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Aut aut della nuova proprietà

Formalba: licenziamenti in tronco o part-time. Ira lavoratori senza stipendio

CECCHINA - L'ingresso alla sede della Direzione generale di Formalba, in via Italia
CECCHINA - L'ingresso alla sede della Direzione generale di Formalba, in via Italia

Licenziamento per 39 persone o part-time con stipendio dimezzato per 80 amministrativi e tagliato del 17% per 80 docenti. È questo il bivio che attende i 170 lavoratori di Formalba, l’Istituto scolastico professionale con 900 studenti e 7 sedi situate tra i Castelli Romani, Pomezia, Valmontone e Colleferro. Lo ha comunicato Claudio Bosi, Amministratore unico dell'ex municipalizzata del Comune di Albano, ai rappresentanti regionali di CGIL, CISL, UIL e SGB, il Sindacato Generale di Base. Il faccia a faccia si è tenuto a Roma il 14 novembre presso la sede di Aless Don Milani, la nuova proprietaria dell'Ente formativo. La scure di Bosi lascerebbe indenni solo dieci dirigenti apicali: i 6 direttori di sede, il Direttore generale e tre Direttori di funzione, a cui verrebbe mantenuto il 100% dello stipendio.
 
CONTI IN ROSSO: RESTANO SOLO I FONDI PUBBLICI
Le banche hanno sbattuto le porte in faccia a Formalba. In soldoni, è quanto avrebbe raccontato Bosi ai sindacalisti. La società non è riuscita ad ottenere credito, visto che su di essa pendono già oltre 13,5 milioni di euro debiti del passato ancora mai onorati: 2,5 milioni di euro con la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, 500mila euro con la Banca Toniolo di Genzano, 2 milioni di euro con l’Inps, 4 milioni di euro con l’Agenzia delle Entrate e circa 4,5 milioni di euro con i lavoratori. L’Istituto scolastico attende ora solo l’arrivo salvifico dei 2 milioni e 200mila euro di fondi regionali, attesi per l’inizio di dicembre, che prima di arrivare nel conto corrente della società dovranno transitare per l’Area Metropolitana di Roma. 
Quei fondi pubblici costituiscono il 43% del finanziamento dell’anno scolastico 2017-2018. Con essi l’azienda – avrebbe annunciato Bosi ai sindacalisti - salderebbe tre delle undici mensilità arretrate: settembre, ottobre e novembre 2017. La Regione erogherà la seconda rata annuale – raccontano i sindacalisti a il Caffè – «tra fine maggio e inizio giugno, quando gli stipendi non corrisposti saranno divenuti 16 per un debito totale, solo nei confronti dei lavoratori, di quasi sei milioni di euro». 

REGIONE E AREA METROPOLITANA: ««SILENZIO IGNOBILE»
«Bosi sta proponendo ai lavoratori di rinunciare agli 8 stipendi non pagati relativi all’anno scolastico 2016-2017 e di accettare il part-time», racconta a il Caffè Barbara Battista di SGB. «Gli errori del passato di politici e dirigenti non li possono pagare i dipendenti. Presto la Direzione di Formalba – aggiunge la sindacalista - recapiterà ai lavoratori una lettera contenente tale proposta. La nostra indicazione sarà di non accettare la trappola del part-time e di proseguire sulla strada dei decreti ingiuntivi, gli atti giudiziari pendenti presso il Tribunale di Velletri con cui i lavoratori stanno cercando di farsi pagare gli arretrati: i primi saranno operativi dal 5 dicembre. Chiedo a Formalba di tirar fuori tutte le carte, a cominciare dalla pianta organica del personale, per capire chi in azienda si occupa di cosa, ma anche per poter convertire adeguatamente il personale in eccesso». 

SGB SPARA, CGIL, CISL E UIL MUTI
Altrimenti – sbotta la Battista - procedano coi licenziamenti: a quel punto saranno costretti a consegnarci tutti i documenti che ci vengono nascosti. Nel corso dell’incontro – puntualizza - ci è stata consegnata una relazione di sintesi al bilancio 2016: indica come tra il 2015 e il 2016 i lavoratori sono passati da 154 a 170 unità. Una impennata ingiustificabile in pieno periodo di crisi che precarizza ancora di più il lavoro visto che hanno fatto ricorso a collaborazioni esterne, partite-iva e cooperative. Reputo ignobile – conclude la rappresentante di SGB – il silenzio della Regione Lazio e dell’Area Metropolitana di Roma su questa incresciosa vicenda». 
Mentre scriviamo, non si registrano dichiarazioni dai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil. 

 

Regione Lazio e Area Metropolitana diffidate 

Prima di emettere il nuovo finanziamento pubblico a favore di Formalba, Regione Lazio e Area Metropolitana debbono verificare se l’Istituto scolastico professionale rispetti i requisiti imposti dalla legge. Lo dice un esposto-diffida inviato alla Procura di Roma, competente per i presunti reati attribuiti a Regione ed ex Provincia di Roma. L'atto è ora sulla scrivania del Procuratore capitolino Giuseppe Pignatone, e del suo braccio destro, Paolo Ielo, delegato ai reati contro la Pubblica amministrazione. A promuovere l’esposto è l’ex consigliere comunale di Albano Nabil ‘Bibbi’ Cassabgi, il grande accusatore che ha portato alla sbarra del processo Albafor il sindaco di Albano, Nicola Marini, e il suo predecessore, Marco Mattei, attuale dirigente della Asl Roma 6. 
Cassabgi ha inviato l'esposto-diffida anche a Massimiliano Smeriglio, Vicepresidente del Consiglio regionale nonché Assessore regionale alla Formazione, e ai dirigenti pubblici che tra fine novembre e inizio dicembre saranno chiamati a concedere o meno 2 milioni e 200mila euro a favore di Formalba: Elisabetta Longo, Direttrice della Direzione Formazione del Lazio, e Antonio Capitani, capo del Servizio Formazione dell’Area Metropolitana. Secondo il testardo ex Consigliere comunale, che da 10 anni ha ingaggiato questa dura battaglia, «Formalba non ha più il diritto di ricevere questi soldi, non avrebbe cioè i titoli per il cosiddetto accreditamento. La società è in ginocchio: non ha capacità di anticipazione economica, al contrario di quanto imposto dalla legge regionale n. 23 del 1992 che regola la formazione scolastica professionale. Lo dimostra – argomenta Cassabgi - l’incapacità di pagare gli stipendi, gli affitti delle sedi e persino il materiale di consumo per le lezioni: nemmeno parlo dei debiti del passato. Una incapacità che si è aggravata dopo il fallimento di Albafor, decretato il 6 ottobre 2016 dal Tribunale di Velletri, ma soprattutto dopo che Formalba è stata svenduta a luglio 2017 dal Comune di Albano alla Aless Don Milani. La Regione Lazio e l’Area Metropolitana di Roma dovrebbero ripartire i corsi scolastici e i lavoratori – aggiunge Cassabgi - tra le società del settore scuola che rispettano i requisiti. Formalba porta sulle spalle il peso del fallimento di Albafor, da cui è detenuta al 100%, per questo è sottoposta ad una amministrazione giudiziaria controllata. Ma nessuno verifica con ispezioni e controlli se Formalba svolga o meno il ruolo di formazione per cui è pagata». L’esposto-diffida è stato inviato da Cassabgi anche alla Corte dei Conti di Roma, alla Procura, al Tribunale penale e alla Sezione Fallimentare di Velletri, alla Guardia di Finanza, alla Banca d’Italia e alla Banche Toniolo di Genzano e Popolare dell’Emilia Romagna. 

Daniele Castri
 

Il giallo dei fondi della solidarietà
Il Ministero del Lavoro ha inviato alla Formalba lo scorso 5 maggio186mila euro di fondi destinati ai suoi lavoratori e relativi al periodo ottobre 2015-giugno 2016. Lo riporta una nota ministeriale, che il Caffè ha potuto consultare, inviata il 5 novembre ad alcuni lavoratori. «Allora perché – si chiedono alcuni dipendenti – questi soldi non ci vengono consegnati?».

 

Le domande a Regione e Area Metropolitana
Formalba è nelle condizioni di essere accreditata per la formazione scolastica professionale? È la domanda che abbiamo inviato a Massimiliano Smeriglio e Elisabetta Longo, rispettivamente Assessore alla Formazione scolastica e Direttrice del Dipartimento scuola del Lazio e Antonio Capitani, capo del Dipartimento Formazione dell’Area Metropolitana. Restiamo in attesa delle loro risposte.
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