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Giallo Forestali: esperti parcheggiati

Incendi, solita emergenza. L’ira dei pompieri. Manca una strategia d'insieme

Nulla di nuovo sotto il sole. E il sole arroventerà anche quest'anno il suolo, sui monti, nei campi e in città. Ma come ci si sta preparando all'imminente estate e al solito - si spera di no - disastro degli incendi? La vede scura chi dovrà correre e sfiancarsi per spegnerli: i pompieri si preparano ad affrontare una stagione di fiamme. Come sarà rispetto all'estate 2017, particolarmente drammatica con i roghi aumentati del 400% in più rispetto al periodo estivo 2016? 
«In realtà è un po' peggio dell'anno scorso - attacca Costantino Saporito, coordinatore nazionale del Sindacato unitario di base USB dei Vigili del fuoco -. Nel 2017 hanno preso fuoco il Parco del Vesuvio e il parco della Majella, che tocca pure il Lazio, è stata un'emergenza colossale, ma non abbiamo imparato nulla, non è successo nulla per migliorare le cose: affronteremo le emergenze con le solite carenze di mezzi e di personale. Tutte le province del Lazio hanno la stessa situazione: opereremo con lo stesso dispositivo. Le nuove 400 unità promesse dal sottosegretario all'Interno Gianpiero Bocci non sono arrivate». 

SPECIALISTI "PARCHEGGIATI"
Eppure rinforzi qualificati ci sarebbero pure, già pronti ed esperti: i Direttori delle operazioni di spegnimento, gli specialisti degli incendi boschivi. Sono i DOS, qualifica naturale della ex Forestale, che stavano nel disciolto Corpo Forestale e travasati nelle fila dei pompieri. Ma vengono impiegati in altre mansioni. Sono finiti in gran parte nell'Arma dei Carabinieri, e altri nel Corpo nazionale dei Vigili del fuoco che si è ritrovato così a dovere tenere testa e coordinare, di botto, non solo i cosiddetti incendi di interfaccia, ma pure a quelli nelle macroaree come le foreste. 
«Tra noi nel Lazio di DOS ex Forestali ne sono arrivati 17 - precisa il sindacalista USB - ma tuttora non sono utilizzati per il loro compito naturale che è l'antincendio e che svolgevano nella Forestale. Due anni fa, prima della soppressione del Corpo forestale, erano 100 i DOS in tutto il Lazio, ben distribuiti su tutto il territorio, in vari turni e sempre operativi. Adesso i soli 17 dati ai pompieri sono "congelati" e per di più distribuiti a macchia di leopardo, senza disposizioni che li coordinino e li mettano in condizione di fronteggiare gli incendi». Diversi i numeri ufficiali che ci forniscono dai piani alti del Corpo: «Abbiamo 82 DOS nel Lazio - afferma l'ing. Tarquinia Mastroianni della Direzione regionale dei Vvf -,  quasi tutti appartenenti ai ruoli dei vigili del fuoco, solo uno sparuto numero di DOS è rappresentato dal personale transitato dal Corpo Forestale dello Stato! E verranno tutti impegnati nelle loro funzioni di coordinamento negli incendi boschivi, compresi quelli provenienti dall'ex Corpo Forestale. Stiamo potenziando». 

NUOVI COMPITI, VECCHIE CARENZE
«La legge Madia che ha fatto fuori la Forestale, ci ha affidato questo ulteriore compito degli incendi boschivi, ma senza le necessarie risorse! - rincara la dose Rossano Riglioni, segretario regionale del Co.na.po. sindacato autonomo dei Vigili del fuoco -. Stiamo come l'anno scorso, né più né meno. Da circa un anno chiediamo rinforzi di uomini e mezzi e speriamo che quest'estate non ci sia un'ondata massiccia di incendi come l'anno scorso. L'Ente competente è la Regione Lazio e ora si tratta di vedere, al di là degli annunci, cosa deciderà e cosa farà concretamente. Servirebbero più fondi». Intanto l'Ente annuncia miglioramenti, lotta dura ai roghi con la nuova campagna antincendio boschivo 2018, firmando l'accordo con Vigili del fuoco e Carabinieri: l'impegno regionale sarà di 2,5 milioni di euro. «A sì? Ci deve ancora pagare la convenzione di due anni fa! Gli accordi siglati con Carabinieri e Corpo VVf bisogna vedere in concreto cosa prevedono, vanno prima concordati coi lavoratori»,  replica Saporito dell'USB. 

Regione: 7 elicotteri e rinforzi dai Carabinieri Forestali

Uno stanziamento di 2 milioni e mezzo di euro per la Campagna antincendio boschivo 2018 all'insegna di un nuovo accordo con Vigili del fuoco e Carabinieri e linee operative congiunte per armonizzare e ottimizzare gli interventi, sia a terra che con i velivoli. Lo annuncia la Regione Lazio. Altra novità sarà l'impiego dei Forestali passati all'Arma: con la loro esperienza di Direttori delle operazioni di spegnimento nelle grandi aree come i boschi, daranno supporto ai Vigili del fuoco e delle associazioni di volontariato impegnate nella lotta ai roghi, oltre a svolgere attività investigativa e di prevenzione, perimetrare le aree andate in fiamme e verificare eventuali ostacoli sui bacini idrici per l'approvvigionamento dei velivoli antincendio. 7 elicotteri saranno impegnati a partire dal primo giugno, e potranno essere di più all'occorrenza, sottolinea la Regione Lazio. Gli specialisti Carabinieri Forestali saranno presenti nella Sala operativa unificata permanente. «Stiamo lavorando affinché il dispositivo sia almeno pari a quello dello scorso anno e con potenziamenti, anche indipendentemente dai fondi regionali - riferisce l'ing. Tarquina Mastroianni della Direzione regionale dei Vigili del fuoco -. Stiamo prevedendo di potenziare le strutture di coordinamento e le squadre operative sul territorio in modo da avere efficace gestione a tavolino e pronto e rapido intervento sul campo, cercando di fare tesoro dell'esperienza dello scorso anno anche sotto il profilo del modello organizzativo». 

Sindaci, levate l'erba!
Non solo boschi. A preoccupare è anche il rischio di roghi nelle aree urbane. Per non parlare di impianti industriali come la Eco X sulla Pontina, a Pomezia: un disastro annunciato, con tonnellate di rifiuti andate in fumo con una tremenda nube tossica. "Come Protezione civile abbiamo già sollecitato i sindaci della Regione, perché non è solo un tema di decoro, che pure è importante, ma di sicurezza delle nostre città. Rinnovo dunque la richiesta di un impegno importante affinché ci sia una attenzione particolare riguardo alle strade: il tipico gesto irresponsabile del mozzicone buttato su un cespuglio secco - ha concluso - crea un rischio importante di incendio". Così il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. "Abbiamo stanziato 400 mila euro per lo sfalcio dell'erba lungo le strade provinciali - ha aggiunto -. In questo senso lancio un appello ai sindaci: noi faremo di tutto per spegnere gli incendi ma bisogna fare di tutto per prevenirli". 


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