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Alla cerimonia per la stazione

Il Commissario ai Nettunesi: "Massimo impegno per decoro e lavori pubblici"

Il Commissario Bruno Strati
Il Commissario Bruno Strati

Sono parole sentite quelle che il Commissario prefettizio di Nettuno Bruno Strati ha rivolto ai cittadini di Nettuno nella giornata di ieri, domenica 9 settembre, durante l’inaugurazione della piazza della Stazione. Ecco il discorso integrale del Commissario ai Nettunesi i cui contenuti in parte ripercorrono quelli di una lunga intervista che il Commissario ha rilasciato alla nostra testata.

“Autorità civili, militari, religiose, Signori Comandanti delle Forze dell’ordine e della Polizia locale, Associazioni Combattentistiche e d’Arma, Associazioni di Protezione Civile e di Volontariato Carissimi cittadini di Nettuno, oggi per la nostra città è un giorno di festa perché inauguriamo un’importante piazza cittadina che è stata riqualificata grazie ad un progetto che la precedente Amministrazione politica aveva avviato.

Questa piazza, già Piazza Gabriele D’Annunzio, originaria degli anni ’30, versava in condizioni di degrado, con percorsi pedonali non percorribili e spazi verdi in stato di abbandono. Il progetto di riqualificazione ha riguardato la sistemazione delle aree verdi, la ripavimentazione, la realizzazione di fontanelle, l’adeguamento dell’illuminazione pubblica e l’installazione di un impianto di videosorveglianza per un importo complessivo di circa 140 mila euro.

La realizzazione di un’opera pubblica segna sempre un momento importante nella vita di una comunità perché è il frutto del lavoro e della collaborazione di tante persone: degli amministratori che l’hanno voluta ed hanno reperito le risorse finanziarie necessarie (ed oggi sappiamo quanto sia difficile); dei progettisti che l’hanno ideata; dei responsabili degli uffici tecnici comunali che hanno appaltato e seguito le diverse fasi dei lavori, in particolare voglio qui ringraziare il dirigente dell’Area Tecnica, Ingegner Sajeva e il Responsabile del procedimento, Architetto Sodani; della ditta aggiudicataria dell’appalto; degli operai che hanno materialmente lavorato. A tutti loro oggi dobbiamo dire grazie.

Non esiste mai un’opera pubblica di facile realizzazione. Le opere pubbliche sono tutte complesse. In corso d’opera si registra sempre qualche imprevisto: qualcosa da rivedere, da modificare, uno o più nulla osta da acquisire. Ma questo è normale perché – lo sappiamo bene – una cosa è la progettazione teorica un’altra è la realizzazione e se, come è giusto che sia, si vogliono rispettare le regole, l’iter è sempre complesso ma alla fine la soddisfazione è grande. Se non c’è un lavoro di squadra, la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, un’opera resta solo un insieme di mattoni ben disposti secondo progetto. Nella realizzazione di questa piazza c’è stato lo spirito di squadra, c’è stata una regia attenta ed oculata, c’è stata la concretizzazione, giorno dopo giorno, di un’idea! 

Quest’opera assume poi una particolare rilevanza per i nettunesi perché è situata in un’area strategica per la città, una zona che è il cuore di Nettuno. La piazza 9 settembre 1943 è da tutti conosciuta come la piazza della stazione. E’ un luogo simbolo della città. Da qui si parte e qui si arriva. Ogni giorno centinaia e centinaia di pendolari che prendono il treno per andare a lavorare a Roma o nei Comuni limitrofi devono attraversare questa piazza. La piazza fa quindi parte di un itinerario giornaliero: la si attraversa al mattino presto, durante il giorno, la sera, con il sole, sotto la pioggia. Anche i tantissimi pendolari vacanzieri, quelli che vogliono trascorrere un giornata di mare sulle nostre spiagge, arrivano in questa piazza e vedono in fondo alla strada il mare, ne scorgono l’azzurro non appena scendono in stazione. Questa piazza è il biglietto da visita della nostra città.

Nel tempo ha subito tante trasformazioni ma ha sempre mantenuto al suo centro un’isola verde, concepita come luogo di incontro fisico – e non virtuale – come uno spazio che serve ad accogliere sia il nettunese che torna a casa dopo una giornata di lavoro sia il visitatore che viene nella nostra città per trascorrere qualche ora o qualche giorno lontano dal caos urbano. La stazione, il collegamento ferroviario con Roma, nacque nel lontano 1884 proprio per soddisfare queste due esigenze: quella lavorativa e quella vacanziera. La rete ferroviaria ha vissuto poi alterne vicende, il boom degli anni venti e trenta e momenti di minor utilizzo negli anni cinquanta e sessanta. Oggi, il treno è un mezzo di locomozione fondamentale per la nostra città, è quasi una sorta di metropolitana in superficie, con Nettuno capolinea, che viene utilizzato da moltissimi residenti di questa zona a sud di Roma e di cui sentiamo l’importanza quando la linea ferroviaria per qualche motivo non funziona, come abbiamo visto nei giorni scorsi con tutti i problemi che le interruzioni comportano. Era quindi necessario procedere alla riqualificazione di questa piazza antistante la stazione.

Riqualificare una piazza, un’area pubblica, non significa sistemarla una volta per tutte. Significa tenerla sempre in ordine, illuminarla, curarla nel taglio dell’erba, fare in modo che tutto funzioni, che nessuno la vandalizzi, che non venga occupata da malviventi, che sia vigilata. Perché tenerla in ordine significa sottrarla al degrado e alla delinquenza, significa eliminare quei problemi di ordine pubblico che si sono registrati nel passato recente. Problemi che non vogliamo più che si ripetano in futuro. Compito di un’Amministrazione attenta alle esigenze dei cittadini è proprio quello di avere sempre cura degli spazi pubblici e non abbandonarli. Oggi si parla proprio in questo senso di “sicurezza partecipata” e “sicurezza integrata” che significa, in buona sostanza, che se l’Amministrazione comunale riqualifica la città e i suoi quartieri, dà maggiore sicurezza ai suoi cittadini e, da parte loro, i cittadini partecipano al mantenimento della città in condizioni di sicurezza. In questo modo si agevola il lavoro delle Forze dell’ordine, che ringrazio attraverso i loro Comandanti oggi qui presenti, perché rappresentano una componente fondamentale della nostra società. Anche in questo periodo estivo, quando i problemi – in una città di mare come la nostra – sono molto più grandi o spesso si percepiscono come tali, le Forze dell’ordine hanno dato ancora una volta conferma di una grande professionalità e di una dedizione assoluta ai bisogni della collettività, garantendo a tutti noi una serena convivenza civile. Non dobbiamo mai smettere di dire grazie agli uomini in divisa per il lavoro che essi svolgono per noi ogni giorno, 24 ore su 24.

La riqualificazione di questa piazza ha significato dunque restituirla ai cittadini, alle tante persone, soprattutto anziane, che in queste giornate di estate, ho visto sedute sulle panchine a chiacchierare tranquillamente e prendere un po’ di fresco. E’ bello vedere questa piazza tornare di nuovo ad essere luogo di aggregazione, di incontro, di dialogo. Quello che ho potuto constatare, in questi mesi, è che i cittadini di Nettuno amano la loro città, hanno un elevato senso civico. La cura, l’ordine, il rispetto per il bene pubblico sono essenziali per una popolazione civile.

Nettuno ha tanti spazi pubblici, alcuni ben tenuti e curati, altri un po’ meno, altri decisamente molto meno. E’ necessaria tanta manutenzione e questa Amministrazione intende puntare sulla collaborazione dei cittadini. Preziosissime sono le loro segnalazioni e l’intervento di privati che, attraverso un sistema di sponsorizzazioni, possono assicurare una maggiore cura del verde e dei parchi cittadini. In questi mesi abbiamo avviato molte opere pubbliche già decise dalla precedente Amministrazione politica. Penso alla pista ciclabile, alla sistemazione delle strade del centro e delle zone periferiche della città, ai lavori al cimitero, alla sistemazione delle scuole, all’installazione degli impianti antincendio negli edifici scolastici. Altre opere prossimamente saranno avviate: i lavori di Piazza Berlinguer per la realizzazione di un’opera di grande utilità per tutti, i lavori al Forte Sangallo, il teatro comunale, la riqualificazione ormai non più rinviabile dei campi sportivi che deve puntare su un sistema di concessioni di più lunga durata che possano finalmente ridare lustro all’impiantistica sportiva di questa città e fare di Nettuno una città dello sport, o per meglio dire degli sport.

Tanti sono i cantieri aperti e tanti quelli che si devono aprire. Ed è giusto che sia così. Basta opere incompiute. Non dobbiamo perdere un giorno di tempo e dobbiamo fare le cose fatte bene perché quando si realizza un’opera pubblica la si deve realizzare nel migliore dei modi per garantire la sicurezza dei cittadini, evitando di sprecare anche un centesimo pubblico. I fatti di Genova, alle cui vittime rinnoviamo il saluto commosso della città di Nettuno, hanno dato a tutti una lezione severa: l’importanza del fare manutenzione!

Nei giorni scorsi – vi assicuro non sull’onda dell’emozione – sono stato costretto a chiudere al traffico veicolare una strada dissestata e il cavalcavia della stazione. Voglio essere chiaro: non sono venuto qui per chiudere ma per aprire, aprire in sicurezza però. Abbiamo avviato progetti per la riapertura di questi siti e soprattutto reperito le risorse finanziarie. Questa piazza è intitolata al 9 settembre del 1943, un data importantissima per il popolo italiano perché segna il day after, il giorno dopo l’annuncio alla radio da parte del Generale Badoglio, dell’armistizio firmato a Cassibile il 3 settembre .

Il 9 settembre è il giorno della svolta, il giorno in cui milioni di italiani hanno preso coscienza che per l’Italia un’altra storia era possibile scrivere e che un Paese diverso era da rifondare. E’ il giorno dopo, dicevo, quell’8 settembre che fu davvero una giornata terribile anche in queste zone, quando si registrarono numerosi bombardamenti in tanti centri vicini Roma, ai Castelli romani in particolare, dove aveva sede il quartiere generale del Federmaresciallo tedesco Kesselring. Le pagine brutte della storia non si cancellano. Le pagine di storia si studiano, per imparare dagli errori.

Io non so quali furono le modalità con cui l’esercito ed il popolo di Nettuno insorse contro il nazifascismo a partire dal 9 settembre – su questo tema vi è un acceso dibattito tra gli storici locali – io so bene però che anche a Nettuno come in tutta Italia il 9 settembre, mentre il Re e il Capo del Governo Badoglio si allontanavano da Roma e giungevano le notizie delle ritorsioni tedesche, a cominciare dal bombardamento al largo dell’Asinara della corazzata Roma dove persero la vita quasi 1.400 nostri marinai, l’eccidio di Cefalonia dove furono uccisi molti nostri soldati ma anche carabinieri, finanzieri, marinai era forte il desiderio di pace e di porre fine ad una guerra che sembrava non dover finire mai.

Io so – noi tutti sappiamo – che i nettunesi attesero con trepidazione la liberazione che avrebbe posto fine al periodo buio di occupazione e di barbarie. E decisivo fu proprio lo sbarco del 22 gennaio 1944, in cui molti giovani soldati provenienti da Paesi lontani persero la vita – molti proprio il giorno dello sbarco – per dare a noi la libertà. Giovani poco più che adolescenti che avevano lasciato le loro madri, i loro padri, i loro affetti più cari – che non rivedranno mai più – che fecero migliaia di chilometri per venire a morire a Nettuno, ad Anzio, a Cassino e in tante altre parti d’Italia, per combattere contro un nemico tiranno e liberarci da un destino di oppressione e di morte.

Da quei ragazzi ancora oggi riceviamo noi tutti una grande lezione di solidarietà. Questa Amministrazione e la comunità sta preparandosi con gli amici americani a commemorare il prossimo 22 gennaio il 75° anniversario dello sbarco. Sarà un grande giorno in cui potremo ancora una volta far giungere il nostro commosso ringraziamento a quei ragazzi. Da ultimo, voglio ricordare insieme a voi un altro 9 settembre, quello del 1944, quando la statua della Madonna delle Grazie, che era stata trasportata a Roma per sottrarla alle devastazioni della guerra, fece finalmente ritorno a Nettuno, a casa. Concludo ringraziandovi molto per questa vostra partecipazione e sono sicuro che molte altre realtà cittadine verranno riqualificate in modo che voi possiate viverle appieno.

Voglio lasciarvi rinnovando il mio impegno a continuare ad accelerare al massimo i percorsi di riqualificazione degli spazi urbani, chiedendo a voi di continuare a mantenere in ordine il patrimonio pubblico e a segnalare al Comune ogni forma di inciviltà. Con questo spirito avremo sicuramente una Nettuno migliore. Con questo spirito avremo sempre una grande Piazza 9 settembre 1943, la nostra Piazza della Stazione. A Voi tutti davvero un grazie di cuore!”.

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