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Nel mirino Marrazzo e Prefetto Sottile

Si va verso il nuovo processo al re dei rifiuti Cerroni, trema la casta FOTO

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Bruno Landi - Stretto collaboratore 
di Cerroni, ex top manager 
della Latina Ambiente
Bruno Landi - Stretto collaboratore di Cerroni, ex top manager della Latina Ambiente
Piero Marrazzo - Ex presidente della Regione Lazio
Piero Marrazzo - Ex presidente della Regione Lazio
Manlio Cerroni - L?89enne accusato di essere il capo della presunta cricca dei rifiuti nel Lazio
Manlio Cerroni - L?89enne accusato di essere il capo della presunta cricca dei rifiuti nel Lazio
Goffredo Sottile - Ex prefetto di Roma ed ex commissario all?emergenza rifiuti del Lazio
Goffredo Sottile - Ex prefetto di Roma ed ex commissario all?emergenza rifiuti del Lazio
Raniero De Filippis - Ex capo del Dipartimento territorio e ambiente della Regione Lazio
Raniero De Filippis - Ex capo del Dipartimento territorio e ambiente della Regione Lazio
Giovanni Hermanin - Ex assessore regionale all?ambiente, ex presidente di AMA, ex leader di Legambiente
Giovanni Hermanin - Ex assessore regionale all?ambiente, ex presidente di AMA, ex leader di Legambiente

Una nuova scossa di terremoto scuote i vertici della Regione Lazio e non solo. Il prossimo 11 marzo inizierà il “Cerroni bis”, il nuovo processo sulla presunta associazione a delinquere dei rifiuti nel Lazio. Si annuncia ancora più clamoroso del primo “processo Cerroni”, nato dall'arresto del re dei rifiuti Manlio Cerroni ed altri del suo giro a gennaio 2014 e tuttora in corso. Porterà alla sbarra, per la seconda volta, non solo il potente ed intoccabile re dei rifiuti, l'89enne Manlio Cerroni. Con lui sono imputati altri 19 personaggi legati al suo business e presunti “fiancheggiatori” politico-amministrativi, per i quali il Pubblico Ministero Alberto Galanti ha chiesto il rinvio a giudizio. Tutti complici, secondo l’accusa, della presunta cupola regionale costituita per assicurare al Gruppo Cerroni il controllo assoluto del settore nel Lazio. I clamorosi arresti di gennaio 2014 e l’avvio del primo “processo Cerroni”, non basterebbero dunque ad assicurare alla giustizia tutte le stelle col colletto bianco della galassia cerroniana. 

MARRAZZO E IL PREFETTO
Innanzitutto spicca Piero Marrazzo, ex Presidente della Regione Lazio. Secondo l’accusa, violando leggi europee e nazionali, avrebbe fatto sbloccare mezzo miliardo di euro di contributi pubblici CIP-6 al consorzio Co.E.Ma. (società Pontina Ambiente di Cerroni, proprietaria della discarica di Albano, Ama e Acea). Il Pm chiede di processare anche l'ex Prefetto di Roma Goffredo Sottile, nominato Commissario dell’emergenza rifiuti nel Lazio nel 2012 dall’allora Presidente del Consiglio, Mario Monti. È accusato di "truffa e falso" - così si legge tra le carte - in merito alle autorizzazioni per l’ampliamento della discarica di Malagrotta. 

DIRIGENTI REGIONALI 
Alla sbarra tre ex funzionari di spicco ed un ex Assessore della Regione Lazio: l’architetto Giovanna Bargagna, all’epoca dei fatti capo della Direzione Ambiente, braccio destro dell’ex Assessore all’Ambiente regionale, Filiberto Zaratti, ora deputato e membro della Commissione Ambiente della Camera. La Bargagna prima bocciò senz'appello il progetto per l'inceneritore di Albano, esprimendo Valutazione di Impatto Ambientale negativa. Poi ribaltò la decisione, firmando con altri tecnici il via libera al cantiere. Sotto accusa in questo nuovo procedimento penale anche i due ex dirigenti regionali di Ambiente e Rifiuti Luca Fegatelli e Raniero De Filippis, già arrestati e coinvolti nel primo “processo Cerroni”.

HERMANIN, L’EX VERDE
C'è pure Giovanni Hermanin, ex assessore all'ambiente in Regione, all’epoca dei fatti presidente della municipalizzata dei rifiuti romana Ama, ex capogruppo dei Verdi in Regione e fondatore di Legambiente Lazio. «De Albano nun ce frega niente, perché tanto lì comanda Cerroni!», disse in una telefonata all’allora assessore regionale ai rifiuti della Giunta Marrazzo, Mario Di Carlo, a proposito dell'inceneritore che a tutti i costi volevano fare Ama, Acea e Cerroni.  

LATINA - ALBANO - ROMA
Di nuovo imputati i fedelissimi di Cerroni, arrestati con lui nel 2014 e già sotto processo: Bruno Landi, negli anni '90 Presidente della Regione Lazio ed ex capo della Latina Ambiente, Giuseppe Sicignano e Francesco Rando. Tutti impegnati, nel recente passato, nella gestione delle discariche di Latina, Albano e Roma. Infine, il PM chiede il processo per la Pontina Ambiente Srl, la ditta che gestisce la discarica di Albano, nella persona del suo legale rappresentante, l’avvocato Alessandro Diddi. Giova ricordare che la richiesta di rinvio e tutte le accuse non rappresentano condanna alcuna e vanno provate fino al 3° grado. Quindi, per ora, tutti presunti non colpevoli. 

 

Il superprogettista Baruchello e gli altri
Chiesto il rinvio a giudizio nel “Cerroni bis” anche per Gian Mario Baruchello, l’ingegnere di fiducia del Gruppo Cerroni. Di recente ha progettato per la Pontina Ambiente srl, proprietaria della discarica di Albano, il “bio” gas più grande d’Europa da 240mila tonnellate all’anno di rifiuti (leggi Il Caffè n.346). Il mastodontico impianto è previsto al confine di Pomezia, Albano e Castel Gandolfo. Coprogettista dell’inceneritore di Albano, ha progettato insieme alla moglie, ing. Carla Carnieri rinviata a giudizio per ‘Mafia Capitale’, anche altri “bio” gas: quello della Co.Ge.A. da 66mila tonnellate di rifiuti all’anno che dovrebbe sorgere a Pomezia, in località Torre Maggiore (leggi il Caffè n.326); ma anche il “bio” gas  previsto a Velletri da 33mila tonnellate di rifiuti all’anno, in contrada Lazzaria, nei pressi del carcere e a due passi da Aprilia, doveprogettò una discarica. Fu pizzicato al telefono dai carabinieri del ROS al telefono col presunto ras di Mafia Capitale, Salvatore Buzzi (leggi il Caffè n.306), mentre si interessava anche di un impianto “bio” gas da fare ad Ardea. Baruchello è personaggio pressoché onnipresente: nel 1987 la Provincia di Latina lo incaricò della bonifica delle discariche in tutto il territorio provinciale; ha lavorato per la municipalizzata Latina Ambiente, di cui è stato membro del CdA. Curò progettazione e direzione dei lavori della discarica di Latina gestita da Ecoambiente, guidata da Bruno Landi, sopra i tre invasi che avevano contaminato il vicino fiume Astura. Sempre a Latina ha curato il Piano dei servizi di igiene urbana per 20 milioni di euro. Nel ’92 spuntò lui per l’ipotesi di una discarica ad Anzio per superare la solita ‘emergenza’. Nel ’94 e nel ’96 approntò il Piano dei rifiuti per tutta la provincia di Roma. Tra l’89 e il ’97 ad Aprilia si è occupato delle bonifiche dei siti degradati e discariche. Il Pubblico Ministero ha chiesto il rinvio a giudizio anche per altri storici collaboratori del Gruppo Cerroni: Piero Giovi, Romano Giovannetti, Mauro Zagaroli, Benito Vitali, Marco Muratori, Stefano Bellu, Carmelina Scaglione e Flaviano Riuscitti. 
 
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