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Dietro la mega operazione cementizia

Marino 2, affari privati coi soldi dello Stato FOTO

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ADRIANO PALOZZI e RENATA POLVERINI - Hanno firmato l'accordo Comune-Regione per Marino2
ADRIANO PALOZZI e RENATA POLVERINI - Hanno firmato l'accordo Comune-Regione per Marino2

Oltre agli strani aspetti politici, ambientali ed amministrativi (di cui abbiamo parlato nel numero scorso), che riguardano la Finworld, la società assicuratrice del progettone cementizio tra Santa Maria della Mole e il Divino Amore, noto come "Marino 2", altri intrecci di natura finanziaria ed istituzionale sono presenti nell’affare. Riguardano interessi pubblici, addirittura di rango governativo, che alimentano business privati. 
Si tratta di affari che utilizzano i flussi di cassa e beni riconducibili, in ultima istanza, alle buste paga dei lavoratori italiani, attraverso gli Enti previdenziali che dovrebbero preoccuparsi di garantire loro la meritata pensione. Andando a verificare questi intrecci societari, si scopre una gigantesca commistione tra soggetti pubblici e privati nella quale non si riesce a capire dove finiscano gli interessi degli uni ed inizino quelli degli altri.

  • SOLDI DAI BENI MINISTERIALI

Il medesimo cartello societario che c’è dietro l’operazione in programma a Marino infatti, risulta proprietario dell'immobile che ospita il quartier generale degli Uffici Ced, il centro elaborazione dati, dei Dipartimenti delle Finanza e del Tesoro per il centro Italia, dove finiscono tutte le nostre dichiarazioni dei redditi. Una importantissima sede del Ministero dell'Economia dove ha sede pure la Ragioneria territoriale dello Stato. Questo complesso immobiliare di circa 14.500 metri quadrati sta a Latina ed è oggi di proprietà del Fondo immobiliare Beta: le cifre qui indicate si trovano nelle relazioni semestrali di questa società. 

  • FINANZA CEMENTIZIA E INPS

Che c'entrano "Marino 2" e i Castelli Romani? Il Fondo Beta è controllato dalla IDeA FIMIT SGR, la stessa società che controlla la Ecovillage Tre: questa a sua volta è la Srl che ha proposto il nuovo paesone tra Santa Maria delle Mole e il Divino Amore, con l’avallo del Comune e della Regione. E cosa c'entrano pensionati e buste paga? Il Fondo Beta è stato costituito dalla società IDeA FIMIT SGR attraverso il conferimento di immobili dell'INPDAP, l'istituto di previdenza dei dipendenti pubblici recentemente confluito nell'INPS. Si tratta di una società specializzata proprio nei fondi comuni di investimento immobiliare, ne ha quasi 40 di cui 5 quotati alla Borsa Italiana, e gestisce edifici in gran parte ceduti da enti pubblici per fare cassa: tra questi anche l’INPS e l’Enasarco (Ente nazionale per l’assistenza degli agenti e rappresentanti di commercio). Ossia enti che dovrebbero custodire certi patrimoni immobiliari a mo' di garanzia delle pensioni, con essi potrebbero un giorno pagarci i pensionati in caso di fallimento dello Stato o comunque di impossibilità finanziaria. Invece proprio questi due enti previdenziali risultano azionisti di IDeA FIMIT con il 35,7% delle azioni (29,7% INPS e 6% Enasarco), mentre l’azionista di maggioranza è il gruppo De Agostini (editoria, costruzioni, ‘gioco’ d’azzardo e finanza) che ha una quota 64,3%.

  • TOLGO PALAZZI ALLO STATO... E NE FACCIO ALTRI PRIVATI

Lo strategico immobile di Latina era prima di proprietà dello Stato, che ora invece ci si ritrova come 'inquilino', dopo averlo ceduto per fare cassa al fine di abbattere l'imponente debito pubblico. Nel 2004 fu ceduto dal Ministero dell'Economia per circa 7,5 milioni di euro, ma non si vedono i presunti risparmi che motivarono la cessione. L'affitto costa oggi al Tesoro, e quindi ai cittadini, oltre 715mila euro l'anno, cioè ad oggi abbaimo pagato oltre 7 milioni e 800mila euro, più di quanto incassato per la sua vendita! E molto di più pagheremo per il futuro.  È il nuovo volto della spoliazione delle ricchezze del Paese da parte della Casta. Queste operazioni, purtroppo, sono sempre collegate alla cosiddetta finanza creativa, quella che ha quasi distrutto l'economia mondiale con i titoli finanziari tossici (i famigerati 'derivati') e di cui è esperto Antonio Mastrapasqua, ex supermanager dell'Inps e di Equitalia arrestato nei giorni scorsi per una presunta truffa alla Sanità. Fino al giorno del suo arresto sedeva nel CdA della GTech - ex Lottomatica, società appartenuta proprio al gruppo De Agostini. Quale sia il vantaggio finale che le casse pubbliche e i contribuenti dovrebbero ottenere da queste operazioni è tutt’altro che chiaro, ma è da simili operazioni che vengono anche i soldi per cementificazioni considerate da più parti inutili e dannose. Quella che l'asse Polverini-Palozzi, con il centrosinistra a fare da palo, vogliono imporre sul territorio di Marino è una di queste. 

QUELLA STRANA GARANZIA - Come spiegato su il Caffè dei Castelli n. 337, la copertura assicurativa dell’operazione fornita a suo tempo dalla società di intermediazione finanziaria Finworld SpA, appare molto dubbia. Questa società lascia riflettere, visto che si è accollata una montagna di operazioni e relative garanzie per importi notevolmente superiori ai soldi che dichiara nel capitale sociale. Soldi con cui dovrebbe pagare le opere pubbliche di urbanizzazione previste se i costruttori di cui è garante non le fanno, a tutela del Comune. Altre perplessità le suggerisce il fatto che la Finworld è nel mirino dei controllori della Banca d'Italia che due volte, l'ultima a giugno scorso, l'ha cancellata dall'apposito Albo. Cancellazione poi sospesa dal Tar. Sui suoi amministratori risultano poi una lunga serie di pendenze giudiziarie e amministrative. 
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