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Uniti per l'Ambiente: appello al Sindaco

Rifiuti Anzio: Commissione creata da Comune ferma perché Comune non dà le carte

Il cantiere del 'bio'gas Asja a Sacida
Il cantiere del 'bio'gas Asja a Sacida

Sui tre impianti per rifiuti previsti ad Anzio a pochi metri l'uno dall'altro e vicino a case e scuola, tuona Uniti per l'Ambiente. 130mila tonnellate l'anno di rifiuti, in tutto. Il coordinamento di cittadini,  comitati e associazioni denuncia nuovamente lo stile dell'amministrazione comunale: niente documenti né concretezza rispetto ai due 'bio'gas a rifiuti e al deposito di scarti in arrivo in zona Sacida – Spadellata. I 'bio'gas sono proposti distintamente dalla società Green Future 2015 Srl e dalla Asja Ambiente Italia Spa, in corso di costruzione (con parere favorevole del Comune rilasciato a suo tempo). A questi si aggiunge un centro per stoccaggio di rifiuti della Ecotransport Srl per circa 30mila tonnellate all’anno. Anche se i cittadini stessi si sono assunti le spese per rimborsare i tecnici incaricati di studiare il caso, non sembra che a Palazzo si voglia fare sul serio. I tre esperti – denunciano i cittadini – non possono lavorare perché il comune non fornisce le carte.

Di seguito alcune dichiarazioni diramate tramite il presidente del sodalizio Sergio Franchi, a pochi giorni a pochi giorni dall'addio all'attuale Amministrazione comunale agli sgoccioli prima delle elezioni del 10 giugno per rinnovare Sindaco e Consiglio e a pochi giorni anche dalla Conferenza dei servizi sul progetto Econtransport. Uniti per l'Ambiente parteciperà al tavolo istituzionale che tratterà la questione in Regione Lazio l'8 maggio.

 

“Abbiamo proposto di aprire un dibattito pubblico in un silenzio colpevole ed assordante per dare la possibilità a chi ha gestito l’ambiente di Anzio negli ultimi anni di poter dare risposte e giustificazioni a domande rimaste senza una risposta credibile”, affermano da uniti per l'Ambiente. I cittadini sottolineano l'inerzia dell'amministrazione Bruschini e di certi uffici che non darebbero seguito alla nuova mozione votata in Consiglio comunale lo scorso 2 febbraio, “il cui unico scopo era quello di verificare che quanto sta avvenendo nell’ambito della realizzazione degli impianti di trattamento previsti tenga conto delle norme e dei diritti dei cittadini”. In particolare, Uniti per l'Ambiente bastona certa ignavia riguardo la Commissione Speciale mista istituita con quella mozione proprio per fare luce sul “triangolo della vergogna” (così chiamano l'area dove sono previsti i tre impianti a rifiuti) e possibilmente evitare danno alla salute e all'ambiente. “Come se si stesse dando attuazione ad una sceneggiatura stabilita da un regista invisibile, tutto va a rilento; il Comune non trova i mezzi per finanziare i tecnici ed i cittadini sono costretti ad assumere l’onere delle loro spese, dando vita ad una penosa questua fra la gente; le sedute della Commissione sono quasi deserte, i tempi previsti nella delibera Consiliare saltano, tutto serve per rallentare il lavoro dei tre tecnici che stanno lavorando sia sull’impianto della Spadellata sia sul progetto del deposito di stoccaggio rifiuti di Padiglioni. I documenti in possesso del Comune necessari per il lavoro non stati ancora consegnati dopo 17 giorni dalla richiesta. Si tratta di documenti tecnici ed amministrativi che ogni comune, degno di definirsi trasparente, pubblica nel proprio sito istituzionale”. Tanti i perché senza risposta lanciati dai cittadini, comitati e associazioni. “Tra qualche giorno – sottolineano - avverrà lo scioglimento del Consiglio Comunale e la Commissione dalla stesso creata ne seguirà le sorti. Ma le Associazioni ed i Comitati non molleranno finché le cose non saranno chiare e così le eventuali responsabilità. Il 23 aprile si è tenuta una riunione con il team tecnico di Uniti Per l’Ambiente al completo ed il luogo prescelto per l’incontro è l’abitazione della responsabile degli agricoltori della zona per toccare, ove ve ne fosse la necessità, il violento contrasto fra la realtà agricola della zona ed il mostro di una centrale che tale quiete produttiva e salubre sta violando. Durante la riunione i tecnici hanno sottolineato la loro impossibilità a procedere nel lavoro. È nostro dovere portare a conoscenza la gente che ci segue di quanto avviene e lo facciano e faremo sempre senza peli sulla lingua e senza l’ingerenza del politicante di turno”.

 

Rispetto alla Commissione Speciale impianti di trattamento e rifiuti, presieduta dalla consigliera Velia Fontana, Uniti per l'Ambiente aggiunge: “Come appare evidente dai fatti e da una realtà che stanno creando un serio pericolo per la salute della gente e per l’economia della zona, il comportamento tenuto dal Comune di Anzio nel partecipare alle Conferenze di Servizi relative alla trattazione di tali impianti non si è certamente caratterizzato per efficienza ed efficacia professionale. L’assenso dato in occasione della Conferenza di Servizi per la centrale di via della Spadellata, rappresenta certamente un esempio lampante e drammatico di questa affermazione. Mentre il lavoro della Commissione è praticamente fermo per ostacoli che non dovrebbero esistere e che sembrano artificialmente creati, dopo che Uniti Per l’Ambiente ha dovuto, con grande difficoltà, assumere a proprio carico il rimborso delle spese per i tecnici che la Commissione ha scelto e nominato membri della Commissione stessa, mentre la documentazione richiesta da tali tecnici per lavorare, anche se già riprodotta, non viene consegnata agli stessi, si avvicina la data dell’8 maggio in cui avrà luogo la terza seduta della Conferenza dei Servizi per la realizzazione di un deposito di stoccaggio rifiuti normali e pericolosi nella zona di Padiglioni. Di tale ed importantissimo evento si sarebbe dovuto discutere nella Commissione Speciale ma non se ne è vista traccia. È noto che questo impianto, che è situato in uno dei vertici del “ triangolo della vergogna” al cui baricentro, posto a circa 300 metri, è ubicata una scuola ed un centro abitato, non rispetta il limite di distanza minima dagli obiettivi sensibili di 1000 metri, previsto dal Regolamento di Igiene e Sanità del Comune di Anzio. E’ altrettanto evidente che è responsabilità del Comune di Anzio far valere i limiti e le norme in vigore nel proprio territorio nei consessi Provinciali e Regionali. Tale argomento non è stato discusso dalla Commissione Speciale e non si ha il minimo segno che qualcuno se ne stia occupando nell’area tecnico-amministrativa di competenza. Questo fatto potrebbe costituire un grave atto omissivo che potrebbe arrecare altri ulteriori danni ad un territorio martoriato”. Infine, un nuovo, forte appello al Sindaco sulla via del tramonto, Luciano Bruschini: “Invitiamo, pertanto, il Sindaco di Anzio a disporre affinché un team di tecnici preparino immediatamente la posizione dell’Amministrazione in difesa dei diritti dei cittadini che rappresenta ed in attuazione di una normativa che non permette la realizzazione dell’impianto citato”.



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