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Scambio lobby-politica? Vittoria a metà

Cresce Parco Appia Antica, non la Riserva del Laurentino. Quali sono i confini?

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Roma - Sentiero nella Riserva naturale del Laurentino Acqua Acetosa
Roma - Sentiero nella Riserva naturale del Laurentino Acqua Acetosa

Un passo avanti e due indietro, con inconfessabile “scambio”. Sì all'ampliamento del Parco dell'Appia Antica, No a quello della Riserva naturale del Laurentino Acqua Acetosa, a Roma, e della Riserva di Nazzano – Farfa in Sabina. Così la Giunta regionale del Lazio. Mentre il Consiglio regionale ha poi dato l'ok anche all'allargamento della Riserva di Nazzano. Sono tre importanti proposte per arginare il cemento e preservare importanti aree ricche di natura, storia e cultura. Le tre proposte sono state votate nel collegato alla legge di bilancio regionale, la legge sulla semplificazione, nella lunga notte tra il 24 e il 25 settembre, intorno alle 4 del mattino. Nel buio politico – affaristico, una luce si è vista: il Parco dell'Appia Antica è stato ingrandito di quasi 1.400 ettari, dal cuore di Roma fino ai Colli Albani. 

L’AFFARE STADIO - MARINO2
In particolare, la novità riguarda (in parte) la mega operazione edilizia nota come “Marino2”: un nuovo paesone per circa 15mila abitanti di botto, su terreni già critici e sottoposti a vari vincoli. È l'operazione pilotata dal gruppo Parnasi, che prevede tra l'altro un mega centro commerciale,  su terreni interessati da scavi archeologici: 500mila metri cubi di costruzioni dal nulla, in nome della “riqualificazione” di un ampio pezzo di Agro pressoché intonso. È uno dei fulcri dell'inchiesta della Procura di Roma sull'affarone nuovo stadio della Roma. 

Quello degli arrestati eccellenti di giugno scorso, tra i quali il costruttore Luca Parnasi e il votatissimo ex An poi berlusconiano Adriano Palozzi, il massimo sponsor politico di “Marino2” insieme a Renata Polverini che sdoganò alla chetichella l'operazione. Doveva essere un motore finanziario per il nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. 

PARCO DELL’APPIA ANTICA 
L'area tutelata cresce così dagli attuali 3.400 a quasi 4.800 ettari. Tredici anni dopo si compie (con circa 200 ettari in meno) la proposta avanzata nel 2005 dall'allora Assessore regionale all'ambiente Angelo Bonelli, votata dalla Giunta di Piero Marrazzo, ma poi silenziata. L'ampliamento mette sotto tutela la larga porzione di Agro attraversata dagli acquedotti. Le carte sembrano coperte da un certo riserbo. 
Chissà perché. 
Non è insomma dato sapere l’esatto perimetro. Il Caffè è riuscito a ricostruire quanto segue. Gli ettari aggiunti al Parco sono in tutto 1.375. Nel dettaglio: 33 ettari in Area porta San Sebastiano – Centro storico di Roma, dalle parti del quartiere Appio Latino, arrivando a ridosso della Cristoforo Colombo presso le Terme di Caracalla. Altri 59 ettari in area Campo Barbarico – Tor Fiscale – Acquedotti. Sono poi 205 gli ettari in area Capannelle – Barbuta fin sotto Ciampino, per arrivare all'Appia Nuova fino all'imbocco per il Grande raccordo anulare. 
E ancora, in area Cornacchiole – Fiorano l'ampliamento interessa 124 ettari. La parte più consistente riguarda 955 ettari in area Falcognana, Divino Amore – Mugilla, in buona parte in territorio del Comune di Marino. Tale risultato è il frutto di due emendamenti uguali, uno dei 5Stelle e l'altro del Pd che hanno votato a favore. Il centro destra ha votato no.  

LA RISERVA ACQUA ACETOSA: PAROLA RIMANGIATA
D'altro canto, la maggioranza zingarettiana ha fatto un grosso dietrofront stroncando la proposta di ampliare i confini della Riserva del Laurentino Acqua Acetosa. 
Da tempo nel menu dei cementificatori a tavola con pezzi di politica, l'area tutelata si voleva farla ampliare dagli attuali 152 ettari a 250. Il “no” risulterebbe arrivato da gran parte del Pd, Lista Zingaretti, Liberi e Uguali e altri. Mentre i 5 Stelle, qualche “dissidente” Pd, parte del centro destra e altri hanno votato a favore. Uno strano gioco delle parti per Zingaretti e i suoi, visto che l'anno scorso avevano approvato la proposta, poi decaduta per fine legislatura, che aveva tra l'altro ottenuto parere favorevole anche dal Comune di Roma e dalla Città Metropolitana. Un voltafaccia che ha fatto infuriare cittadini, associazioni e comitati che da anni si spendono per tale proposta, per salvaguardare, riqualificare e valorizzare il quadrante sud della Capitale. 
«Una bruttissima pagina per la tutela ambientale del Laurentino, che getta un allarme sulle pressioni speculative in questa e in altre aree del IX Municipio Eur di Roma, anche per un incredibile comportamento da parte della Giunta regionale». 
Ad esprimere l'indignato stupore è il GTA, il Gruppo territorio ambiente che riunisce mote realtà locali, compresi esperti di urbanistica, territorio, cultura e archeologia.  
Sembrava cosa fatta, l'iniziativa era contenuta in un emendamento del Consigliere Eugenio Patanè del Pd, che però non lo ha illustrato in Aula. 

COS’È SUCCESSO DAVVERO? “SCAMBIO POLITICO”
«Tramite l'Assessore alle politiche abitative e urbanistica, Massimiliano Valeriani, la Giunta ha espresso parere contrario – rammentano gli attivisti del GTA – e Patanè non ne ha chiesto la motivazione. Quindi il Consiglio regionale ha bocciato l'ampliamento con 21 voti contrari». Una cocente beffa, visto che lo scarto è stato di un solo voto: 20 membri della Pisana hanno votato a favore. Due gli astenuti. Dalla ripresa in streaming della seduta – fissa sul presidente del parlamentino laziale - non è stato possibile capire come ha votato ciascun Consigliere. Non era in aula l'Assessora all'ambiente regionale, Enrica Onorati. 
«Come mai un comportamento così contraddittorio da parte della Giunta regionale, non esistendo impedimenti di alcun tipo all'allargamento dei perimetri dei Parchi, soprattutto nel caso del Laurentino?», domanda il GTA, bacchettando anche il “no” della Giunta (poi sconfessata dal Consiglio) all'ampliamento della Riserva Nazzano Tevere-Farfa in Sabina. Il sodalizio denuncia «mire speculative e sciagurati progetti di cementificazione elaborati in modo totalmente opaco e lesivo della credibilità delle Istituzioni democratiche. Ci sembra evidente, a questo punto,  - tuona il GTA - che pressioni di tipo lobbistico abbiano trovato ascolto (e anche nascano) all'interno dell'Amministrazione regionale – afferma il GTA -. Sappiamo che sono state fatte circolare sotto traccia le più assurde e menzognere informazioni che ostavano all’allargamento del perimetro della Riserva, la cui origine è sempre in mire speculative, e a cui la Giunta regionale e il suo assessore hanno dato evidentemente ascolto». Lo scenario, secondo tecnici e attivisti del Gruppo territorio ambiente, sarebbe il seguente: «È stato fatto uno scambio tra l'ampliamento del Parco dell'Appia Antica (escludendo la Cecchignola) e il blocco dell'ampliamento del perimetro della Riserva Laurentino». Qualcuno potrebbe smentire?


COSA RESTA DI “MARINO2”? 
Non è chiaro se resta in piedi o no il mega progetto edilizio noto con il nome di “Marino2”, legato a doppio filo con l'affaire nuovo stadio della Roma. L'operazione che fa capo al gruppo Parnasi, è ora nel mirino della magistratura penale. “Marino2” gode di ampio spazio nell'inchiesta che ha visto con l'arresto del costruttore Parnasi ed altri suoi collaboratori a giugno scorso, anche l'arresto dell'avvocato Luca Lanzalone, inviato dai vertici 5Stelle in soccorso della Sindaca romana, Virginia Raggi, per la faccenda del nuovo stadio della Roma e poi “premiato” con la poltrona di presidente di Acea. 


 

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