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Parla il presidente Giuseppe Biondi

Volley Academy Pomezia, “intrapresa la strada giusta”

La stagione sportiva ormai ha doppiato il classico giro di boa di metà campionato. Anche se è cosa risaputa che le somme si tirano sempre alla fine, la Volley Academy Pomezia, società in costante crescita nel territorio pometino, ha validi motivi per sorridere e per guardare all’immediato futuro con rinnovato ottimismo. “Siamo in perfetta linea con i programmi stagionali societari - precisa il presidente Giuseppe Biondi - . Ad essere sinceri tutto procede per il meglio, basti pensare che in questi primi sei mesi di attività federale abbiamo già centrato tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati di raggiungere entro il mese di giugno. Stiamo facendo bella figura sia a livello di prima squadra che con tutte le nostre formazioni giovanili. Siamo onorati, inoltre, di partecipare al prestigioso Torneo Favretto, ma la cosa che ci riempie maggiormente d’orgoglio è che siamo riusciti a formare anche una squadra di Terza Divisione Under 16. E’ stata dura, ma tutti insieme ce l’abbiamo fatta e di questo ne sono veramente orgoglioso.

Quali sono i vostri punti di forza? “La Volley Academy Pomezia si sta ritagliando sempre una maggiore popolarità nel contesto pallavolistico regionale grazie al prezioso apporto di tutti i tesserati e di tutti coloro che ruotano nell’orbita della società. Le nostre giocatrici, i dirigenti, lo staff tecnico e quello amministrativo stanno lavorando in maniera impeccabile. Remiamo tutti insieme verso un’unica direzione. Stiamo facendo degli enormi sacrifici perché crediamo nel nostro progetto. Ad esempio alle nostre ragazze  abbiamo chiesto tanto in termini di sacrifico sportivo. Dalla prima all’ultima ci sono sempre venute dietro. Hanno sempre creduto nel progetto e hanno coinvolto anche i loro i genitori, che si sono resi disponibili a ogni nostra proposta. Crediamo nella programmazione individuale delle atlete, cerchiamo di dare ad ognuna di loro un obiettivo da raggiungere. Il miglioramento personale porta sicuramente all’esplosione della squadra. Cerchiamo in modo minuzioso di stare attenti alle dinamiche dei gruppi di lavoro credendo fermamente che ogni ragazza non debba per forza essere ingabbiata nelle annate. A chi ha qualche possibilità in più cerchiamo di dare un percorso più alto, sapendo però aspettare anche chi ha bisogno di più tempo”.

Cosa chiedete alle vostre atlete? “Personalmente ho imparato nel tempo che il rispetto e il senso di appartenenza sono le prime cose da trasmettere a un gruppo. Le regole servono per lavorare meglio, ascoltare è fondamentale. Il senso di appartenenza è basilare. Si può essere duri, esigenti, si possono alzare i toni, ma se le ragazze capiscono che lo fai per loro poi ti vengono dietro. E qui voglio entrare nel personale della singola squadra. La formazione Under 16, in questi primi sei mesi, ha dimostrato e insegnato a tutti noi il vero significato di appartenenza a un gruppo. Hanno dimostrato a loro stesse e insegnato a noi tutti che la prima cosa che un gruppo sportivo sceglie è il progetto presentato e dopo viene tutto il resto. E loro lo hanno fatto senza riserve mettendosi a disposizione delle novità che la Volley Academy Pomezia, per oggettive situazioni scaturite, gli ha messo davanti senza alcun preavviso. Sono state esemplari e sono orgoglioso di avere questo tipo di ragazze nella nostra associazione”.

E ai vostri collaboratori? “Di condividere la filosofia della Volley Academy Pomezia, di non cercare la gloria personale, ma di mettersi al servizio della squadra, ognuno con la propria personalità e con il suo stile ma sempre con l’obiettivo dell’essere squadra”.

Alla società invece cosa si sente di dire? “Sento di dire grazie perché tutto il Consiglio Direttivo ha sempre assecondato i vari progetti proposti. Abbiamo prospettato, hanno capito e ci hanno creduto. Il tutto sempre nel rispetto delle scelte comuni a favore dell’equilibrio societario”.

Cosa manca oggi alla Volley Academy Pomezia? “Sarebbe scontato dire il sogno di tutte noi associazioni sportive ovvero un impianto di proprietà. Ma non ci lamentiamo per questo. Mi sento di dire invece qualche sponsor, qualche azienda che creda in noi, che ci permetta di programmare il lavoro con più serenità. Non servono investimenti importanti, ci piacerebbe avere dalla nostra parte qualcuno che creda fermamente nel progetto giovani per poter acquistare attrezzature e per lavorare meglio. Con pochissime forze economiche abbiamo fatto tantissimo, con perseveranza e tanta passione”.

Abbiamo visto allenamenti congiunti tra la Seconda Divisione, Under 18 e Under 16, allenamenti anche con atlete molto giovani. Questa  è una cosa che stimola o intimorisce?  “La pallavolo è meritocratica. Se intravediamo delle capacità in un’atleta proponiamo subito un percorso. Se l’atleta lo interpreta nella maniera giusta è l’inizio di un lavoro, se lo interpreta in maniera errata è un problema perché si creano false aspettative. Non bisogna illuderle mai perché la delusione fa male ed è difficile da recuperare”.

Cosa vi chiedono le atlete o i genitori che vi propongono le loro figlie? “Si avvicinano a noi dicendo che hanno perso un anno, che in giro non c’è tecnica, non c’è programmazione, ci chiedono lo svincolo in caso di insoddisfazione. La cosa importante è che vedano nella Volley Academy Pomezia la giusta risposta sportiva per loro stesse o per i loro figli, ma se le aspettative sono più alte di quello che potrà essere allora diventa un problema. A noi fa piacere ricevere tante richieste, vuol dire che stiamo lavorando bene”.

Pensa che sia più forte il ricordo della vittoria o della sconfitta? “Le vittorie sono scariche di adrenalina pura e fanno bene a tutti. Le sconfitte devono bruciare perché se analizzate, sono utili per capire dove si dovrà lavorare meglio e quali sono gli aspetti da migliorare. Se trovi alibi e scuse, rimani fermo alla sconfitta, se anche con dolore prendi atto di ciò che non ha funzionato, hai la determinazione per lavorarci sopra e questo porta sicuramente miglioramenti”.

Quest’anno anche la novità del torneo di Pasqua. Perché? “Ci auguriamo di prenderne parte. Vediamo a breve con i genitori la fattibilità. E’ fondamentale lavorare nei periodi di sosta perché si possono curare gli aspetti di tecnica individuale senza troppa pressione agonistica. Le ragazze sono scariche dalla scuola e danno il massimo. Crediamo fermamente  che sia un momento importante di crescita per le più piccole e di fortificazione del gruppo per le più grandi”.

Progetti per il futuro? “Andiamo avanti, ogni anno più motivati dell’anno precedente. Invitiamo tutte le atlete dalle più grandi alle più piccoline a venire a provare con noi, ad innamorarsi della pallavolo, a vivere il volley a 360°. In VAP riusciamo a garantire una crescita, un futuro, ogni anno facciamo esperienze nuove, correggiamo gli errori, ripartiamo con entusiasmo. Non è detto che ci siano sempre gli stessi risultati, se non ci si riesce di squadra ci si riuscirà a livello individuale. Dopo la festa di Natale, insieme alla Giò Volley Aprilia si stanno mettendo in campo nuovi progetti che rinsalderanno ulteriormente lo spirito di collaborazione. Progetti che, come denominatore comune, avranno naturalmente il piacere di vivere lo sport”.

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