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La visita dell’assessore Valeriani

Dalla Regione Lazio ancora nessun "No" forte e chiaro alla discarica Ecosicura FOTO

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Discarica di colli del sole - Prevista al confine con Ardea
Discarica di colli del sole - Prevista al confine con Ardea
La visita di Valeriani - Assemblea pubblica con l?assessore regionale  in aula consiliare
La visita di Valeriani - Assemblea pubblica con l?assessore regionale in aula consiliare
Massimiliano Valeriani - Assessore regionale con delega ai rifiuti
Massimiliano Valeriani - Assessore regionale con delega ai rifiuti

La visita ad Aprilia dell'assessore regionale all'ambiente Massimiliano Valeriani, per spiegare le linee guida del piano regionale passato al vaglio della giunta, non è bastata a placare gli animi tesi di chi lo attendeva seduto sugli scranni o tra il pubblico dell'aula consiliare. Amministratori, comitati e cittadini, attendevano solo una risposta: garanzie sull'autosufficienza romana nella chiusura del ciclo dei rifiuti e sulla non autorizzazione di nuove discariche ad Aprilia e nella provincia di Latina. Una risposta netta però non c'è stata: sebbene Valeriani abbia rimarcato che il problema dei rifiuti romani non potrà ancora a lungo pesare sugli altri territori e gli Ato della città metropolitana dovranno prima o poi trovare il sistema per avare i panni sporchi in casa loro, i principi di sussidiarietà e di prossimità tra gli Ato e l'assenza di TMB dove poter trattar l'enorme mole di rifiuti romani dopo il rogo del TMB Salario, oltre all'obbligo anche per la Provincia di Latina di chiudere il ciclo dei rifiuti all'interno dell'Ato, dotandosi quindi di una discarica, lasciano prefigurare uno scenario ben diverso rispetto a quello sperato dai presenti. Gli ATO sono gli Ambiti territoriali ottimali, in pratica i raggruppamenti di Comuni ai fini della gestione dei rifiuti. In questo scenario, la precisazione dell'assessore sul fatto che non la politica, bensì i tecnici della Regione, Province e amministrazioni locali e tecnici hanno un peso nel determinare l'ubicazione dei nuovi impianti, non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco. 

L'APPELLO DEL SINDACO: “NESSUNA DISCARICA AD APRILIA” 
A rompere gli indugi è stato il sindaco di Aprilia Antonio Terra, che ha lanciato subito un appello affinché nessun nuovo impianto venga autorizzato sul territorio di Aprilia. «Ci sono tre aspetti da considerare e che riguardano la nostra città: gli sforzi compiuti per arrivare al 70% di raccolta differenziata e l'avvio del percorso verso i rifiuti zero, la presenza di siti inquinati da bonificare e l'autorizzazione di impianti che oggi operano a pieno ritmo. Troppi quelli autorizzati e spesso in maniera non opportuna rispetto alla localizzazione, che crea non pochi disagi ai cittadini. Non possiamo far sì che queste scelte delicate siano prese solo dall'iniziativa dei privati, ma come amministratori dobbiamo assumere l'onere della pianificazione. Vero è che molti degli impianti che oggi operano, sono partiti in sordina, autorizzati per piccole quantità per poi diventare strutture megagalattiche anche per colpa dell'emergenza che riguarda questa Regione. Nel tempo abbiamo provato a organizzarci e fare sinergia con altri 5 o 6 comuni vicini per creare un sub ambito, ma dalla Regione non abbiamo ricevuto risposte. Un altro tema che ci riguarda è quello dei ristori, su cui abbiamo anche delle cause in piedi: crediamo però ch non solo i tmb, ma anche impianti di compostaggio debbano pagare i benefit e la regione dovrebbe meglio inquadrare questo tema dal punto di vista legislativo. Ci aspettiamo tanto da questo piano, ma soprattutto l'esclusione di Aprilia e della provincia di Latina da qualsiasi altra pianificazione di nuovi impianti o discariche, anche perchè preme ricordare che spesso negli anni le emergenze di Roma hanno finito per essere scaricate nei comuni limitrofi come il nostro, che ospita TMB e impianti di compostaggio sovradimensionati rispetto alle esigenze provinciali. Rispetto alla realizzazione della discarica di servizio, chiediamo che il nostro territorio sia zona franca». 

LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE 
«Uno dei principi fissati al piano – ha risposto l'assessore regionale Valeriani -  è quello della ripartizione territoriale del peso degli impianti. Roma rappresenta il 60% dei rifiuti prodotti nel Lazio, questo piano deve dire basta a territori che si fanno carico del problema dei rifiuti di territori che non si assumo le proprie responsabilità. I rifiuti vanno gestiti in ambito di prossimità, con impianti equamente distribuiti sui territori, senza impianti impattanti solo a scapito di alcune comunità. L'economia circolare non significa permettere che i propri rifiuti possano circolare per il mondo. Dobbiamo obbligare i bacini dei singoli Ato a gestire i propri rifiuti. Le discariche si possono e si debbono rendere residuali, ma siccome non si possono eliminare ogni provincia dovrà dotarsi di un impianto di servizio e di smaltimento, vale per la provincia di Latina, di Roma e per la città di Roma. Non decide la Regione dove realizzare gli impianti, ma li definiscono nella loro pianificazione le province di concerto con i comuni e poi i tecnici della Regione, senza invasione di campo della politica».
«Per tanto tempo – ha aggiunto - non siamo stati mesi in condizione di lavorare, perché Roma non indicava i luoghi compatibili dove ubicare discariche e impianti di trattamento. Ora il documento approvato dalla giunta andrà in Vas, procedura lunga e complessa che richiederà sei mesi, poi dovrà essere votato in consiglio. Il nostro obiettivo è passare dall'economia lineare ad una economia circolare come le direttive comunitarie impongono. Puntiamo alla riduzione dei rifiuti del 50% nei prossimi 5 anni e poi ad una tecnologia che consente di recuperare materia da quello che oggi consideriamo rifiuto. Entro il 2020 inoltre dobbiamo passare da Tari a Tarip e puntare a riconvertire i TMB in impianti più all'avanguardia. L'amministrazione regionale finanzierà gli impianti pubblici, che daranno maggiore garanzia e maggiore efficienza».

“UNA DOPPIA BEFFA PER LA CITTA'” 
Tra gli insoddisfatti, anche il consigliere della Rete dei cittadini Alessandra Lombardi, che ha consegnato nelle mani dell'assessore un documento dettagliato, che illustra i traguardi raggiunti dalla città con una differenziata giunta ormai al 70%, ma anche i problemi legati alla presenza di siti inquinati ad altissima priorità mai bonificati e alla convivenza tra innumerevoli impianti per il trattamento dei rifiuti, impianti a biogas, aziende a rischio incidente rilevante e la Turbogas. «La risposta di Valeriani alla mia precisa domanda – sottolinea a margine dell'incontro l'ex assessore all'ambiente del Comune di Aprilia – scarica sulla Provincia di Latina e sui tecnici della Regione responsabilità di cui invece se vuole la politica regionale può farsi carico. Se le linee guida possono stabilire il principio di sussidiarietà tra Ato limitrofi per i TMB, possono parimenti stabilire che fintanto duri l'emergenza gli Ato soccorritori sono esentati dalla chiusura del ciclo realizzando discariche di servizio. Aprilia che a livello di impianti di trattamento copre il triplo del fabbisogno provinciale, continuerebbe a ricevere anche l'indifferenziato di Roma, ma si troverebbe a dover realizzare  - in ambito provinciale - anche una discarica. Una doppia beffa che non possiamo accettare». 


I comitati seduti in prima fila
Ad attenere l'arrivo dell'assessore regionale Valeriani, in visita il 26 febbraio scorso, cittadini e comitati muniti di cartelloni di protesta, per dire no alla realizzazione di nuove discariche e soprattutto per rimarcare il sovradimensionamento degli impianti già autorizzati e operativi, che negli anni hanno supportato l'emergenza rifiuti della Capitale.


 

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