DENTRO DA UNA VITA, MA NON SAPEVANO

La Systema Ambiente Spa, “si augura che l'iter amministrativo per le autorizzazioni possa concludersi positivamente in tempi rapidi, ma fa riserva di agire per l'annullamento dell'acquisto e i risarcimento del danno”, secondo quando riportato da un quotidiano locale. La lettera inviata dalla società cerronista alla Regione e pure al Comune di Latina, afferma inoltre che nessuno gli ha fatto sapere nulla sulle sentenze con il Tribunale amministrativo regionale aveva bocciato il suo TMB. Eppure Cerroni era già ben piazzato dentro la Ecoambiente con il 49% delle quote, attraverso la Ecolatina Impianti Srl. E a comandare era il privato, non certo l'addomesticato Comune di Latina. A dicembre 2017, il Tar aveva stroncato l'autorizzazione integrata ambientale regionale (in cambio della promessa bonifica dell'inquinamento) che nel 2009 approvava il progetto del TMB. Progetto che avrebbe fatto continuare lo smaltimento di rifiuti non differenziati a Borgo Montello, separati e sminuzzati dal nuovo impianto prima di essere interrati. La stessa Regione ha comunque escluso il TMB Ecoambiente dal nuovo Piano rifiuti: non ce n'è bisogno.

A 7 KM DA MONTELLO C'È GIÀ UN TMB

A 7 km di distanza dalla discarica di Borgo Montello dove Ecoambiente vuole fare il proprio TMB, lavora già il TMB della società rivale Rida Ambiente Spa, in territorio di Aprilia. Questa ditta è autorizzata a ricevere la più grande quantità di rifiuti indifferenziati in tutta la regione: 409mila e 200 tonnellate l'anno. A fronte di un fabbisogno dell'Ato Latina pari a 127.571 tonnellate l'anno. Al livello regionale, significa il 22% di tutti i rifiuti urbani indifferenziati del Lazio in un anno. Ma Rida ha l'enorme problema di non avere una discarica dove poi smaltire quel che esce dall'impianto (a parte le balle che spedisca all'inceneritore di San Vittore, in Ciociaria). Non a caso la Paguro Srl, che fa sempre capo a Rida Ambiente, è stata l'unica società a presentare un'offerta di acquisto per rilevare all'asta fallimentare quel 51% della Ecoambiente detenute dal Comune di Latina. Ma vinse Cerroni esercitando il diritto di prelazione, essendo già presente nella società con il 49% delle quote. Per il compostaggio, sempre ad Aprilia gli impianti già attivi di altre aziende hanno una capacità per 165mila tonnellate l''anno, vale a dire il 39% dell'intero fabbisogno regionale.

 

E SE MONTELLO SERVISSE IL TMB DI APRILIA?

Quindi ampliare Borgo Montello significherebbe poi portarci immondizia di altri Ambiti territoriali ottimali, ossia da altre province. Cosa – almeno in teoria – vietata dalla normativa secondo cui invece ogni Ato deve chiudere il ciclo dalla A alla Zeta entro i propri confini. La storia della gestione dei rifiuti nel Lazio attesta però ben altro: permane la cronica “emergenza” fatta a tavolino e in nome di essa si continua a far girare l'immondizia allegramente persino oltre regione e anche all'estero. È fondamentalmente a Roma l'origine del problema. Dalla Capitale già arrivano montagne di indifferenziato proprio al TMB di Aprilia. Anzi, Paolo Longoni ormai ex amministratore delegato dell'AMA – la municipalizzata dei rifiuti romana – ha detto in un'intervista esclusiva al giornale Il Caffè di Roma che gli impianti che servono la Città Eterna dovrebbero essere requisiti dalla pubblica autorità, perché non accettano tutte le quantità di rifiuti che Roma vorrebbe inviargli. Tutto ciò mostra ancora una volta il solito copione: i privati fanno la voce grossa, con diverse strategie e sgambetti, per ottenere quel che gli serve. E, ancora una volta, quel che vogliono è una discarica. Rida la vorrebbe fare in una ex cava ad Aprilia, ma la Regione ha bocciato il progetto. Spunta allora un'ipotesi: se fosse proprio Borgo Montello il sito che qualcuno vorrebbe per la discarica necessaria alla Rida Ambiente? Sarebbe un colpaccio verso Rida, la quale avviò il ricorso al Tar con cui fu sepolto il progetto del TMB cerroniano a Montello. Al di là della fantasia e delle ipotesi giornalistiche, il Comune di Latina guidato da Coletta ha rotto i ponti con la lobby monnezzara e continua a giurare che lì non entra più nemmeno un sacchetto di spazzatura ed esige la bonifica vera e la messa in sicurezza seria del sito. 

 

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