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58 milioni per il mini-compostaggio

Rifiuti, altra occasione persa per i Castelli: ognuno per sé ai fondi regionali FOTO

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Piccolo è bello e conviene - Una compostiera di comunità
Piccolo è bello e conviene - Una compostiera di comunità

Occasione persa ai Castelli Romani per invertire la tendenza nella malagestione dell'immondizia: nessun Comune si è unito ad altri per chieder i fondi con cui la Regione Lazio punta a promuovere l'addio ai grandi impianti mediante il compostaggio di piccola taglia, in casa o collettivo. I Comuni possono infatti gestire i rifiuti senza creare rischi per la salute umana e l’ambiente e a costi molto bassi, anche in forma associata e magari affrancandosi o almeno riducendo lo strapotere dei soliti noti che dettano legge e prezzi nel settore, per di più inquinando.

L’ESEMPIO DEI VICINI
Vicino ai Castelli, invece, altri Municipi si sono messi insieme: Latina, Aprilia, Sabaudia, Pontinia e Sermoneta si sono riuniti in associazione per partecipare al bando regionale. Scaduto lo scorso 9 ottobre, mette a disposizione 57,6 milioni di euro per il triennio 2017-2019. L'obiettivo annunciato è favorire la diffusione delle compostiere domestiche, condominiali e di comunità: contenitori più o meno grandi dentro cui in soli tre mesi tutti i rifiuti umidi - avanzi alimentari e sfalci erbacei - si trasformano in fertilizzante riutilizzabile in agricoltura o per  vasi, orti e giardini. Lo scopo del bando regionale è anche quello di sostenere la costruzione di nuove isole ecologiche, i centri di raccolta e smistamento dei rifiuti provenienti dalla raccolta domiciliare, anche detta porta a porta.

L’UNIONE FA LA FORZA
Latina e gli altri quattro Comuni pontini hanno dato vita a quella che in gergo si chiama ‘Unione dei Comuni’. In sostanza, permette di costruire isole ecologiche in punti strategici raggiungibili dai cittadini di due o più Comuni, o acquistare più compostiere ad un prezzo più basso. Ma può anche aiutare a razionalizzare il servizio e i costi di gestione, ma soprattutto  ad abbattere il costo delle bollette, Il Presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, parla di “riduzioni della tassa fino al 15%”. L’Unione dei Comuni è obbligatoria per legge dal 2000 per gestire i servizi pubblici essenziali quali trasporti, sanità e rifiuti, fare  la pianificazione urbanistica, in modo da essere più competitivi sul mercato. Sono moltissimi i Comuni inadempienti, si preferiscono le vecchie municipalizzate, che rappresentano per i politici ghiotti bacini elettorali e per vari elettori un modo per trovare un posticino o una poltroncina. A volte, molto più semplicemente gli amministratori preferiscono non intaccare certi monopoli.

I CASTELLI ROMANI, DIVISI E INEFFICIENTI
Anche i Comuni di Velletri, Frascati, Lanuvio, Rocca di Papa e Genzano puntano ad ottenere i fondi regionali per incrementare il compostaggio domestico e di comunità e fare nuove isole ecologiche. I borghi storici dei Castelli si trovano l’uno attaccato all’altro, eppure hanno partecipato al bando in ordine sparso, con singoli progetti del tutto slegati l’uno dall’altro mentre è strategica la visione d’insieme, anche in vista dell’attuazione della legge che vuole gli Ambiti territoriali ottimali dei rifiuti. Ciò si traduce in minori probabilità di ottenere quei fondi, dato che i bandi – come spiegato in una recente inchiesta del Caffè – sono complicatissimi e prevedono criteri di aggiudicazione davvero strani. In particolare, appaiono congegnati per favorire i Comuni montani e già in grado di fare il 65% di raccolta differenziata. Verrebbe fuori, ad esempio, che un gran vantaggio va all'area ciociara. Auguri dunque alla Cociaria, da cui proviene l'assessore regionale all'ambiente Mauro Buschini: in provincia di Frosinone, su 91 Comuni, solo 4 Comuni superano i 5mila abitanti e solo 15 non sono montani. Mentre scriviamo,  per i Comuni di Lariano, Nemi e Marino non risultano pubblicate nei rispettivi albi pretori notizie sui bandi di cui parliamo.

 

Il (costoso) paradosso VOLSCA
Al contrario dei cosiddetti ‘bio’gas, il compostaggio senza grandi impianti è considerato da buona parte della comunità scientifica l’unica alternativa davvero sostenibile e ad impatto zero per trattare i rifiuti umidi, che rappresentano circa il 35% del totale della spazzatura urbana. I 'bio'gas sono impianti industriali che oltre all’organico proveniente dal porta a porta, spesso ricevono anche fanghi di fogna e industriali, scorie di inceneritori, deiezioni e scarti industriali di vario genere. Producono percolati inquinanti e filtri industriali, ovvero rifiuti speciali da smaltire in apposite discariche. Ma soprattutto danno un terriccio di scarto, chiamato compost, in cui finiscono idrocarburi e metalli pesanti: elementi chimici molto pericolosi per la salute umana e l’ambiente. Tale sottoprodotto non di rado viene utilizzato anche come fertilizzante agricolo. Si tratta di un problema che i Comuni dei Castelli conoscono particolarmente bene, visto che la Volsca Ambiente e Servizi, la municipalizzata dei rifiuti di Albano, Velletri e Lariano, vuole costruire un grosso impianto da 30mila tonnellate all’anno di rifiuti a Velletri, in contrada Lazzaria-Colle Rosso. 
Inoltre, nell’area a sud di Roma ne stanno spuntando come funghi altri 9 per complessive oltre 725mila tonnellate all’anno di immondizia. È guerra aperta perciò per accaparrarsi l’umido del porta a porta. Da un lato i soliti e ben noti ‘signori’ dei rifiuti; dall'altro il compostaggio domestico, condominiale e di comunità, realizzato dal basso. 
 

 

Progetto FARO di Ariccia e digestore di Albano
Contraddice lo spirito del bando regionale il progetto F.A.R.O. di Ariccia: Fertilizzante ad Ariccia da Rifiuti Organici. Un impianto ‘bio’gas – così si legge nei documenti con cui il municipio chiede di partecipare al bando regionale – dal costo di oltre 479mila euro che sorgerà a Borgo San Rocco, nel parcheggio Carlo Fontana. Il progetto punta a raccogliere tutti i rifiuti urbani umidi, domestici e industriali, prodotti dalla Città della porchetta. Anche il Comune di Albano sta tentando di ottenere i fondi del regionale sul compostaggio per realizzare un impianto industriale destinato a “raccogliere la frazione organica […] e conferirla al digestore”. L’impianto sorgerà su via Tenutella e riceverà rifiuti umidi urbani, industriali e deiezioni animali. Gli Amministratori albanensi hanno inserito nella richiesta due progetti: uno da 1 milione e 207mila euro e l’altro, più tecnologico, da 2 milioni e 697mila euro. Lasciano alla Regione la facoltà di decidere quale dei due eventualmente finanziare. Nel frattempo Albano sta pure nel progetto Volsca: impianto da 30mila tonnellate l’anno... 

 

Velletri, Albano e Lariano: tutto e il contrario di tutto  
I Comuni di Albano, Velletri e Lariano, proprietari della Volsca Ambiente e Servizi, il 4 agosto hanno depositato in Regione Lazio un progetto che prevede la costruzione di un impianto per trattare 30mila tonnellate all’anno di umido del porta a porta a Velletri, in località Lazzaria - Colle Rosso. Il 9 ottobre hanno partecipato al bando regionale del 26 luglio sostenendo di voler diffondere il compostaggio domestico e di comunità che – come spiegato dall'Assessore regionale all'ambiente Buschini - mira a dire basta ai grandi impianti... 
Nella foto sopra, il Comitato No Biogas-No Discarica di Velletri presenta denuncia in Procura il 31 lulgiuo scorso sulle ex discariche del sito dov’è previsto l’impianto Volsca. 4 giorni dopo in Regione arriva invece il progetto da 30mila tonnellate l’anno di Volsca  
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