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Botta e risposta tra Raggi e Altissimi

Raccolta dei rifiuti nel caos: tensione tra Campidoglio e centro Rida di Aprilia FOTO

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Camion Ama
Camion Ama
Il centro di trattamento dei rifiuti della Rida Ambiente di Aprilia
Il centro di trattamento dei rifiuti della Rida Ambiente di Aprilia

L’estate sta finendo, cantava un noto gruppo musicale degli anni ‘80, ma Roma è di nuovo sull’orlo di una crisi dei rifiuti. I sacchetti di spazzatura urbana cominciano ad ammucchiarsi di nuovo tutto intorno ai cassonetti destinati alla raccolta della spazzatura urbana non differenziata sparsi per le strade e piazze di Roma, in centro come in periferia. I camion della municipalizzata romana sono in fila fuori alle sedi Ama senza la possibilità di essere svuotati. Il problema, a detta del comune di Roma, è dovuto ai rapporti a dir poco tesi con il centro di trattamento dei rifiuti della Rida Ambiente di Aprilia che starebbe limitando l'accesso dei camion Ama in arrivo dalla città eterna. Impianto apriliano a cui il Campidoglio è costretto ad inviare i propri rifiuti indifferenziati in attesa che si firmino i contratti con altre due regioni: Abruzzo e Marche. Il patron della Rida Ambiente di Aprilia, Fabio Altissimi, starebbe violando un contratto che prevede quantità ben definite accettando quantità molto ridotte rispetto a quelle stabilite. Almeno questa è la versione di Paolo Longoni, Amministratore Delegato di Ama, da lui riferita nel corso della Commissione trasparenza che si è tenuta martedì 3 settembre ed a cui il Caffè di Roma era presente. Il Campidoglio ha presentato un esposto contro l'azienda - così ha sostenuto lo stesso Longoni - al Prefetto di Roma, alla Procura, al Ministero dell'Ambiente ed alla Regione Lazio, Ente quest'ultimo che ha predisposto a luglio scorso la famosa ordinanza anti-emergenza che aveva proprio lo scopo di scongiurare una situazione di questo tipo. 

LA RISPOSTA DELLA RIDA AMBIENTE DI APRILIA

“In riferimento ai numerosi attacchi pubblici da parte di alcuni dirigenti Ama nei confronti della nostra società – scrive a il Caffè la Rida Ambiente di Aprilia - sulla quale si sono fatti espressi riferimenti a inadempienze contrattuali del tutto fittizie, chiusure “ad libitum” e altre accuse infondate, la dirigenza di Rida Ambiente, dopo aver sottoposto tali dichiarazioni che vanno avanti da giorni, risponde con la seguente nota: Da parte nostra, nessuna violazione contrattuale. Basta attacchi fuori luogo per coprire inadempienze di programmazione. La Rida Ambiente – continua la lunghissima nota - non può essere presa a pretesto per giustificare le difficoltà nella programmazione del ciclo rifiuti nel Lazio. A dispetto delle spesso scomposte dichiarazioni di alcuni dirigenti di Ama, la Rida Ambiente non è mai venuta meno ai propri doveri contrattuali. Questa azienda ha sempre fatto il proprio dovere in tutte le “emergenze” di questi anni e continua a farlo, quindi, queste tirate di giacchetta sono oltre che immotivate ed ingiustificate anche profondamente inopportune. La nostra disponibilità è sempre stata assoluta. Tale disponibilità, però, non può prescindere dagli obblighi imposti dall’ordinanza che richiama precisi riferimenti a percentuali di recupero energetico (che come a conoscenza di tutti nel Lazio sono assolutamente insufficienti). Non è più possibile assistere in silenzio a questa continua mistificazione dei fatti, articolata da dichiarazioni in sedi istituzionali o sulle colonne dei giornali che spesso siamo costretti a leggere e che sono difformi dalla realtà. Se fino ad oggi abbiamo preferito tacere, ora è arrivato il momento di chiarire che la nostra azienda non sta facendo altro che rispettare pedissequamente l’ordinanza Regionale, che ha di fatto limitato lo spazio operativo dell’impianto, fissando dei limiti che altrimenti non sarebbero dettati da alcuna legge, ma solo dati a riferimento nelle BAT. I continui attacchi immotivati e profondamente fuori luogo nella corretta dialettica industriale, che sembrano più che altro volti a cercare un capro espiatorio per carenze di progettualità del ciclo dei rifiuti, sono al momento oggetto di valutazione da parte dei nostri studi legali, che valuteranno le azioni da intraprendere nei confronti di tutti coloro che, pur conoscendo la verità dei fatti, inviano all’esterno informazioni difformi dalla realtà, e questo non è più tollerabile. Ci domandiamo infine, ma questo solo a titolo di curiosità, se tale veemenza nei toni e nei gesti venga rivolta anche a chi non ha motivazioni altrettanto solide per fermare i propri impianti. Ama avrà inoltrato con tale solerzia informative ed esposti alle forze dell’ordine in relazione agli altri stabilimenti di differenti soggetti che però si sono fermati tutti, per una serie di sfortunate anomalie, proprio nel periodo in cui c’era più bisogno di supporto? In realtà la risposta non ci interessa molto, sarebbe interessante capire quali sono le valutazioni strategiche e strutturali che si stanno studiando, e se tali soluzioni sono, come sembrerebbe, quelle della tritovagliatura, censurata e bandita dalla Comunità Europea, e tanto caldeggiata invece – conclude la nota - nella nostra Regione”.

 

 

 

 

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