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Situazioni note, cos'hanno fatto?

Ponti: situazioni sospese. Nuova emergenza, l'allarme dei geologi e del CNR FOTO

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VIA PONTINA
Ponte svincolo via Monte d'Oro
VIA PONTINA Ponte svincolo via Monte d'Oro
VIA PONTINA
Ponte di Vallelata, ad Aprilia
VIA PONTINA Ponte di Vallelata, ad Aprilia
ARICCIA
L'Appia sul ponte pericoloso. Foto drone Il Caffè
ARICCIA L'Appia sul ponte pericoloso. Foto drone Il Caffè
Giunti divaricati sul ponte di Ariccia
Giunti divaricati sul ponte di Ariccia
VIA NETTUNENSE
Il ponte della Palmolive, vicino a Lavinio Stazione
VIA NETTUNENSE Il ponte della Palmolive, vicino a Lavinio Stazione
BORGO PIAVE
Un lettore segnala le infiltrazioni 
d'acqua sul ponte della Pontina
BORGO PIAVE Un lettore segnala le infiltrazioni d'acqua sul ponte della Pontina
SABAUDIA
Il ponte Giovanni XXIII sul lago
SABAUDIA Il ponte Giovanni XXIII sul lago
SABAUDIA
I piloni del ponte Giovanni XXIII
SABAUDIA I piloni del ponte Giovanni XXIII
TANGENZIALE EST
Piovono calcinacci dalla sopraelevata di Roma
TANGENZIALE EST Piovono calcinacci dalla sopraelevata di Roma
TANGENZIALE EST
Cemento scrostato e armatura fradicia
TANGENZIALE EST Cemento scrostato e armatura fradicia
PONTE DELLA SCAFA
Sul Tevere tra Fiumicino e Ostia
PONTE DELLA SCAFA Sul Tevere tra Fiumicino e Ostia
PONTE DELLA SCAFA
Particolare dell'armatura rovinata
PONTE DELLA SCAFA Particolare dell'armatura rovinata

L’assurda tragedia del ponte Morandi di Genova crollato, ha dato una svegliata. Ci voleva la strage. Eppure la situazione era ed è sotto gli occhi di tutti. Basti pensare alla via Pontina dove dai ponti piovono calcinacci come sotto la Tangenziale est di Roma, al ponte di Ariccia dichiarato “a rischio crollo” con tanto di progetto esecutivo rimasto nei cassetti ecc. ecc. Sono migliaia le strutture ormai “scadute”, realizzate 40-50 anni fa per carichi inferiori a quelli attuali e senza considerare rischi geologici e sismici, avverte il Consiglio nazionale dei geologi. «La manutenzione è stata normata solo con la legge quadro sui lavori pubblici del 1994», denunciano i geologi, ma lo sforzo del legislatore «è stato di fatto vanificato dalla carenza di cultura della manutenzione nella pubblica amministrazione, i cui decisori ne hanno sottovalutato l’importanza». L’Istituto di tecnologia delle costruzioni del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Itc), rincara la dose: «Decine di migliaia di ponti in Italia hanno superato, oggi, la durata di vita per la quale sono stati progettati e costruiti», ha spiegato il direttore del Cnr Itc, Antonio Occhiuzzi. E in moltissimi casi, si spenderebbe meno a demolirli e rifarli ex novo, sottolinea l'esperto. Occorrerebbero decine di miliardi di euro. Si può intanto iniziare dai 6-7 miliardi l'anno rastrellati con il bollo auto (nel Lazio, 600 milioni solo nel 2016 e 775 nel 2015). Si potrebbe così dare un importante impulso al settore edile, magari mitigando le continue colate di cemento dei palazzinari. Possibilmente senza mazzette e senza imbrogli sui materiali. Ma nemmeno sappiamo come stanno messi i nostri ponti. Per la maggior parte non è indicata la valutazione di sicurezza statica che va da zero (pericolante) a uno (ponte perfettamente progettato e realizzato con tecnologie moderne). Una sorta di voto sulla tenuta della struttura, assente troppo spesso. «Non risulta che tali procedure siano state applicate in modo sistematico alla rete stradale italiana – affonda il capo del Cnr Itc -. Di conseguenza, non esistono ‘liste’ o ‘mappe’ relative alla pericolosità dei ponti stradali italiani». A tal fine, utile può essere il sistema di monitoraggio satellitare, unico in Italia, che permette di controllare gli eventuali spostamenti, anche millimetrici, che i ponti possono subire. Ne dispone la Regione Toscana il cui presidente, Enrico Rossi ha comunicato, ha messo a disposizione dell'intero Paese. Speriamo che lo useranno anche nel Lazio. Il 20 agosto, il Ministero dei Trasporti ha chiesto “con la massima urgenza” a Regioni, Province e Comuni un report su ponti e viadotti: dovevano indicare gli interventi necessari per rimuovere le condizioni di rischio, con le priorità e la stima dei costi. Il tutto in soli 10 giorni, impossibile per gli amministratori locali, così che si risolverà col solito ‘giro di carte’ inutile per una reale prevenzione . Ma  i morti di Genova non ci hanno insegnato nulla?  

La galleria degli orrori

Solo adesso, di botto, si mette mano a certe infrastrutture viarie. Governi, Prefetti, Regione, Province, Comuni e un esercito di ministeriali e altro personale pagato dai cittadini. Dove stavano? Cosa facevano? Se non fosse crollato il ponte a Genova, si stava tutti tranquilli… e insicuri. 

ALLARME PONTINA
Da anni documentiamo l'inquietante stato della 148 Pontina, dove tra l'altro di tanto in tanto piovono calcinacci dai ponti. Dal 27 agosto il limite – già abbassato a 60 chilometri orari per le buche a marzo – è stato ridotto a 30 km/h per sistemare i calvalcavia più rovinati, tra Pomezia (km 24,8 cioè davanti l'Inps) e Latina nord (km 64,8, vicino svincolo per Borgo Podgora e Borgo Santa Maria). Nei giorni scorsi ha fatto parlare di sé il ponte di Borgo Piave: un automobilista le ha fotografate e diffuse sui social network. Quel ponte già in passato è stato interessato da interventi importanti: i muri di cemento delle rampe si stavano aprendo come un libro. Perciò ci sono i tiranti coi giganteschi bulloni ben visibili ai lati di quei muri. Altri ponti e muri in cemento armato mostrano i tondini di ferro arrugginiti. 

PONTE DI ARICCIA: “RISCHIO CROLLO”, MA SI RINVIA
Altro caso limite è quello del ponte di Ariccia. Dichiarato “a rischio crollo” dall'Anas. È dagli anni '90 del secolo scorso in attesa di essere rimesso in sesto. Finora nulla. Una brutta farsa: dopo averlo dichiarato “a rischio crollo” sollecitando l'attuale Amministrazione comunale, l'Anas ha frenato tutto: un progetto esecutivo pronto da maggio 2016, per 7 milioni di euro, per lavori di almeno un anno e mezzo. Un tira e molla che punterebbe a non far chiudere la struttura sulla quale passa l'Appia, importantissima dunque per collegare i Castelli Roma a Roma e a sud. Il nuovo capo dell'Anas del Lazio, Lamberto Nicola Nibbi, vuole chiudere il cerchio. Peccato che non si trovi un ingegnere in Anas disposto a firmare l'ultimo ok al progetto. Troppa paura di fare errori su lavori così delicati e complessi. Dimissioni no, eh? Soluzione: l'azienda pubblica ricorre allo studio privato del prof Mario Petrangeli, luminare in materia. Da quanto ci risulta, la gara d'appalto europea – annunciata per il 2018 – slitterà ancora una volta. Il cantiere, presumibilmente, sarà aperto entro primavera 2019.

NETTUNENSE, IL PONTE PALMOLIVE GIÀ NEL MIRINO
Altro pericolo ben noto riguarda il ponte della Palmolive, sulla Nettunense poco prima di Lavinio stazione. Il 6 giugno scorso il capo della viabilità della Città Metropolitana, ing. Claudio Di Biagio, ha eseguito un sopralluogo insieme ai cittadini e al Consigliere della ex Provincia di Roma, Danilo Fontana. «È sottoposto ad un utilizzo maggiore di quello per cui progettato», avvertirono in quell’occasione i comitati locali. 

IL PONTE DELLA MAGLIANA
Ha 68 anni di età, aperto addirittura senza collaudo. «È un ponte fuorilegge fin dalla sua costruzione», denuncia il prof Remo Calzona, una vita sulla cattedra di Tecnica delle costruzioni alla Sapienza. Rilancia l’allarme, già dato a gennaio in un convegno, sul ponte della Magliana, da non confondersi con il viadotto della Magliana (all’altezza di parco de’ Medici). Il Comune di Roma, avviò negli anni '70 una commissione d’inchiesta che rilevò rilefenomeni di dissesto. Ma non si fece nulla, benché fosse stato consigliato di dismettere la struttura. L’unica soluzione secondo il prof Calzona è chiuderlo. A fine 2017, Roma Capitale ha commissionato uno studio al prof Franco Braga, che ha indicato alcuni interventi prioritari.

TANGENZIALE EST
Anche la vecchia Tangenziale Est di Roma è tornata nel mirino. Chi ci vive vicino continua a chiederne l’abbattimento. La giunta Raggi dopo 15 anni, ha deliberato la demolizione a luglio 2017, stanziando 9,9 milioni (nel tratto di 460 metri davanti alla stazione Tiburtina). Nulla di fatto. Novità? «Nessuna», dice al Caffè l'ufficio stampa dell'Assessorato ai lavori pubblici. 

IL PONTE DELLA SCAFA
Già nel 1974 anni fa quel ponte sul Tevere “è stato chiuso perché può crollare da un momento all'altro”, dice un filmato dell'Istituto Luce di 44 anni fa. È l'unico collegamento tra Fiumicino e Ostia lido e la sua nuova chiusura, il 20 agosto, ha creato grossi disagi. Nel 2009, sotto la giunta Alemanno, furono anche stanziati 28 milioni di euro per la nuova costruzione. Il progetto si arenò, tra scavi archeologici e inchieste su tangenti e favori. Mentre andiamo in stampa, dovrebbe essere stato riaperto a senso unico alternato per i veicoli leggeri. Ancora non si sa come risolveranno: si parla di un ponte di ferro militare e di battelli navetta. Intanto è stato alleggerito togliendo 600 tonnellate di asfalto. 

IL PONTE DI SABAUDIA
Diversi studi tecnici hanno certiicato che il ponte Giovanni XXIII sul lago di Paola, che collega il centro di SAbaudia con il mare, va sistemato. Ma finora si è visto solo un giunto di dilatazione per impalcato da 8.887 euro, fatto mettere a febbraio 2017 dopo il terremoto di Amatrice dall’allora Commissario prefettizio. La Sindaca Giada Gervasi si sta sgolando: servono 3 milioni di euro per risanarlo totalmente e metterlo in sicurezza. 

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