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Olivetti spiega perché ha lasciato

"Federlazio non rappresenta più i nostri interessi". L'ira dell'ex Presidente

Giampaolo Olivetti, ex Presidente di Federlazio Latina
Giampaolo Olivetti, ex Presidente di Federlazio Latina

Non rappresenta più i nostri interessi, impossibile dare una strategia nostra. Così Giampaolo Olivetti lascia il ruolo di presidente di Federlazio Latina, dopo soli sei mesi. Il manager ha di vulgato la lettera con cui spiega perché si è dimesso nei giorni scorsi da Presidente della nota associazione di categoria della Piccole e Medie Imprese pontine. L'abbandono della carica appare strettamente connesso alla 'cacciata' del Direttore di Federlazio Latina, Saverio Motolese, che la Giunta romana dell'associazione ha rimosso il 22 maggio scorso contro la volontà degli associati pontini: “fatto gravissimo ed intollerabile”, attacca l'oramai ex Presidente che affronta senza girarci intorno, ma senza mai farne nome e cognome, il Direttore generale Luciano Mocci: “L'Associazione è e rappresenta gli interessi degli imprenditori e non del Direttore Generale”. L'ex Presidente, eletto lo scorso 17 novembre, ripropone l'eterno conflitto e il nodo irrisolto dell'autonomia decisionale e la ricerca di espressione propria del capoluogo pontino rispetto a Roma: un rapporto tra periferia e Capitale sempre spinoso, in economica come in politica.

“QUESTA FEDERLAZIO NON RAPPRESENTA PIÙ I NOSTRI INTERESSI”

“Il motivo che mi ha portato a lasciare l'associazione sia come Presidente, sia come associato, è che questa Federlazio non corrisponde più al mio ideale di associazione – spiega il manager -. Dieci anni fa, quando sono entrato per la prima volta nel Consiglio Direttivo di Latina e nella Giunta Esectiiva di Roma, ho trovato un'associazione che voleva aggregare imprenditori e farsi portavoce delle politiche industriali degli stessi presso gli organi e le sedi più opportune. […] Ritengo, purtroppo, che ad oggi – prosegue la missiva inviata ai colleghi di Federlazio Latina – la finalità 'di rappresentare gli interessi dei propri associati', come si legge nel sito dell'associazione, sia venuta meno e che il 'caso Motolese' rappresenti solo un evento esemplificativo di tale depauperamento degli interessi e delle aspettative degli associati”.

“IMPOSSIBILE DARE INDIRIZZO STRATEGICO”

“Gli imprenditori in Federlazio – scrive Olivetti con carattere sottolineato – non hanno più la possibilità di dare un indirizzo strategico e politico all'associazione. A Latina si era creato un gruppo di imprenditori fortemente coeso che partecipava attivamente ai Consigli Direttivi e alle numerose iniziative organizzate, portando sempre nuove idee e nuovi progetti per far crescere le imprese e la Federlazio. Avevo l'onore di presiedere questo gruppo, diretto con competenza e professionalità dal Direttore Motolese e supportato egregiamente da tutto lo staff della sede di Latina”. Eppure, lamenta Olivetti, “nonostante gli ottimi risultati raggiunti e l'inequivocabile gradimento da parte degli imprenditori per il lavoro svolto sul territorio da Motolese e dallo staff, il Direttore Generale e il Presidente hanno portati all'attenzione della Giunta di Federlazio la controversia relativa al licenziamento di Motolese, ritenuto necessario in quanto lo stesso, a loro dire, non era allineato alle 'direttive romane'”.

ROMA SCHIACCIA LA VOLONTÀ DEGLI IMPRENDITORI DI LATINA

E poi alcuni fatti: “Gli imprenditori del Consiglio Direttivo di Latina, notiziati ex post (a cose fatte, ndr), hanno sottoscritto ed indirizzato alla Giunta di Roma una diffida dal prendere qualsiasi decisione senza aver preventivamente ascoltato la sede territoriale direttamente interessata; dettagliatamente enucleando i motivi dell'assoluta contrarietà al licenziamento di Motolese. Dunque, il Consiglio Direttivo di Latina ha provato in tutti i modi a convincere la Giunta che il licenziamento del Direttore non sarebbe stato né opportuno né condiviso. Tuttavia, nonostante questa forte presa di posizione, non è stata in alcun modo ascoltata la voce e la volontà dei due organi statutari eletti dall'assemblea generale dei soci di Federlazio Latina, dunque ad ogni effetto loro rappresentanti, quali in Consiglio Direttivo e il Presidente”.

STILETTATA AL CAPO ROMANO LUCIANO MOCCI

“Tale accadimento rappresenta un fatto gravissimo ed intollerabile che ha leso un principio fondamentale del mondo Associativo, vale a dire che l'Associazione è e rappresenta gli interessi degli imprenditori e non del Direttore Generale (LUCIANO MOCCI, NDR). In virtù di tale principio, ferme restando le prerogative statutarie, il potere decisionale in merito al licenziamento del Diretto si sarebbe dovuto riservare – quanto in termini di opportunità e di condivisione – agli imprenditori di Latina e non alla Giunta di Roma, composta da imprenditori che non conoscevano (ed evidentemente non conoscono) assolutamente la preparazione e il lavoro (di lungo corso, 18 anni!) del direttore Motolese”. Ingerenze inaccettabili che hanno minato in modo irreversibile il vincolo fiduciario che è, o meglio dovrebbe essere, il fondamento della finalità e della vita associativa.

ABBANDONO IN MASSA

Per questo motivo il sottoscritto, nonché tutti i membri del Consiglio Direttivo di Federlazio Latina e gli altri imprenditori hanno deciso di dimettersi da tutte le cariche statutarie (Presidenza e Vice presidenza di Federlazio Latina e delle Categorie regionali, Consiglio Generale, Giunta Esecutiva Regionale e infine Consiglio Direttivo di Latina). Ovviamente, ogni imprenditore ha altresì comunicato il recesso delle proprie aziende anche da Federlazio. Anche altri imprenditori, a quanto mi consta, compresi bene i fatti sottesi a tale vicenda, hanno comunicato il loro intento di dimettersi dall'associazione che, evidentemente, non li rappresenta più. Ringrazio tutti voi per la fiducia che mi avete accordato a novembre 2017, quando mi avete eletto Vostro Presidente. Mai avrei pensato che il mio mandato sarebbe stato così breve. Al contrario pensavo che avrei potuto contribuire a far crescere la Federlazio di Latina, come negli ultimi anni ho fatto crescere le mie aziende, ma - come noi imprenditori sappiamo bene - non sempre le cose vanno come uno desidera. Lascio ad altri fantomatiche quanto ridicole teorie complottistiche, vivo con e per le mie aziende e non ho interesse a collezionare gettoni di presenza”, conclude Olivetti, augurando ai colleghi ed alle loro aziende “un Grande Futuro e tanta Prosperità”.

 



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